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Marco Dall'Igna
  • 26 gen 2016
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26 gen 2016 | NEWS
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Marco Dall'Igna


Un vero problema quello che riguarda i negozi in locazione che sono afflitti da una scure pesante per quanto riguarda i canoni di locazione commerciale altamente tassati.
A dare l'allarme è Confedilizia, che, tramite il proprio Presidente, Giorgio Spaziani Testa, ha fatto sapere che per un immobile non abitativo medio, a Roma, il prelievo fiscale, articolato su sette imposte, supera il 78% dell’affitto e ha auspicato per questa tipologia di immobili l’estensione della cedolare secca.
L’allarme è partito da Confcommercio e Unioncamere-SiCamera: l'eccesso di tassazione potrebbe fare in modo che i centri storici delle città di medie dimensioni si desertifichino per quanto riguarda la presenza di negozi tradizionali. Dal 2008 meno 3.240. 
In questo quadro, l’aumento degli affitti è considerata una delle principali cause per la chiusura.
Su questo argomento il Presidente di Confedilizia ha spiegato: “L’allarme di Confcommercio coglie nel segno, così come la ricetta proposta, che è quella di estendere agli immobili non abitativi la cedolare secca sugli affitti. Il fatto che gli operatori del commercio individuino nell’eccesso di tassazione sugli immobili locati la causa della crisi, è illuminante della gravità della situazione. Attendiamo dal governo un segnale di risposta. La cedolare secca su negozi e uffici affittati sarebbe la mossa giusta per far sì che il 2016 sia, come evocato dal presidente Renzi, l’anno del rilancio dell’immobiliare”.

Marco Dall'Igna - Agente immobiliare nell'alto vicentino -

Marco Dall'Igna
  • 19 gen 2016
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19 gen 2016 | NEWS
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Marco Dall'Igna

La devoluzione dei propri beni, degli immobili in particolare, è tema decisamente insidioso e alquanto vasto. Dal calcolo al rispetto delle quote, dai casi di nullità a quelli di revoca, dai problemi che toccano le cosiddette famiglie allargate, con donazioni a soggetti tecnicamente non legittimati, o che riguardano la rivendita dell'abitazione ricevuta in "regalo", sono molti gli aspetti a cui prestare la massima attenzione in caso di acquisto. I
 dati Istat raccontano che tra il 2000 e il 2009, in Italia, le donazioni sono aumentate del 57,5%. E oltre il doppio (+103,8%) quelle di immobili a uso abitativo e accessori, che sono la metà del totale: in media 161,3 donazioni di case ogni 100mila abitanti.
Non tutti, però sono al corrente che i beni provenienti da donazione sono soggetti all'azione di revoca da parte di eventuali eredi defraudati dei loro diritti. 

Infatti, spesso le persone interessate all'acquisto di un immobile formalizzano l'impegno all'acquisto senza interessarsi approfonditamente alla sua provenienza; ossia a verificare  tutti gli atti precedenti che giustificano il titolo di proprietà del venditore. 
In alcuni casi tale leggerezza determina l’impegno ad acquistare un immobile in modo non sicuro. E’ questo il caso quando nella provenienza esiste un atto di donazione.

La Legge italiana stabilisce che le proprietà del defunto cadano in successione e divengano dei parenti più stretti in base ad alcuni precisi meccanismi di attribuzione. 

Questo accade, giustamente, perché il nostro ordinamento tutela “legittimamente” gli eredi: ossia la devoluzione dell'eredità deve cioè avvenire obbligatoriamente a favore dei cosiddetti eredi "legittimi", salvo che essi non dichiarino formalmente di rinunciarvi. 


Quando il proprietario di un bene decide di donarlo trascurando degli eredi, questi acquisiscono la facoltà legale di opporsi alla donazione fino ad ottenerne la revoca
In conseguenza di tale annullamento chi ha ricevuto il bene ne perderebbe la titolarità. 

