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Marco Dall'Igna
21 mar 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Casa, le tasse pesano per 40 miliardi. “C’è bisogno di rivedere il catasto”


Sul mattone grava una tassazione che raggiunge i 40 miliardi, alimentata per la gran parte, quasi per la metà, da Imu e Tasi. Da qui si parte per capire cosa c'é in ballo quando si parla di riformare il catasto. La fotografia dell'Agenzia delle Entrate sul patrimonio immobiliare dell'Italia, 74 milioni di unità, parla chiaro, portando a galla una differenza pesante tra il valore di mercato delle abitazioni e quello catastale: il primo è quasi doppio rispetto al secondo (una dozzina di anni fa era addirittura più che triplo).


Ma il puzzle è ancora più complesso, visto che il divario in questione cambia da casa a casa e da zona a zona. Tutti «elementi di iniquità» per il direttore delle Entrate, Antonino Maggiore. Ecco perché una revisione delle rendite catastali, dice, «comporterebbe notevoli vantaggi».


Autore: Il Giornale di Vicenza

Alessandro Maule
16 mar 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

I cardini della nuova legge sono crediti edilizi da rinaturalizzazione e costruzioni meno inquinanti, Pd contro: “La vera sfida è il risparmio energetico”.

 

Il futuro dell'urbanistica veneta è tutto lì, in una legge di poco più di 20 articoli che manda in pensione il Piano Casa Ter. Una norma complessa a cui si sta cercando di dare un nome snello (il titolo originale è lunghissimo: "Politiche per la riqualificazione urbana e l'incentivazione alla rinaturalizzazione del territorio veneto") per sintetizzare tutte le numerose novità. Ieri è stata licenziata dalla Commissione presieduta da Francesco Calzavara (Lista Zaia). Il Consiglio dovrà approvarla. Appuntamento il 20 marzo, poi il 26 e 27 se necessario.

 

I PUNTI DI FORZA.

«Si è conclusa una tappa di un percorso importante che ha come meta l'introduzione di nuove misure, destinate a riqualificare territorio e paesaggio veneto - commenta l'assessore regionale, Cristiano Corazzari - . In Commissione è stato svolto un lavoro importante coinvolgendo tutti i soggetti interessati e gli enti locali». Sì, perché i Comuni dovranno poi concretizzare la norma attivando il registro dei crediti edilizi. E i tecnici che lavorano in questo settore dovranno aggiornarsi. Commenta Calzavara: «È una nuova legge sugli edifici per le famiglie e le aziende. Prendiamo ciò che di buono ha dato il Piano casa per focalizzare l'attenzione al futuro delle città e della campagna veneta rispettosi del dettato Ue che impone l'azzeramento del consumo del suolo al 2050. È una legge innovativa per le modalità di applicazione delle premialità volumetriche: una legata ad interventi di efficientamento energetico, di economia circolare e di qualità architettonica, ma anche all'utilizzo di crediti da rinaturalizzazione. Queste premialità prevedono un tetto massimo prestabilito che per gli ampliamenti è del 40% a cui può aggiungersi un eventuale 20% derivante da credito da rinaturalizzazione, mentre per le demolizioni e ricostruzioni del è 60%, più un eventuale 40% da credito da rinaturalizzazione.

 

Questi ultimi sono crediti volumetrici concessi grazie alla demolizione degli edifici che, in seguito a una ricognizione del Comune, vengono ritenuti incongrui e sono ottenibili facendo tornare naturale il terreno sul quale si trovava il manufatto. Una sfida coraggiosa che deve trovare condivisione nelle pubbliche amministrazioni e negli operatori del settore immobiliare. È stato poi inserito un limite dimensionale degli interventi, oltre il quale questi devono essere oggetto di uno strumento urbanistico approvato dai consigli comunali. All'indomani dell'entrata in vigore della legge, si potranno presentare progetti per ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni secondo le nuove premialità. Per l'utilizzo dei crediti si dovrà invece aspettare le delibere della Giunta e dei Comuni che avranno 18 mesi».

 

I PUNTI CRITICI.

