Blog

  • 20 dic 2016
  • NEWS
  • 130 visualizzazioni
  • 0 commento
  • Condividi questo articolo
20 dic 2016 | NEWS
130 visualizzazioni | 0 commento

Centro Casa Schio augura a tutti i clienti e conoscenti un Sereno Natale e Buone Feste.

Anche durante le festività siamo sempre vicini alle vostre esigenze attraverso la nostra pagina Facebook e il nostro sito.

L’ufficio rimarrà chiuso:
sabato 24/12/15 , lunedì 26/12/2016,  sabato 31/12/2016, venerdì 06/01/2017 e sabato 07/01/2017.

 

 

  • 11 ago 2016
  • NEWS
  • 143 visualizzazioni
  • 0 commento
  • Condividi questo articolo
11 ago 2016 | NEWS
143 visualizzazioni | 0 commento

Centro Casa augura a tutti i clienti e conoscenti Buone Ferie.
Anche durante le vacanze siamo sempre vicini alle vostre esigenze attraverso la nostra pagina Facebook e il nostro sito.
L’ufficio rimarrà chiuso dal 13/08/16 al 20/08/2016.
Riapriremo al pubblico il 22/08/2016

  • 14 mag 2016
  • NEWS
  • 202 visualizzazioni
  • 0 commento
  • Condividi questo articolo
14 mag 2016 | NEWS
202 visualizzazioni | 0 commento

Forza di volontà, determinazione, motivazione e consapevolezza di porre il cliente al centro di tutto sono caratteristiche che ti rappresentano?Allora sei la persone che l’agenzia immobiliare di Alessandro Maule e Marco Dall’Igna sta cercando: ricerchiamo ragazzo/a da inserire nel nostro organico con la mansione di agente ( regolarmente iscritto al ruolo di agente immobiliare) per la zona di Thiene, ti offriamo formazione professionale e la possibilità di sviluppare un metodo efficace che ti permetterà di affermarti economicamente. 

Invia il tuo cv a info@centrocasaschio.it.

Marco Dall'Igna
  • 03 mag 2016
  • NEWS
  • 373 visualizzazioni
  • 0 commento
  • Condividi questo articolo
03 mag 2016 | NEWS
373 visualizzazioni | 0 commento
Marco Dall'Igna

La professione di mediatore, e la responsabilità che riveste il suo ruolo, è stata, negli anni, oggetto di controversie e varie interpretazioni in ambito di giurisprudenza.
Attraverso la Legge n. 39 del 1989, si è innalzato il grado di preparazione professionale del mediatore, imponendo un esame abilitativo al fine di poter esercitare l’attività e lo svolgimento della stessa in via esclusiva; la giurisprudenza, riconoscendo queste capacità professionali del mediatore, è passata dal criterio di diligenza ancorata al principio del c.d. “buon padre di famiglia”, a quella della c.d. “media diligenza professionale”, commisurata, quindi, alle capacità professionali riconosciute al mediatore stesso. 
Con il tempo, quindi, si è consolidata una giurisprudenza di merito e di legittimità che ha imposto al mediatore obbligo di corretta informazione secondo il criterio della media diligenza professionale, che impone allo stesso di comunicare le circostanze a lui note e il divieto di fornire informazioni su circostanze che non abbia egli stesso verificato.
La giurisprudenza, in passato, ha più volte confermato che non rientra nella comune ordinaria diligenza, alla quale il mediatore deve conformarsi nell’adempimento della prestazione, lo svolgimento, in assenza di un particolare incarico, di specifiche indagini di tipo tecnico giuridico; facciamo riferimento, per esempio, alle trascrizioni pregiudizievoli gravanti sugli immobili oggetto della mediazione, se occultate dalla parte venditrice; tanto che non era da considerarsi compreso nella prestazione professionale del mediatore l’obbligo di verificare, attraverso l’esame dei registri immobiliari, la libertà dell’immobile oggetto della trattativa da trascrizioni e iscrizioni pregiudizievoli.
Una sentenza della Suprema Corte di Cassazione del 2015, però, ha rivisto i sopra citati principi affermando che, naturalmente, il mediatore è obbligato a verificare le informazioni a lui note e a cui può accedere con la sua diligenza professionale; e che non può trasmettere informazioni non verificate.
In caso di inadempimento la colpa è presunta ed è a suo carico la prova dell’inesistenza dell’inadempimento o la non imputabilità a sé del medesimo.
Insomma, il nuovo orientamento della Corte di Cassazione sancisce che sul mediatore debbano ricadere degli specifici obblighi di verifica delle informazioni, non potendo limitarsi alla trasmissione delle informazioni da una parte così come assunte dall’altra.
Va ricordato che la sentenza oggetto di questo articolo è, al momento, una delle più recenti in tema della responsabilità del mediatore e si dovrà verificare l’orientamento generale a seguito di nuove e ulteriori pronunce.

