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Marco Dall'Igna
  • 22 mar 2016
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22 mar 2016 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Gentile Cliente/lettore,

sono Marco Dall’Igna, titolare dell’agenzia Centro Casa Schio, a seguito di alcuni cambiamenti avvenuti nei mesi scorsi nella mia agenzia, ho il piacere di informarti che la sede dell'attività, a partire da maggio 2016, si trasferirà da Via Cristoforo Magrè n 63, Schio, in Via Liston San Gaetano a Malo.
Ci tengo, inoltre, a rassicurarti sul fatto che le attività svolte fino ad oggi nel comune di Schio e limitrofi, rimarranno invariate in quanto continuerò a seguire tutti i clienti che vogliono affittare vendere o acquistare casa in questo comune, ampliando, però, la mia zona di interesse anche ai comuni di Malo e Thiene.
Pertanto, non esitare a contattarmi per qualsiasi informazione o chiarimento al 3420328605.
Porgendoti i miei migliori saluti, ti ringrazio per la tua attenzione e per la fiducia accordatami in questi anni, sperando di poterti essere d’aiuto anche in futuro nella nuova sede.

Grazie

Marco Dall’Igna

Marco Dall'Igna
  • 15 mar 2016
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15 mar 2016 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Mario Draghi ha messo in campo un'importante novità: tagliare i tassi di interesse riducendoli al minimo storico. La novità potrebbe avere effetti non solo sui mutui legati a questo parametro di riferimento, ma anche su quelli che seguono l’Euribor. In pratica, cosa cambierà per chi ha già un mutuo e per chi sta per aprirlo?
Il numero uno della Banca centrale europea è riuscito ancora una volta a sorprendere per l'entità delle misure messe in campo. Prima fra tutte quel taglio a zero assoluto del tasso di riferimento, vale a dire permettere al sistema bancario di finanziarsi presso l'istituto centrale senza spendere un centesimo.
Situazione che, combinata con lo 0,40% (prima era lo 0,30%) che le banche dovranno, invece, pagare per tenere fondi presso l'Eurotower è un messaggio chiaro e preciso: per fare utili, i soldi dovete investirli altrove. Insomma, il capo della Bce vuole che il denaro finisca il più possibile a far girare l'economia reale, a favore di imprese e famiglie.
Che, a loro volta, avranno più convenienza a spendere i propri soldi e a chiedere finanziamenti che non a investirli in titoli di Stato o depositi destinati a non rendere nulla. E' il momento ideale, insomma, per chiedere un mutuo. Quelli di nuova accensione sono destinati a essere maggiormente influenzati da quest'ulteriore abbassamento dei tassi di interesse.
Non che possano esserci grandi balzi all'indietro rispetto ai tassi che vengono proposti oggi, in genere la media si aggira sul 2,8%, ma qualcosa si finirà per limare ancora. Lo stimolo all'acquisto di case innanzitutto e di altri beni durevoli in seconda battuta è tra gli obiettivi di rilancio dell'economia che la Bce si è posta, rendendo ulteriormente accomodante la sua politica.
D'altra parte le analogie della curva del tasso di riferimento con quella dell'Euribor a tre mesi, benchmark di una larghissima fetta dei mutui a tasso variabile erogati in Italia, sono una concreta misurazione di come l'ulteriore calo della prima, fino ad appiattirsi del tutto, dovrebbe riverberarsi anche sulla seconda. Il costo delle rate dei mutui calerà ancora, ma, certamente, non il cento per cento del ritocco praticato dalla Bce si trasferirà su questa voce.
Stesso discorso vale anche per chi le rate già le paga, per un mutuo a tasso variabile in corso. In questo caso, però, bisognerà avere anche un po' di pazienza, senza attendersi che già la prossima scadenza riporti una cifra inferiore, dato che il calcolo avviene rispetto a una media dell'euribor che di norma non viene rinnovata ogni mese, e si basa su un arco temporale più lungo. È bene che ognuno, si riguardi le condizioni del proprio finanziamento, per valutare se vale la pena cercare un altro prodotto con il quale effettuare una surroga.
Si ripropone, come quasi sempre, anche l’alternativa tra fisso e variabile. Il secondo viene offerto anche all'1%, per il primo difficilmente il tasso è inferiore al doppio. Ma, per un piano a lungo termine, può essere un'occasione che difficilmente si ripeterà. 