“Dopo il richiamo di Mattarella e alla vigilia della marcia contro i cambiamenti climatici, vogliamo che questo nuovo Piano casa sia un passo deciso per il risparmio energetico in edilizia per fare del Veneto una regione all’avanguardia in questo settore. Purtroppo il testo uscito dalla Commissione prevede deroghe nelle zone agricole e per i capannoni che vanificano gli obiettivi della legge. Perciò abbiamo votato contro”. Così il capogruppo del Pd, il vicentino Stefano Fracasso, insieme ad Andrea Zanoni. “E’ necessario un provvedimento che renda obbligatoria la riqualificazione energetica, una disposizione preziosissima soprattutto adesso con l’emergenza dei cambiamenti climatici da affrontare. La vera rigenerazione del patrimonio edilizio è la rigenerazione energetica, tema non declinato a sufficienza nella proposta di legge. E ancora, permettere l’edificazione in zona agricola e l’ampliamento dei capannoni va in controtendenza con la necessità di tutelare territorio agricolo.

 

Serve assicurare la possibilità di governo del territorio attraverso gli strumenti dei Comuni e legare ogni premialità al massimo risparmio energetico, così come prevedono le direttive europee. L’altro punto critico è la gestione dei crediti edilizi: sulla carta possono convincere, ma nella realtà potrebbero prestarsi a operazioni di mera speculazione”.


Autore: Il Giornale Di Vicenza 

Marco Dall'Igna
15 mar 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Che la nostra città sia Comune con altre virtuose dell'Alto Vicentino, con l'umiltà di imparare qualcosa. come le modalità di accoglienza di Valli del Pasubio e l'orgoglio di offrire eccellenza, come gli spazi del Faber Box, che non siano solo dei "nostri studenti'’. In questo spazio, noi volontari di FocusSchio desideriamo che scrivano persone note, con esperienza culturali, in risposta alla domanda: “che idea hai di o per Schio?"


Nel 2010 sulle pagine di “ Di Palo in Frasca” (Associazione Scrittori Giornalisti Scledensi - Menin Edizioni), giocai su confronti giallorossi tra Schio e Roma, dove sono cresciuta: meraviglie della modestia scledense e noia della presunzione capitolina. Dal 1999 vivo quanto di buono è stato fatto dalle amministrazioni comunali, senza troppa pubblicità, persino con rischiosa povertà di comunicazione, fino a 5 anni fa.


L'attuale sindaco durante gli auguri di Natale ai giornalisti ha chiesto di nuovo di parlare delle cose buone fatte. Grazie dei bei fiori e per Demio. Di certo il signor Orsi fa, ama la città. ma non s'è mai dichiarato fiero di certi beni ereditati, come la qualità di vita e la fama quale Comune virtuoso. Eppure ha trovato forti tracce di politiche: socialmente all'avanguardia, come Sportello Donna, economicamente coraggiose, come il salvataggio da proprietà privata del simbolo Fabbrica Alta o l'idea del Campus, preziose come la salvaguardia del Tretto, tenuto al di fuori delle speculazioni edilizie, con raro buon senso negli anni '60.


La prima volta che l'ho sentito parlare al Conte, in un propositivo evento sul centro storico, promosso dai Commercianti, il primo cittadino ha esordito così: “qui ho trovato un casino”. È stata una pugnalata al cuore per me, che 20 anni fa trovai artigiani che 'ricamavano’ il pubblico suolo in centro storico, che fui stupefatta dalla festa grandiosa, commovente dedicata al dirigibile di Almerigo da Schio: quanta gente incantata, che emozioni in centro, frutto di semina curata da tempo, da persone di poche parole e provata sapienza. Dopo quell’omaggio dispendioso da parte del Comune, i nobili discendenti partirono col restauro della magnifica residenza Da Schio, con la sirena lassù, che sfida I’indifferenza dei passanti.


Sono una giornalista libera mai avuto contratti con editori, Laureata in Storia dell’arte a Roma con tesi in archeologia medioevale, ho studiato centinaia di piccole e medie città. Girando 68 documentari nell'Italia meno nota per la TV, ho messo a fuoco la CULTURA  “coltiva” anche piccole conoscenze,  va a fondo di dettagli meno vistosi, non si ferma alle arti figurative, la letteratura, i monumenti e le conferenze. Sta anche nella diffusione di storie di vita, pensieri, scelte etiche, commerciali, edilizie, estetiche. Bisognerebbe aiutare a scovare il bello, che come ci ha ricordato il tema culturale di quest’anno è anche buono ma non a parole. C’ è da documentare e fotografare parecchio. Come fanno altrove a tener vivi i negozi in centro, quanto costa l'impegno ambientale certificato con norme e quanto rende (anche in salute), quanto fa bene sentire che ti dicono "sei fortunato a stare a Schio".