Marco Dall'Igna
  • 19 apr 2016
  • NEWS
  • 310 visualizzazioni
  • 0 commento
  • Condividi questo articolo
19 apr 2016 | NEWS
310 visualizzazioni | 0 commento
Marco Dall'Igna

Il 15 aprile è stata la prima di una serie di date che scandiscono l’iter per la presentazione delle Dichiarazioni dei redditi 2016, con il modello 730 precompilato già accessibile in rete.
Il Modello 730: quando va presentato? 
Chi troverà già redatto, all'interno del sito dell'Agenzia delle Entrate, il proprio documento personalizzato, a prescindere dal fatto che voglia o meno apportare integrazioni e modifiche, deve segnare sul calendario il giorno 7 luglio, scadenza entro la quale il 730 va presentato; personalmente per via telematica, oppure tramite sostituto di imposta, Caf o altro intermediario abilitato. Voci di corridoio, però, parlano di un probabile slittamento della data al 23 luglio, una proroga che potrebbe anche diventare strutturale.
Chi lo deve presentare?
Chi ha l’obbligo di fare la Dichiarazione dei Redditi con il modello 730? A dover utilizzare tale modello sono coloro che, nel 2015, hanno percepito redditi come pensionati o lavoratori dipendenti, lavoratori in cassa integrazione o mobilità, soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca. In più anche chi ha percepito indennità in qualità di consiglieri regionali, provinciali, comunali o per altre cariche pubbliche, sacerdoti della chiesa Cattolica, lavoratori socialmente utili e produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta, Irap e Iva.
Il Modello unico 
Quanto detto sopra vale se non si devono sommare altri tipi di redditi. In caso contrario, si rientra nella categoria di coloro che devono presentare l'Unico. Da quest'anno è arrivata la versione precompilata.
Chi?
A doverlo fare sono coloro che, nel 2015, hanno percepito redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione, redditi da lavoro autonomo con Partita Iva, redditi diversi non compresi fra quelli dichiarabili con il modello 730, plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate o non qualificate in società residenti in Paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati, che hanno beneficiato di redditi provenienti da “trust”.
Va presentato anche se si sono percepiti emolumenti da lavoro dipendente da datori non obbligati a effettuare ritenute d'acconto, aver cessato il proprio rapporto durante lo scorso anno, dover presentare dichiarazioni Iva, Irap, Modello 770, plusvalenze finanziarie. L'Unico va presentato entro il 30 settembre, unicamente per via telematica, e può farlo sia il contribuente stesso sia un intermediario da lui incaricato. La possibilità di inviarlo in formato cartaceo, tra il 2 maggio e il 30 settembre, è riservato solo a chi, pur avendo i requisiti per utilizzare il modello 730, deve dichiarare redditi soggetti a tassazione separata e a imposta sostitutiva nei quadri del modello Unico, oppure, deve presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti.
Esentati dalla dichiarazione 2016 sono coloro che, nell'anno passato, hanno avuto solo redditi dal possesso dell’abitazione principale e/o redditi di lavoro dipendente o di pensione erogati da un unico o da più datori di lavoro che effettuano le ritenute d’acconto. Oppure coloro che hanno redditi da lavoro dipendente non superiori agli 8.000,00 euro, 7.500,00 per i pensionati.
Come sempre le dichiarazioni necessitano di una gran mole di documentazione, che dovrà essere conservata per quattro anni.
Innanzitutto il Modello Cu 2016, che attesta i redditi percepiti come dipendenti, assimilati o pensionati. Lo stesso documento viene anche rilasciato, dagli istituti previdenziali, per indennità di disoccupazione, mobilità, cassa integrazione o maternità. Sono necessarie, poi, le certificazioni di compensi occasionali, per cessione dei diritti d'autore o provvigioni, oltre a qualsiasi altra certificazione di redditi percepiti nel 2015. Occorre, ancora, aggiungere tutta la documentazione riguardante i familiari a carico e le spese detraibili e deducibili, a partire da quelle sanitarie per finire con le erogazioni liberali verso enti e istituzioni, passando per i premi assicurativi, i versamenti in fondi pensione, l'ecobonus del 65% per le spese effettuate per il risparmio energetico e tante altre ancora.