Marco Dall'Igna - Agente immobiliare nell'alto vicentino -

Marco Dall'Igna
  • 08 mar 2016
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08 mar 2016 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Altra novità sul Decreto Legge che recepisce la direttiva europea sui mutui; il via alla procedura di vendita della casa del debitore inadempiente, senza percorrere la strada delle aste giudiziarie, infatti, salirà da 7 a 18, per quanto riguarda il numero delle rate non pagate. Lo assicurano i deputati Pd in Commissione Finanze dopo gli scontri in Aula degli ultimi giorni.
Inoltre, la vendita dell'immobile obbligherà la banca a cancellare il mutuo anche se il valore del bene è inferiore a quelli del debito residuo non pagato dal proprietario di casa. Queste sono le maggiori proposte di modifica presentate dal Pd e che il Governo si è impegnato a recepire per modificare il decreto mutui. 
Sembrerebbe che nelle intenzioni del Pd ci sia la volontà di non rendere retroattivo il decreto e di predisporre, come facoltativa, la clausola di inadempimento. In tutto questo percorso inoltre il consumatore non dovrebbe essere lasciato solo: il Pd infatti vorrebbe introdurre  l’assistenza da parte di un esperto di fiducia per il consumatore.
Nel corso di una conferenza stampa alla Camera, Ettore Rosato, capogruppo Pd a Montecitorio e il relatore del provvedimento, Giovanni Sanga, hanno spiegato che la commissione Finanze, in accordo con il Governo, ha proposto alcune modifiche al testo che verrà dunque modificato in vari punti. 
La nuova normativa sull'inadempimento non si applicherà ai contratti già in essere neanche in caso di surroga e, come sottolineato dai deputati del Pd, offre al momento della stipula maggiori vantaggi per il cittadino, obbligando la banca a una maggiore trasparenza. Questa sarà una condizione irrinunciabile per il via libera al parere sullo schema di decreto.
Questa clausola di inadempimento, come detto sopra, è facoltativa e non può essere inflitta obbligatoriamente dalla banca. 
A maggiore garanzia, in caso di inadempimento dopo 18 rate non pagate, la casa può essere messa in vendita solo con uno specifico atto di disposizione dell'immobile da parte del consumatore.
Allo stesso tempo si punta a disciplinare per via normativa il cosiddetto «patto marciano», già riconosciuto dalla giurisprudenza: la banca può trattenere dopo la vendita della casa solo quanto ancora dovuto ed è obbligata a restituire al consumatore l'eventuale eccedenza. 
Con queste due clausole, ha sottolineato Michele Pelillo capogruppo democraticoo in commissione Finanze alla Camera, si vuole evitare così la procedura giudiziaria con conseguenti risparmi di spesa per il cittadino e il deprezzamento della casa. 


Il cittadino, nella sua decisione se aderire o meno alla clausola, non sarà lasciato solo. Per il Pd, infatti, la versione finale del Dlgs di recepimento della direttiva comunitaria 2014/17/Ue dovrà prevedere anche l’assistenza del consumatore da parte di un esperto di sua fiducia e su tutta la procedura dovrà vigilare la Banca d'Italia. 

Marco Dall'Igna - Agente immobiliare nell'alto vicentino -

Marco Dall'Igna
  • 01 mar 2016
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01 mar 2016 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Dal 1982 le agevolazioni sulla prima casa sono state un ottimo strumento per abbattere le spese a carico dell'acquirente, favorendo l'acquisto di immobili ad uso abitativo.
Ma chi ha effettivamente diritto alle agevolazioni "prima casa"? Ecco una novità datata primo gennaio 2016.
Questo il primo dei requisiti che deve avere l’acquirente privato per accedere alle agevolazioni: al momento del rogito, non deve possedere un altro immobile acquistato con le agevolazioni prima casa su tutto il territorio nazionale. In caso contrario, cioè se lo possiede, può usufruire delle agevolazioni purché lo venda entro un anno dalla data dell’atto (novità introdotta dall’art.55 della Legge stabilità 2016). Unica eccezione è quando un comproprietario entra in possesso di un’ulteriore quota di proprietà dell’abitazione acquistata con le agevolazioni prima casa. L’agevolazione spetta se il possesso dell’immobile è pervenuto a titolo gratuito, come avviene in caso di eredità o donazione. L’agevolazione non spetta, invece, in caso di comproprietà, nuda proprietà, usufrutto, ecc. di abitazione acquistata con i benefici prima casa.