Pertanto, eventuali acquirenti sopravvenuti sarebbero tenuti alla restituzione dell'immobile agli eredi legittimi. Anche le eventuali ipoteche iscritte successivamente alla donazione perderebbero di efficacia. L

o stesso problema potrebbe verificarsi in caso di successione in forza di testamento. Quando le volontà del defunto ledono le quote destinate agli eredi "legittimi" questi possono intraprendere un'azione volta a modificare i beneficiari della successione stessa. 

Bisogna, quindi, stare molto attenti, poiché, assodato che è materialmente impossibile risalire con certezza a tutti gli eredi legittimi, le banche, in genere, rifiutano di concedere mutui su immobili che hanno subito trasferimenti di proprietà in questo modo. L

'unica salvaguardia viene dal trascorrere del tempo. 
Infatti, le ipoteche mantengono la loro efficacia se la trascrizione della donazione o della successione è avvenuta da oltre vent'anni. Inoltre, il trasferimento è considerato definitivo se il donante (o il defunto) è deceduto da oltre dieci anni e nel frattempo non sono state intraprese azioni legali da parte degli eredi. 
Quando si acquista un immobile, fin dal preliminare, l'acquirente deve verificare se il venditore abbia acquisito il bene attraverso donazione o se una donazione sia intervenuta, comunque, nei trasferimenti precedenti all’acquisto. 
Nel caso fosse effettivamente presente una donazione, bisogna distinguere se il donante è ancora vivente: in questo caso la possibile futura azione di rivendica del bene da parte dei legittimi eredi nei confronti di chi acquistato l’immobile potrà essere esercitata solo dopo la morte del donante ed entro i successivi 10 anni, sempre che sussistano le seguenti condizioni:
il donante, alla sua morte, non abbia lasciato beni sufficienti a coprire la quota di legittima spettante a tutti gli eredi leggittimi; il venditore che aveva ricevuto il bene grazie ad una donazione non abbia nel proprio patrimonio beni sufficienti a soddisfare le ragioni dei legittimari;
non siano trascorsi vent'anni dalla data della trascrizione della donazione, salvo che sia intervenuta opposizione al decorso dei 20 anni da parte del coniuge o di parenti in linea retta (legge 80/2005).

"Si tratta però sempre, ricordiamolo, di rischi potenziali - spiega Gabriele Noto, consigliere nazionale del Notariato con delega alla comunicazione - il semplice fatto che un immobile provenga da donazione non significa che ci sia un pericolo effettivo di rivendicazione.
 E la giurisprudenza considera ingiustificato il rifiuto, da parte di colui che si impegna ad acquistare, di stipulare il contratto definitivo di compravendita, se il motivo è la provenienza a titolo di donazione dell'immobile oggetto del preliminare. Il terzo acquirente non è comunque esposto ai rischi di restituzione se compra una casa frutto di donazione indiretta. Cioè quella che avviene in caso di intestazione di beni a nome altrui, il cui esempio tipico è l'acquisto di un immobile, con denaro dei genitori, intestato a favore del figlio."

Marco Dall'Igna - Agente immobiliare nell'alto vicentino -

Marco Dall'Igna
  • 12 gen 2016
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12 gen 2016 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Sono molte le novità contenute nella legge di stabilità 2016.
Partiamo dalla TASI che, appunto da quest’anno, non sarà più dovuta.
La Tasi è il tributo richiesto per i servizi indivisibili sulle unità immobiliari destinate ad abitazione principale dal possessore o dall'utilizzatore e dal suo nucleo familiare. 
Buona agevolazione, quindi, che non si applicherà a unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi eminenti). 
Il presupposto fiscale della Tasi, infatti, sarà la proprietà o la detenzione, a qualsiasi titolo, di fabbricati e di aree edificabili, ad eccezione, dei terreni agricoli e dell'abitazione principale, come definiti ai sensi dell'Imu, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Per quanto riguarda le ristrutturazioni sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2016 tutti i bonus edilizi, ovvero quelli per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (bonus del 50%), per il risparmio energetico qualificato degli edifici, per le schermature solari, per gli impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili e per le misure antisismiche (detrazione Irpef ed Ires del 65%).