All’indirizzo https://infoprecompilata.agenziaentrate.it sono disponibili le informazioni su come visualizzare, compilare, integrare o modificare e trasmettere la dichiarazione e i canali di assistenza attivi. In più, in una sezione dedicata, vengono poi ricordate le scadenze ed eventuali novità.
Anche questo video, sempre dell'Agenzia delle Entrate aiuta ad orientarsi: https://www.youtube.com/watch?v=x3Gk_AH9qUk

Marco Dall'Igna
  • 12 apr 2016
  • NEWS
  • 980 visualizzazioni
  • 0 commento
  • Condividi questo articolo
12 apr 2016 | NEWS
980 visualizzazioni | 0 commento
Marco Dall'Igna

Il temutissimo foglio chiamato “presa visione” che l’agente immobiliare generalmente ti chiede di firmare, cos’è esattamente? 

Buongiorno caro lettore,
ti sarà sicuramente capitato, frequentando diverse Agenzie Immobiliari che ti fosse richiesto, generalmente prima della visione di un appartamento, in vendita o in affitto, di  firmare la “PRESA VISIONE”.
La prima volta che ti è stato chiesto avrai sicuramente pensato: “…e ora cosa succede? Cosa comporta firmare questo documento? Sono vincolato a te come agenzia ora e per sempre? Devo comprare casa solo con te? Se firmo, devo pagarti?”
Un’infinità di domande alle quali si può rispondere in maniera molto semplice.
Vorrei iniziare spiegando esattamente cosa viene riportato nella “presa visione:
  • dati della persona che visita l’immobile (nome e cognome, indirizzo, numero di telefono ed indirizzo email)
  • dati del proprietario dell’immobile e indirizzo dell’immobile stesso (spesso ci sono più spazi, uno sotto l’altro, per indicare diverse soluzioni immobiliari che l’agente ti farà vedere. Ogni spazio potrà essere siglato con la tua personale firma prima di ogni visita)
  • dati dell’Agenzia Immobiliare
  • dichiarazione di acquisizione informazioni e visione immobile 
  • dichiarazione di esonero costi del servizio
  • dichiarazione presa visione privacy
I primi tre punti sono piuttosto chiari, mentre meritano un’analisi più accurata i secondi tre, così da comprenderli al meglio.

La "dichiarazione di acquisizione informazioni e visione immobile" consiste in una dichiarazione relativa all’utilizzo del servizio che viene offerto dall’Agente Immobiliare; inoltre, attesta che hai visionato l’immobile in oggetto, per la prima volta, con quella specifica Agenzia Immobiliare.
Questo documento è utile ad entrambe le parti perché legittima e conferma la prima (e speriamo anche unica) Agenzia Immobiliare che ti ha fatto visionare l’immobile.
Tieni a mente una nota importante: se l’immobile fosse gestito da più Agenzie potresti avere il problema che tutte te lo vogliano far vedere, quindi, per sicurezza, chiedi sempre l’indirizzo ed evita i doppi appuntamenti e i relativi problemi che potrebbero nascere da ciò, non ultimo la cospicua perdita di tempo.