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Marco Dall'Igna
  • 23 feb 2016
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23 feb 2016 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Tra le molte novità della nuova finanziaria 2016 è prevista la riduzione del 50% della base imponibile Imu e Tasi per gli immobili concessi in comodato d'uso ai figli.  
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con la risoluzione n.1/DF del 17 febbraio 2016, ha eliminato la possibilità di ottenere le agevolazioni dalla data di registrazione del contratto. Occorre fare riferimento alla data di stipula dell'accordo, quindi, e non alla registrazione dello stesso.
Per i contratti di comodato redatti in forma scritta, la risoluzione specifica che: "per beneficiare dell’agevolazione in commento sin dal mese di gennaio 2016, il contratto di comodato redatto in forma scritta deve essere stato, quindi, stipulato entro il 16 gennaio 2016 e registrato secondo le disposizioni che regolano l’imposta di registro".
"Per i contratti stipulati in forma scritta successivamente alla suddetta data del 16 gennaio, per godere dell’agevolazione in esame occorrerà, ovviamente, registrare l’atto secondo le disposizioni che regolano l’imposta di registro, e verificare il rispetto della regola prevista dal comma 2 dell’art. 9 del D. Lgs. n. 23 del 2011 prendendo come riferimento la data del contratto di comodato".
Per il contratto di comodato gratuito forma verbale, invece, "va ricordato che l'art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 131 del 1986, elenca quelli che devono essere sottoposti a registrazione, fra i quali non rientra il contratto di comodato che, pertanto, non è soggetto all'obbligo di registrazione, tranne nell'ipotesi di enunciazione in altri atti".
"Si deve tuttavia considerare che la legge di stabilità per l’anno 2016, nel richiedere espressamente la registrazione del contratto di comodato ha inteso estendere tale adempimento limitatamente al godimento dell’agevolazione IMU anche a quelli verbali."
"Pertanto, con esclusivo riferimento ai contratti verbali di comodato e ai soli fini dell’applicazione dell’agevolazione in oggetto la relativa registrazione potrà essere effettuata previa esclusiva presentazione del modello di richiesta di registrazione (modello 69) in duplice copia in cui, come tipologia dell'atto, dovrà essere indicato "Contratto verbale di comodato".
In conseguenza viene superata la data del 1º marzo come data ultima di registrazione del contratto. A far fede sarà, quindi, ai fini dell'agevolazione solo la data di stipula del contratto stesso.

Marco Dall'Igna - Agente immobiliare nell'alto vicentino -

Marco Dall'Igna
  • 16 feb 2016
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16 feb 2016 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Con una sentenza della Cassazione, il 10 febbraio 2016 si è sancito un importante cambiamento di rotta rispetto al passato: la causa di "forza maggiore" non è più una ragione sufficiente per non trasferire la residenza entro 18 mesi dall'acquisto della prima casa ed implica, quindi, la perdita delle agevolazioni. Prima di questa, in molte sentenze tanto l'amministrazione quanto la giurisprudenza, avevano considerato la "forza maggiore" come una causa valida per il mancato trasferimento e per non perdere, quindi, i bonus fiscali.
La normativa sulle agevolazioni prima casa prevede che l'acquirente abbia 18 mesi dal momento dell'acquisto della prima casa per trasferire la propria residenza nel Comune dove è ubicato l'immobile. In caso di mancato trasferimento si perdono le agevolazioni e si deve provvedere al pagamento dell'imposta ordinaria, più una sanzione pari al 30% della differenza tra l'imposta ordinaria e l'imposta agevolata.
In varie occasioni la giurisprudenza ha riconosciuto la "forza maggiore" come un causa valida che giustifica il mancato trasferimento. In occasione del terremoto in Umbria, ad esempio, l'amministrazione  aveva riconosciuto il lesionamento dell'edificio come causa di forza maggiore che aveva impedito al contribuente di vivere nella casa acquistata. 
Con questa nuova sentenza, la Cassazione mette una pietra sopra la riconoscibilità della "forza maggiore",  "Il trasferimento - dice la sentenza - è onere che conforma un potere dell'acquirente e che va esercitato nel su indicato termine a pena decadenza, sul decorso della quale nessuna rilevanza va riconosciuta ad impedimenti sopravvenuti, anche se non imputabili all'acquirente". 