Come avevamo già anticipato nel nostro precedente post, per il 2016, si potrà detrarre dall'Irpef, fino alla concorrenza del suo ammontare, il 50% dell'importo corrisposto per il pagamento dell'Iva in relazione all'acquisto, effettuato dal primo gennaio 2016 ed entro il 31 dicembre 2016, di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B ai sensi della normativa vigente, cedute dalle imprese costruttrici delle stesse. La detrazione, quindi, sarà pari al 50% dell'Iva dovuta sul corrispettivo d'acquisto e dovrà essere ripartita in dieci quote costanti nell'anno in cui sono state sostenute le spese e nei nove periodi d'imposta successivi.

Per gli appartamenti locati con canone concordato è previsto lo sconto del 25% su Imu e Tasi. 
La richiesta originaria di Confedilizia era di applicare l'aliquota Imu del 4 per mille a tutti questi casi. La riduzione è comunque significativa, anche se si applicherà, nella maggior parte delle situazioni, in Comuni in cui è stata già deliberata l'aliquota massima del 10,6 per mille, quindi l'aliquota media si assesterà sullo 7-8 per mille invece del 4 per mille sperato

Come sempre ci sono anche provvedimenti a favore dei giovani di età inferiore a 35 anni, con un reddito complessivo non superiore a 55.000,00 euro e non titolari di diritti di proprietà su immobili a destinazione abitativa; da quest’anno potranno detrarre dall'Irpef il 19% dei canoni e dei relativi oneri accessori per un importo non superiore a 8.000,00 euro e il costo di acquisto a fronte dell'esercizio dell'opzione finale per un importo non superiore a 20.000,00 euro, derivanti da contratti di locazione finanziaria (leasing) su unità immobiliari, anche da costruire, da utilizzare come abitazione principale entro un anno dalla consegna.

Marco Dall'Igna - Agente immobiliare nell'alto vicentino -

Marco Dall'Igna
  • 05 gen 2016
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05 gen 2016 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Via libera dal Parlamento alla proposta dell'Ance relativa allo sconto Irpef per chi compra dal costruttore abitazioni nuove ad alta efficienza energetica.
Nell'ambito dell'esame della legge di stabilità 2016, la Commissione Bilancio della Camera ha approvato l'emendamento che introduce una detrazione dall’Irpef del 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’Iva sull’acquisto effettuato entro il 2016 di abitazioni di classe energetica A o B cedute dalle imprese costruttrici. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali.
Il beneficio, quindi, spetterà alle persone fisiche che nel 2016 acquisteranno dalle imprese edili abitazioni in classe A o B di nuova costruzione o quasi completamente ristrutturate, a prescindere dall’uso che ne faranno; “prima casa”, abitazione da dare in affitto o da tenere a disposizione, e a prescindere dall’accatastamento, potendo questa essere anche qualificata come “casa di lusso”, classificata in una delle categorie catastali A/1-abitazioni di tipo signorile, A/8-abitazioni in ville o A/9-castelli, palazzi di pregio artistico e storico.
La misura è stata concepita come strumento di incentivazione del mercato residenziale proprio per indirizzare la domanda verso l’acquisto di abitazioni di nuova generazione, con effetti positivi sulla riqualificazione del tessuto urbano e sulla qualità dell’abitare.
La limitazione temporale ad un anno, decisa durante l’iter parlamentare del DdL, motivata dalle poche risorse disponibili e dall’esigenza di testarne l’efficacia, pone questa proposta come strumento per far tornare in circolo sul mercato l’invenduto delle imprese di costruzioni.
Proprio secondo questa visione, infatti, la disposizione è in grado di incrementare la domanda nel comparto residenziale, attribuendo all’acquirente dell’abitazione un significativo risparmio d’imposta.
Ma vediamo un esempio pratico: acquistando un’abitazione come prima casa il cui prezzo è 100.000,00 euro, l’Iva al 4% ammonterà a 4.000,00 euro. 
Lo sconto Irpef per l’acquirente sarà pari a 2.000,00 euro, cioè la metà dell’Iva versata. Il rimborso avverrà in dieci anni con rate di pari importo.