Invece, la "dichiarazione di esonero costi del servizio" ti tutela nel caso non dovessi prendere quell’immobile. A differenza di altre categorie professionali, l’Agente Immobiliare non sempre viene pagato per aver prestato il proprio servizio; il compenso, infatti, lo matura al buon esito dell’affare.

Infine, la "dichiarazione presa visione privacy" è la classica autorizzazione al trattamento dei dati personali a cui, ormai, siamo abituati e che ci vediamo costretti a firmare molto spesso. Nel nostro caso è necessaria per poter memorizzare i dati del Cliente ed eventualmente comunicarli a terzi in caso di necessità: per esempio, al proprietario al termine dell’incarico mediante una raccomandata e alle forze dell’ordine in caso di denuncia da parte del proprietario qualora dovessero collegare eventuali furti alle visite effettuate.
E’ anche utile sapere che non è il foglio di visita immobiliare stesso a stabilire che si dovrà pagare la provvigione al buon esito dell’affare. Questo documento, infatti, può creare una preoccupazione del tipo: "ecco ho firmato e adesso chissà che provvigione mi tocca pagare”. 
Ma non è così; solo il fatto di aver contattato un’Agenzia Immobiliare crea un rapporto giuridico tra le parti, in cui tu chiedi il servizio e l’Agente Immobiliare fornisce la prestazione.
E, a onor del vero, qualsiasi attività che miri all’utilizzo dei servizi dell’Agenzia, ma non al pagamento del compenso spettante all’Agente Immobiliare, si chiama frode all’Agente Immobiliare ed è ovviamente punita dalla legge.

Marco Dall'Igna
  • 05 apr 2016
  • NEWS
  • 332 visualizzazioni
  • 1 commento
  • Condividi questo articolo
05 apr 2016 | NEWS
332 visualizzazioni | 1 commento
Marco Dall'Igna

Il costo del denaro è sceso e il rendimento degli investimenti finanziari lascia pochi dubbi in proposito: meglio comprare, a patto, però, che sussistano 3 condizioni:

  • la prima è che si disponga almeno del 30% del valore dell’abitazione che si intende acquistare;
  • la seconda che si abbia un reddito che consenta l’erogazione del prestito; 
  • la terza è che si abiti nella casa per almeno dieci anni.
Questo emerge da uno studio del Corriere della Sera partendo da una serie di dati forniti dall’Ufficio Studi di Tecnocasa, al quale è stato richiesto di identificare, nelle principali città italiane, una zona semicentrale e una periferica, indicando per ognuna il costo di acquisto e canone di locazione mensile di un bilocale e di un trilocale sulla base delle transazioni effettuate negli ultimi mesi.
La simulazione prevede che gli eventuali acquirenti siano ricorsi ad un mutuo per il 70% della cifra di acquisto scegliendo un mutuo a tasso fisso della durata di 20 anni, mettendo poi a confronto la rata mensile dello stesso con il canone di affitto.
I numeri mostrano che la convenienza del mutuo è maggiore nelle aree periferiche e nei bilocali. Questo è un valore che non stupisce, infatti, gli affitti non sono direttamente proporzionali al valore delle case, ma tendono a decrescere in termini percentuali sul prezzo dell’immobile quando questo è più alto. Per esempio: una casa di 50 metri quadrati in genere costa, a parità delle altre condizioni, la metà di una di 100 metri, mentre l’affitto costa più della metà. 
Due delle tre condizioni perché l’acquisto risulti conveniente attraverso un mutuo è che si disponga del 30% di contanti per comprare. Con una disponibilità minore, fino al 20-15% del prezzo, il mutuo si ottiene a condizioni peggiori e in genere fornendo garanzie assicurative che fanno salire ulteriormente il costo. Secondo l’ultima indagine congiunta di Agenzia Entrate, Banca d’Italia e Tecnoborsa chi ha comprato casa nel 2015 con il mutuo si è finanziato in media per il 64,7% del valore dell’immobile.
La seconda condizione, naturalmente, è che il reddito possa sostenere il pagamento della rata. Solitamente si è “credibili” per un istituto bancario se la rata non supera il 25-30% del redito netto.
La terza condizione è la durata della permanenza nell’abitazione che si vuol comprare. All’acquisto, come si sa, sono legati costi di un certo peso: le imposte di trasferimento (2% sul valore catastale + 100,00 euro se si compra da privato; il 4% sul prezzo + 600,00 euro se si compra dal costruttore); le spese notarili (per due atti se c’è anche il mutuo), i costi di istruttoria per il mutuo e gli eventuali costi per l’agenzia immobiliare. Queste sono uscite che non si recuperano se si rivende a breve. 
A onor del vero, va sottolineato che un risultato così netto della simulazione è dovuto a una congiuntura favorevole a chi vuole comprare e che solo tre-quattro anni fa sarebbe stato più incerto il risultato della “partita”, questo perché i prezzi delle case sono scesi in misura maggiore dei canoni di locazione. Nelle grandi città dal 2011 si può calcolare una correzione al ribasso del 15% dei prezzi e del 10% dei canoni. Se si torna più indietro, al 2007-2008, la riduzione dei valori è ancora più marcata.