Conserviamo tesori per tutti: alberi lungo le vecchie strade di contrada, imprese del Nord Est riunite per condividere metodi di progresso,  la cura di tradizioni nell’arredo urbano, coi ferri battuti (invece di cemento nelle nuove palazzine!), creiamo pochi monumenti ma d’autore, come il Tessitore, al buio anche quest’anno a Natale. Nulla è perduto come i vecchi fontanili restaurati o le tante associazioni culturali.


 Non sono iscritta al PD, che ha contribuito alla vita di questa rivista. Ora, da qualcuno della nascente coalizione di centro sinistra a Schio, sento parlare di ricerca, di miglioramenti, più che di cambiamenti dal passato. Ho speranza di confronto e rispetto di moltissimi, di ogni colore, fede ed età.. in questa Città dei Bambini. Idea vincente attingere alla memoria dei preziosi vecchi, affinché la storia viva di Schio avvinca i giovani, che si eccitino perché possono farcela, con nuova creatività, ma grazie al sapere presente e passato, che a Schio ha reso potenti capaci e fondamentali gli umili.


Autore: Carla Urban per FocusSchio

 

Alessandro Maule
14 mar 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

Per ottenere un finanziamento è necessario avere specifici requisiti anagraficilegali e finanziari. Ecco quali sono e cosa deve fare per ottenerli chi non può richiedere un mutuo casa.

 

Per ottenere un finanziamento immobiliare è necessario innanzitutto aver raggiunto la maggiore età, fissata nel nostro Paese a 18 anni.

Il limite massimo di età per ottenere un mutuo è diverso a seconda degli istituti di credito e può essere fissato a 70 anni, a 75 come a 80.

 

È richiesta inoltre la residenza in Italia o la cittadinanza in uno Stato appartenente all’UE. Possono ottenere mutui anche i cittadini extra comunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno in Italia. Chi non può richiedere il mutuo per mancanza di tale requisito ha diverse strade da percorrere: spostare la residenza nel nostro Paese oppure ottenere la cittadinanza italiana o europea o ancora regolarizzare la propria posizione in Italia munendosi di permesso di soggiorno.

 

Abbiamo parlato finora dei requisiti anagrafici e legali: vediamo ora quali sono i requisiti finanziari.

 

Prima di erogare un mutuo gli istituti di credito valutano la solidità patrimoniale del cliente, che si deduce dal reddito netto dello stesso e del nucleo famigliare di riferimento come risulta dalle ultime dichiarazioni dei redditi. Valutano inoltre la presenza di garanzie personali e reali. Considerano l’esistenza di garanti, cioè di soggetti che possono intervenire in caso di inadempimento delle rate, il valore dell'immobile da ipotecare.

I requisiti anagrafici, legali e finanziari permettono alla banca di avere un quadro complessivo della capacità di rimborso del cliente. Il possesso degli stessi consente di avviare l’istruttoria approfondita che, in caso di esito positivo, permetterà l’erogazione del mutuo. La presenza dei requisiti va dimostrata consegnando alla banca documenti come quelli di seguito elencati: copia della carta d’identità o di altro valido documento di riconoscimento; copia del certificato di residenza o del permesso di soggiorno; copia del contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato; copia delle buste paga degli ultimi anni; copia delle ultime dichiarazioni dei redditi; copia degli ultimi estratti conto; i cedolini della pensione.

 

Oggi possono ottenere mutui anche i lavoratori freelance e le persone che non possono dimostrare la presenza di entrate fisse mensili, come i prestatori di lavoro occasionale e chi ha un contratto di lavoro atipico. L’erogazione del mutuo nei confronti di questi soggetti è comunque legata alla presenza di garanzie personali prestate da terzi o di fonti di reddito diverse dai redditi da lavoro e pensionistici, come gli introiti derivanti da affitto di immobili di proprietà.

 

Autore: Eleonora D'angelo per Facile.it - https://www.facile.it/mutui/news/chi-non-puo-richiedere-un-mutuo-i-requisiti-aggiornati-al-2019.html

Marco Dall'Igna
14 mar 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

A chi spetta pagare l'assicurazione casa in affitto? Una bella domanda che annovera due risposte, ugualmente valide, a seconda del punto di vista di chi la fa: sia il locatore che l'affittuario possono infatti aver interesse a stipulare una polizza assicurativa sulla casa. Stiamo parlando di Rc proprietario ed Rc Inquilino. L'articolo 1590 del Codice Civile dice che 'il conduttore deve restituire la cosa al locatore nello stato medesimo in cui l'ha ricevuta, [...] salvo il deterioramento o il consumo risultante dall'uso della cosa'.