Marco Dall'Igna - Agente immobiliare nell'alto vicentino -


Marco Dall'Igna
  • 29 dic 2015
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29 dic 2015 | NEWS
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Marco Dall'Igna

E' la fotografia di un mercato ormai stabile, con una lieve tendenza alla ripresa dei canoni di locazione, quella che ci viene rimandata da questa fine 2015. 
Dopo cinque anni di contrazione e ribassi, nel 2015 vediamo crescere i canoni d’affitto dell'1,7%, fenomeno più marcato, soprattutto a Milano che ha potuto vivere il benefico effetto Expo. 
Vanno per la maggiore i quattro locali con un + 3,3%, seguiti dai tre locali con un + 2,4%; adibiti sempre più ad abitazione principale da famiglie con figli.
Elaborando i dati raccolti da Nomisma vediamo un mercato che sta iniziando una lenta risalita; ma, anche chi si occupa a livello nazionale di affitti, conferma il trend.
Informa il presidente di Solo Affitti che, dal 2010 al 2014, il loro franchising immobiliare aveva registrato un calo del 12,5%, segnando, invece quest’anno una ripartenza.
Anche altri centri studi, tra cui quello di Idealista avevano sottolineato, già nel terzo trimestre 2015, un'attenuazione dell'andamento al ribasso e una stabilizzazione dei canoni.
Il quadro italiano, nella sua generalità registra un aumento di poco inferiore al 2%, ma città come Bologna (11,6%), Perugia (9%) e Bari (8,4%)  hanno registrato notevoli incrementi. 
In Italia, poi, si assiste anche ad un altro e nuovo fenomeno, quello della condivisione.
Solo nell’ultimo anno, la domanda di stanze in affitto è aumentata del 65%, secondo i dati dell'ufficio studi di Idealista. Bisogna, però, tenere sempre conto della natura di questi tipi di contratti; solo per fare un esempio, per gli studenti universitari, quest’anno, rispetto al 2014 i posti letto sono risultati leggermente più cari (+4%).
Come già detto sopra, Milano ha potuto godere dell'influsso positivo dell'Expo che, grazie alla risonanza e all'afflusso internazionale ha fatto lievitare i canoni fino a 15,2 euro al metro quadro, con un tasso di rivalutazione dell’1,1% rispetto al precedente quarter e del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. 
Fenomeno da sottolineare, sempre nel capoluogo lombardo, è la nascita dell’Agenzia sociale per la locazione con l’obiettivo di favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta, così come, dopo i nuovi accordi territoriali sottoscritti a giugno tra le principali associazioni di inquilini e di proprietari, la nascita di un nuovo strumento per promuovere il canone concordato attraverso una mappa interattiva che consenta di conoscere il valore dell’affitto delle abitazioni in base alla zona.
Insomma, le abitudini degli italiani cambiano e la locazione diventa sempre più una scelta permanente.
Sono davvero tante le unità familiari che affittano un appartamento come abitazione principale a causa della crisi.
Queste famiglie sono aumentate, rispetto all’ultimo anno, di quasi dieci punti percentuali: nel 2014 erano 50,3% per arrivare a fine 2015 al 59,8%.

Marco Dall'Igna - Agente immobiliare nell'alto vicentino -

Marco Dall'Igna
  • 22 dic 2015
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22 dic 2015 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Centro Casa Schio augura a tutti i clienti e conoscenti un Sereno Natale e Buone Feste.
Anche durante le festività siamo sempre vicini alle vostre esigenze attraverso la nostra pagina Facebook e il nostro sito.
L’ufficio rimarrà chiuso dal 24/12/15 pomeriggio al 06/01/2016. 
Riapriremo al pubblico il 07/01/2016.