Marco Dall'Igna - Agente immobiliare nell'alto vicentino -


Marco Dall'Igna
  • 29 mar 2016
  • NEWS
  • 335 visualizzazioni
  • 0 commento
  • Condividi questo articolo
29 mar 2016 | NEWS
335 visualizzazioni | 0 commento
Marco Dall'Igna

Il sito dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida aggiornata delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie con un documento on line aggiornato a marzo 2016. Rispetto alla versione precedente, contiene novità anche sugli sgravi fiscali di cui possono usufruire i cosiddetti condomini minimi.
Ecco alcuni dei provvedimenti a favore delle ristrutturazioni: è possibile detrarre dall’Irpef una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. In particolare, i contribuenti possono usufruire delle seguenti detrazioni:
  • 50% delle spese sostenute (bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016, con un limite massimo di 96.000,00 euro per ciascuna unità immobiliare; 
  • 36%, con il limite massimo di 48.000,00 euro per unità immobiliare, delle somme che saranno spese dal 1° gennaio 2017.
L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa, dividendola fra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa e che hanno diritto alla detrazione.
La guida aggiornata ricorda che, con la circolare n. 3/E del 2 marzo 2016, per quanto riguarda i condomini minimi, quelli cioè senza amministratore, né codice fiscale il pagamento deve essere sempre effettuato mediante l’apposito bonifico bancario/postale e, in assenza del codice fiscale del condominio, i contribuenti possono inserire nei modelli di dichiarazione le spese sostenute riportando il codice fiscale del condomino che ha effettuato il bonifico.
Il contribuente dovrà dimostrare, in sede di controllo, che gli interventi sono stati effettuati su parti comuni dell’edificio. 

Ecco il link dal quale scaricare il pdf della Guida Ristrutturazione Edilizie: 

Ugualmente è stata pubblicata anche la Guida al bonus su mobili ed elettrodomestici. Il documento fornisce tutte le indicazioni per usufruire delle detrazioni del 50% per gli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici in classe A e A+. Rispetto alla versione precedente contiene anche le risposte alle domande più frequenti. 
Si può usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. L’acquisto deve essere effettuato nel periodo compreso tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2016. 
Per avere l’agevolazione è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia, usufruendo della relativa detrazione, sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.
Occorre, inoltre, che le spese per questi interventi di recupero edilizio siano sostenute a partire dal 26 giugno 2012. La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

Ecco il link dal quale scaricare il pdf della Guida ai Bonus mobili ed elettrodomestici: 

E’ stato prodotto dall’Agenzia delle Entrate anche un utile video esplicativo:

25 - 32 su 80 risultati | 10 pagine totali

Archivio Blog

Ultimi commenti

Newsletter