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Marco Dall'Igna
  • 09 feb 2016
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09 feb 2016 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Buone notizie arrivano dalla Legge di Stabilità: per chi non riesce ad avere un mutuo per acquistare casa, dal 2016 potrà fare un leasing, come per le auto. E se si ha meno di 35 anni ci saranno anche delle agevolazioni fiscali. 
Insomma, questo 2016 porterà novità positive per le persone che hanno difficoltà di accesso al credito bancario e non riescono ottenere un mutuo per comprare casa. Infatti, anche la prima casa si potrà acquistare in leasing, come le automobili, i capannoni industriali, i negozi e le seconde abitazioni. 
Lo prevede un emendamento recepito dalla commissione Bilancio della Camera e inserito nella legge di Stabilità 2016. Sono previste detrazioni fiscali e agevolazioni, in particolare per chi ha meno di 35 anni e aiuti per i lavoratori che dovessero perdere il posto. 
L’onorevole Raffaello Vignali, promotore della proposta con il collega Paolo Petrini sono molto convinti e affermano: "Questa misura contribuirà a smuovere il mercato immobiliare, che è la filiera industriale più grande d'Italia, e alla crescita del Pil e dell'occupazione".  "Rispetto ai mutui - aggiunge poi Petrini- non ci saranno i pesanti costi iniziali. E non saranno richieste garanzie a genitori o nonni.  Lo "svantaggio" relativo è che la proprietà si otterrà solo con il saldo dell'ultima rata".
L’acquisto in leasing ha differenze rispetto all’affitto con riscatto, ossia il “rent to buy”, che in Italia esiste già; con il leasing immobiliare si va oltre. 
“Vengono previste detrazioni fiscali interessanti e c'è attenzione per i giovani e per coloro che non riescono ad avere mutui bancari” chiarisce Anna Vizzari, esperta di credito al consumo e di mutui dell'associazione Altroconsumo. 
“Per un giudizio completo bisognerà però aspettare di vedere come questa formula sarà realizzata in concreto, in relazione al numero delle rate, all'ammontare del canone, agli aspetti pratici".
Ecco come funzionerà l'acquisto in leasing: la banca o l'intermediario prescelto si impegnano ad acquistare o far costruire una casa in base alla scelta o alle indicazioni dell'utilizzatore. L'inquilino pagherà un canone mensile per un periodo di tempo concordato tramite un contratto di leasing. Alla scadenza l'abitazione potrà essere riscattata al prezzo prestabilito avvalendosi di una maxi rata finale. "Non saranno richieste perizie - afferma, ancora, l'onorevole Petrini - e non saranno necessarie ipoteche, diversamente dai mutui classici".
Il canone sarà stabilito tendendo conto del prezzo di acquisto o di costruzione dell'immobile in oggetto dell'utilizzo. In caso di risoluzione del contratto, per responsabilità dell'inquilino, la casa tornerà in possesso della banca o dell'intermediario che l'ha data in uso.
Sono previsti aiuti speciali anche per chi è in difficoltà
; se, per esempio, chi ha in uso la casa dovesse perdere il posto di lavoro e trovarsi in difficoltà con i pagamenti, potrà sospendere il versamento del canone per una volta sola e per un periodo non superiore a un anno. Per il "congelamento" delle rate non ci saranno spese aggiuntive né penali.
Ottimi vantaggi per gli under 35 con un reddito annuo sotto i 55.000,00 euro. 
"Per loro - precisa l'On Petrini - è prevista una detrazione fiscale del 19% su una cifra massima di 8.000,00 euro all'anno. La stessa detrazione, fino a 20.000,00 euro di importo pagato, c'è anche sulla maxi rata finale".
Per gli over 35 le detrazioni sono dimezzate: 4.000,00 euro di tetto massimo su cui applicare il 19% di detrazione e maxi rata finale di 10.000,00 euro. 

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Marco Dall'Igna
02 feb 2016 | DICONO DI NOI
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Marco Dall'Igna

Isola Vicentina 17 dicembre 2015

Considerazione sul comportamento dell’agente immobiliare Marco Dall’Igna nella compravendita di un immobile.

Il primo impatto è stato positivo: un incontro discreto, non invadente, che induce il cliente a proseguire nel rapporto, invogliato da una esposizione sobria, ma chiara, del modo di impostare e proseguire la trattativa di compravendita, mantenendo un equo bilanciamento nel rapporto tra compratore e venditore.
A parte una spiacevole parentesi nel corso dei primi passi della trattativa, dovuta forse a problematiche precedenti, la pratica ha imboccato la strada di un percorso scorrevole sotto la spinta di una forte motivazione e da un oculato dosaggio dei vari passaggi per raggiungere lo scopo, superando i molti ostacoli incontrati con un approccio essenziale e concreto.
Apprezzata è stata la capacità di ascoltare i rilievi del cliente e la pronta disponibilità nel seguirli.
Il giudizio finale è quindi più che positivo e degno di essere segnalato per l’affidabilità, cosa che con altri soggetti è spesso mancata.
Un saluto ed un grazie
Sandri Guido

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