Quindi l'inquilino deve tutelarsi dai danni provocati involontariamente ai beni materiali e alla struttura dell’abitazione, ma anche il proprietario è chiamato a cautelarsi in caso di danneggiamenti dovuti a fattori esterni. Per cui la polizza casa in affitto risulta consigliabile per entrambi, seppur non obbligatoria.

 

Nel dettaglio, la Rc Inquilino è una polizza per la responsabilità civile del locatario che copre tutti i danni provocati involontariamente dall'inquilino stesso a terzi, cose o persone non fa differenza, compresi eventuali incendi e scoppi che possano distruggere o compromettere interni e mura dell'abitazione. Il locatario ha facoltà di aggiungere anche il rischio furto. Specifiche importanti: la Rc Inquilino tutela soltanto l'affittuario e non il proprietario. Inoltre l'inquilino non è responsabile se gli eventi sono stati provocati da fattori esterni o da cause non direttamente riconducibili a lui (ovviamente nei casi più controversi interviene un perito per stabilire le responsabilità).

 

La Rc Proprietario, invece, è un'assicurazione riservata al locatore dell'immobile che copre i danni a terzi verificatisi all'interno della casa di sua proprietà senza alcuna responsabilità dell'affittuario (poniamo per esempio il caso della rottura dell’impianto termico dell'abitazione che comporti il ferimento dell'inquilino o il danneggiamento dei suoi oggetti personali). Come detto, la polizza Rc non tutela dai danni arrecati dall'inquilino, né dagli episodi che non abbiano comportato ferimenti o danni a terze persone. Naturalmente il locatore può ampliare la copertura con altre garanzie aggiuntive.

 

Autore: Raffaele Dambra per Facile.it - https://www.facile.it/assicurazioni/news/chi-deve-pagare-e-a-chi-spetta-l-assicurazione-casa-in-affitto.html

Marco Dall'Igna
13 mar 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Venerdì e Sabato al nuovo auditorium delle scuole “Rigotti” di Malo, protagonisti Opy Albanelli e il disabile Alex Cazzola.


Due serate di solidarietà con il cabaret "Una gran risata e via" di Opy in onore di Alex Cazzola, il trentasettene maladense affetto dalla sclerosi multipla, organizzato per questo venerdì  15 e sabato 16 al nuovo Auditoriurm delle scuole elementari "Rigotti” di Malo. Entrambi gli spettacoli inizieranno alle 20.45 con ingresso a 5 euro e il ricavato sarà interamente devolu-to all'Aism. L'evento, avrà la musica dei The Blizzard, riprende il nome dall'autobiografia di Alex Cazzola, "Un gran respiro e via", che alla fine verrà presentato al pubblico e saranno disponibili copie del libro in vendita alla fine dello spettacolo.


“l'ispirazione per lo show ci è venuta parlando una sera con mio figlio, che suona nei The Blizzard, e abbiamo chiamato immediatamente Alex - ci racconta Osvaldo Albanelli, in arte Opy - ci siamo adoperati per mettere in piedi lo spettacolo di beneficenza. Alex e mio figlio sono amici e vanno insieme a guardare le partite della Juve e la sua positiva reazione alla notizia ci ha spronato ad andare fino in fondo”.


Alex Cazzola in seguito ad un incidente in moto avvenuto nel 2009 che gli aveva procurato una frattura alla spalla, aveva dovuto affrontare un periodo di riabilitazione. Nel mentre eseguiva le analisi sia lui che i medici si erano accorti che c'era qualcosa che non tornava e, dopo oltre due anni di test, nel 2011 gli viene diagnosticata la sclerosi multipla. Un fulmine a ciel sereno che da quel momento ha profondamente cambiato la vita del giovane che da allora convive con questa malattia neurodegenerativa ma non ha mai perso la sua vitalità. Passano gli anni e la sua compagna di viaggio, la sclerosi come la definisce lui, è ancora al suo fianco e si fa sempre più sentire ma nemmeno questo riesce a togliere il sorriso dal volto di Alex che anzi nel 2016 riesce a pubblicare la sua autobiografia, raccontando con una forza d'animo che ne impregna le pagine il cammino con la malattia.


«Non sono certo un tipo che si piange addosso e anzi, con questo spettacolo voglio portare il sorriso alle persone e far capire che la vita è una sola e bisogna amarla, con tutto quello che ci porta» racconta sorridente Alex.


