Meglio il mutuo o l’affitto? Ecco 3 motivi per cui il mutuo è meglio!

Pubblicato in News il 05 apr 2016

Il costo del denaro è sceso e il rendimento degli investimenti finanziari lascia pochi dubbi in proposito: meglio comprare, a patto, però, che sussistano 3 condizioni:

  • la prima è che si disponga almeno del 30% del valore dell’abitazione che si intende acquistare;
  • la seconda che si abbia un reddito che consenta l’erogazione del prestito; 
  • la terza è che si abiti nella casa per almeno dieci anni.
Questo emerge da uno studio del Corriere della Sera partendo da una serie di dati forniti dall’Ufficio Studi di Tecnocasa, al quale è stato richiesto di identificare, nelle principali città italiane, una zona semicentrale e una periferica, indicando per ognuna il costo di acquisto e canone di locazione mensile di un bilocale e di un trilocale sulla base delle transazioni effettuate negli ultimi mesi.
La simulazione prevede che gli eventuali acquirenti siano ricorsi ad un mutuo per il 70% della cifra di acquisto scegliendo un mutuo a tasso fisso della durata di 20 anni, mettendo poi a confronto la rata mensile dello stesso con il canone di affitto.
I numeri mostrano che la convenienza del mutuo è maggiore nelle aree periferiche e nei bilocali. Questo è un valore che non stupisce, infatti, gli affitti non sono direttamente proporzionali al valore delle case, ma tendono a decrescere in termini percentuali sul prezzo dell’immobile quando questo è più alto. Per esempio: una casa di 50 metri quadrati in genere costa, a parità delle altre condizioni, la metà di una di 100 metri, mentre l’affitto costa più della metà. 
Due delle tre condizioni perché l’acquisto risulti conveniente attraverso un mutuo è che si disponga del 30% di contanti per comprare. Con una disponibilità minore, fino al 20-15% del prezzo, il mutuo si ottiene a condizioni peggiori e in genere fornendo garanzie assicurative che fanno salire ulteriormente il costo. Secondo l’ultima indagine congiunta di Agenzia Entrate, Banca d’Italia e Tecnoborsa chi ha comprato casa nel 2015 con il mutuo si è finanziato in media per il 64,7% del valore dell’immobile.
La seconda condizione, naturalmente, è che il reddito possa sostenere il pagamento della rata. Solitamente si è “credibili” per un istituto bancario se la rata non supera il 25-30% del redito netto.
La terza condizione è la durata della permanenza nell’abitazione che si vuol comprare. All’acquisto, come si sa, sono legati costi di un certo peso: le imposte di trasferimento (2% sul valore catastale + 100,00 euro se si compra da privato; il 4% sul prezzo + 600,00 euro se si compra dal costruttore); le spese notarili (per due atti se c’è anche il mutuo), i costi di istruttoria per il mutuo e gli eventuali costi per l’agenzia immobiliare. Queste sono uscite che non si recuperano se si rivende a breve. 
A onor del vero, va sottolineato che un risultato così netto della simulazione è dovuto a una congiuntura favorevole a chi vuole comprare e che solo tre-quattro anni fa sarebbe stato più incerto il risultato della “partita”, questo perché i prezzi delle case sono scesi in misura maggiore dei canoni di locazione. Nelle grandi città dal 2011 si può calcolare una correzione al ribasso del 15% dei prezzi e del 10% dei canoni. Se si torna più indietro, al 2007-2008, la riduzione dei valori è ancora più marcata.

Marco Dall'Igna - Agente immobiliare nell'alto vicentino -


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Commenti (1)

  • Roberto La Corte
    Inserito il 05 apr 2016

    Questa foto è bellissima...ma, mi sembra familiare dalle foto questa città??!! 😂😂 GRANDE COLLEGA!! BRAVO. 👍

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MARCO DALL'IGNA

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