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Marco Dall'Igna
  • 15 dic 2015
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15 dic 2015 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Quella dell’Amministratore di condominio è una figura importante che ha un compito di sicura responsabilità; deve infatti garantire e rappresentare tutti i condomini e curare incarichi di tipo gestionale, amministrativo, fiscale e tutto ciò di cui è incaricato dalla totalità dell’assemblea dei condomini stessi.
La nomina dell'amministratore, con la riforma, è obbligatoria quando i condomini sono più di otto: attenzione, però, che vale il numero dei proprietari, non degli alloggi. L'incarico va accettato per iscritto dall'amministratore, così come il rinnovo. Il mandato diventa annuale, rinnovabile per un anno, ma non è chiaro se per un anno solo oppure un anno dopo l'altro. 
L’amministratore è necessario come sancito dalla legge 220/2012 oltre gli 8 condomini, quindi, appunto, si rende necessario dal nono condomino in poi. Se, per ipotesi, un edificio è composto da nove appartamenti, di cui otto di proprietà di una sola persona, quel condominio sarà composto da due partecipanti e quindi non sarà obbligatorio nominare l'amministratore.
Va da sé che in uno stabile che non superi gli otto componenti si può risparmiare molto sulle spese di amministrazione, nominando uno di questi che dovrà impegnarsi similmente ad un amministratore, fornendo anche i propri recapiti che andranno apposti all’ingresso dello stabile.
I doveri a cui adempiere saranno essenzialmente di livello fiscale e amministrativo, non ultimo la presentazione del modello 770 perché, forse non tutti lo sanno, ma un condominio, con o senza amministratore, ha funzione di sostituto di imposta, dotato di un proprio codice fiscale che serve per le bollette dell’energia o simili e per le fatture di chi esegue una prestazione d’opera per il condominio stesso.

Altro compito importante quello di redigere un regolamento di condominio. Ovviamente questo vademecum condominiale deve essere condiviso all’unanimità e nel testo di questo documento è molto importante stabilire alcuni punti fondamentali che attribuiscano mansioni, funzioni, adempienti legislativi e che dovrà essere approvato all’unanimità, seguito in modo scrupoloso da tutti e che abbia lo scopo di evitare, quanto più possibile, liti e disaccordi e che stabilisca chi si occupa della pulizia e della manutenzione degli spazi comuni e chi cura i rapporti con i fornitori esterni. 
Il regolamento di condominio diventa vincolante quando approvato anche per chi dovesse affittare o acquistare successivamente un appartamento all’interno di uno stabile autogestito. 
Se non si trova un accordo per un rappresentante interno i condomini devono essere informati che responsabilità civile e panale ricade sugli stessi equamente condivisa.
Altra considerazione è quella che un amministratore regolarmente formato e iscritto
ha più poteri di un semplice condomino che si presta all’incombenza e che, se dovessero crearsi incomprensioni tra gli abitanti non ha il potere di dirimere nessuna lite.
Da non trascurare, infine, le questioni legate alla presenza di eventuali dipendenti che vanno gestite da professionisti senza lasciare nulla al caso.
Insomma, gestire un condominio senza amministratore si può, ma è probabilmente più sicuro avvalersi anche della consulenza di un professionista esterno che abbia i requisiti necessari per verificare la contabilità, le deliberazioni dell’assemblea, curare l’osservanza delle regole condominiali e delle tabelle millesimali, riscuotere i contributi, stanziare le spese per la manutenzione ordinaria e rispondere di eventuali responsabilità in caso di furti. 

Marco Dall'Igna - Agente immobiliare nell'alto vicentino -


Marco Dall'Igna
10 dic 2015 | DICONO DI NOI
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Marco Dall'Igna

Ciao Marco, 

sai che, quando ci siamo rivolti a te, eravamo molto diffidenti nei confronti delle agenzie immobiliari dopo che stavamo per prendere una grossa fregatura da una molto nota agenzia. 
Tu ci hai dimostrato con i fatti veri che non sei un agente interessato solo a "concludere e incassare" a qualunque costo ma un vero Agente Immobiliare che lavora consapevole dei bisogni e necessità delle persone che si rivolgono a te. Per questo, come tuoi clienti vogliamo ringraziarti per la tua chiarezza, pazienza, completa assistenza ( anche burocraticamente) e grande disponibilità nell'aiutarci a trovare la casa giusta per noi e i nostri figli. 

Ciao da Silvano e Luksi 

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