Autore: Massimo Degli Orti per Il Giornale di Vicenza

Marco Dall'Igna
11 mar 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Il diritto di prelazione spetta al conduttore nel caso in cui, alla prima scadenza della locazione, il locatore intenda vendere l’immobile destinato a uso abitativo. Ma come funziona e quali sono le eccezioni?

Il diritto di prelazione può scattare al termine dei primi 4 anni per i contratti a canone libero (4+4) o al termine dei primi 3 anni, per i contratti a canone concordato (3+2). E’ compito del proprietario dare tempestiva comunicazione scritta all’inquilino della sua intenzione di vendere. La comunicazione deve contenere l’indicazione del prezzo richiesto; delle condizioni per stipulare l’atto di compravendita; l’invito all’inquilino a esprimere l’intento di avvalersi del diritto o meno. La comunicazione deve avvenire attraverso atto notificato dall’ufficiale giudiziario oppure attraverso raccomandata con avviso di ricevimento.


Se l’inquilino comunica per iscritto di rinunciare all’acquisto, il proprietario può vendere a chi vuole. Se invece l’inquilino è interessato all’acquisto e vuole esercitare il diritto di prelazione, deve darne comunicazione al proprietario entro il termine di 60 giorni attraverso atto notificato dall’ufficiale giudiziario oppure attraverso raccomandata con avviso di ricevimento. Non solo. Entro i successivi 30 giorni dai 60 richiesti per la comunicazione al proprietario, l’inquilino deve versare il prezzo di acquisto al momento della firma del contratto preliminare o della compravendita vera e propria. Sempre che nella comunicazione inviata dal proprietario non ci siano condizioni differenti.


Il diritto di prelazione del conduttore per un immobile a uso abitativo non viene esercitato se la vendita avviene mentre il contratto di locazione è in corso oppure se l’immobile in questione è di proprietà di più soggetti e fa parte di una comunione ereditaria. In questo ultimo caso, il diritto di prelazione di uno o più dei coeredi ha il sopravvento su quello dell’inquilino (articolo 732 del Codice civile).


Il diritto di prelazione non sussiste poi se il proprietario intende vendere al coniuge oppure ai suoi parenti entro il secondo grado. Niente diritto di prelazione, inoltre, quando l’immobile è trasferito con un atto differente dalla compravendita, ad esempio con una donazione; quando la vendita o l’affitto a un altro inquilino avvengono dopo la scadenza finale del contratto; se il venditore intende vendere in blocco l’intero immobile di cui l’appartamento fa parte.


Autore: Idealista.it - https://www.idealista.it/news/finanza/casa/2019/03/06/130285-diritto-di-prelazione-per-il-conduttore-di-un-immobile-a-uso-abitativo-i-casi


Alessandro Maule
05 mar 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

Nel caso in cui una casa venga acquistata, a propria insaputa, con abuso edilizio è possibile chiedere il risarcimento al Comune. Lo ha affermato una sentenza della Cassazione.


I giudici, infatti, hanno recentemente spiegato che l’acquirente di una casa presuppone che l’impresa di costruzione abbia rispettato le prescrizioni urbanistiche e si sia dotato dei titoli abilitativi necessari alla realizzazione dell’edificio.


E quindi, se dovessero emergere in un secondo momento irregolarità gravi, tali da rendere l’immobile parzialmente abusivo, inidoneo all’uso e incommerciabile, ci si può rivalere sulla Pubblica Amministrazione, che non vigilando in modo corretto ha consentito la realizzazione di un edificio parzialmente abusivo.


Nella fattispecie, i giudici si sono pronunciati sul caso di un privato che aveva acquistato un appartamento credendo che lo stabile in cui si trovava fosse in regola con la normativa in materia edilizia, paesaggistica e ambientale.


Dopo la compravendita, aveva scoperto una serie di irregolarità edilizie e urbanistiche, dando inizio ad una battaglia legale. Dopo lo svolgimento delle indagini, la Cassazione ha concluso che il Comune avrebbe dovuto sorvegliare l’operato dell’impresa.


Secondo i giudici, la mancanza di controlli adeguati ha indotto il privato ad acquistare un immobile parzialmente abusivo, quindi incommerciabile. La Cassazione ha quindi affermato che, per il danno patrimoniale subìto a causa del comportamento inerte e negligente degli Uffici preposti al controllo, il privato può chiedere il risarcimento al Comune.


Autore: Idealista.it - https://www.idealista.it/news/finanza/casa/2019/03/04/130252-casa-acquistata-con-abuso-edilizio-ce-il-risarcimento-del-comune

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