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Alessandro Maule
21 mag 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

Maxisconti per chi acquista una casa per riaffittarla o ristrutturarla profondamente. Stop alle catene che inglobano le piccole farmacie. Detrazioni per l'agricoltura e per l'impianto di nuovi alberi dopo le devastazioni di novembre scorso. Norme per arginare la fuga dei cervelli e bonus fiscali per attrarre in Italia i pensionati. Ulteriori modifiche alla trasformazioni delle banche popolari in Spa e per favorire le operazioni di aggregazione fra istituti di credito. E ancora, incentivi alle rinnovabili e alla mobilità elettrica.

 

Dopo le modifiche annunciate soprattutto dalla Lega al capitolo fiscale, con la riapertura della rottamazione, il rafforzamento del taglio Ires e del superammortamento, oltre alla maggiorazione della deducibilità dell'Imu sui capannoni (fino al 100%), la lunga lista di emendamenti al decreto crescita rende il provvedimento un omnibus sempre più ricco di dettagli. La maggioranza ha presentato proposte che arrivano persino alla lotta ai cinghiali, ma per ora sembra aver rinviato la battaglia sul Salva Roma, tema di scontro diretto in consiglio dei ministri solo poche settimane fa.

 

Sul famigerato articolo 38, falcidiato proprio nella riunione dei ministri per volontà di Matteo Salvini, il Movimento 5 Stelle non ha infatti presentato emendamenti, se non qualcuno che poco ha a che fare con la Capitale. La Lega si è limitata alla difesa di Campione d'Italia e dei Comuni finiti sotto la lente della Corte dei Conti. A riproporre le norme che permettevano a Roma l'accollo del debito allo Stato sono state invece le opposizioni in modo praticamente compatto: da Fdl a Leu, da Forza Italia al Pd che ha presentato 4 emendamenti simili a prima firma Roberto Giachetti. Sulla questione il dibattito sarà quindi inevitabile, ma rinviato al dopo elezioni, in un assetto politico ancora tutto da verificare. Nell'attesa spuntano comunque molte novità.

 

 Il M5S propone di estendere l'ecobonus previsto nella legge di bilancio anche alle macchinette (tricicli o quadricicli) elettriche o ibride che si vedono in giro per le grandi città. La Lega pensa invece a maxisconti fiscali per chi acquista casa (presumibilmente una seconda o terza) per riaffittarla o ristrutturarla con interventi di carattere straordinario. In questo caso l'Iva passerebbe dal 9 al 4,5% e sarebbero riconosciute anche le detrazioni al 19% per i mutui al momento limitate alla prima casa.

 

Appannaggio della Lega è anche il capitolo banche, con l'innalzamento da 8 a 30 miliardi del tetto di attivi sotto il quale evitare la trasformazione delle popolari in Spa e la possibilità di trasformare le attività fiscali differite (DTA) in credito di imposta in caso di aggregazione. I Cinquestelle ci riprovano invece con i limiti alle farmacie in mano alle grandi catene, dopo i tentativi falliti nelle legge di bilancio e nel dl semplificazioni.

 

Autore: Mila Onder per Il Giornale di Vicenza

 


Marco Dall'Igna
21 mag 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

«La nuova norma è uno "scampato pericolo", per i cittadini e per il settore, ma si poteva fare di più per far crescere ulteriormente la professionalità nel campo dell'intera mediazione immobiliare». È il commento di Serafino Magistro, presidente di Fimaa Confcommercio di Vicenza e Veneto, all'approvazione della legge europea 37/2019 che modifica le norme in tema di incompatibilità per gli agenti immobiliari.


Dal 26 maggio «non ci sarà più un incompatibilità assoluta tra l'esercizio dell’attività di mediazione e tutte le altre professioni, ma non ci sarà nemmeno la totale liberalizzazione come si temeva”


 « L’azione di pressing sul governo attuata da Fimaa e da tutte le altre realtà di categoria riunite nella Consulta interassociativa dell'intermediazione, ha avuto successo» spiega Magistro. È infatti preclusa «la possibilità di fare gli agenti immobiliari a tutti i dipendenti di istituti bancari, finanziari, assicurativi, di enti pubblici o privati e le professioni intellettuali in situazioni di conflitto di interesse con l'attività di mediazione».


 Magistro guarda il "bicchiere mezzo pieno": «Da anni, come Fimaa Vicenza puntiamo sull'aggiornamento costante degli operatori, in particolare sugli aspetti giuridici e normativi. Anche per tutto il 2019 abbiamo in cantiere una serie di seminari, perché l'aggiornamento costante è, a nostro avviso, essenziale per dare il miglior servizio in un settore estremamente delicato come quello della compravendita degli immobili. Avremmo voluto - conclude - che la norma introducesse l'obbligo, per gli operatori, di ottenere dei crediti formativi periodici a garanzia del servizio erogato. Purtroppo questo aspetto non è passato».


Autore: Il Giornale di Vicenza


Marco Dall'Igna
  • 16 mag 2019
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16 mag 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

So di aver utilizzato un titolo abbastanza aggressivo ma sono pronto a ripeterlo "ma è possibile essere così ottusi?!!!" E non mi stancherò di ripeterlo...


Io  - che ho il cliente che vuole comprare casa ed ha i soldi per farlo e lo vuole fare esclusivamente con me perché si fida di me e vuole essere seguito da me...

chiamo te -  agenzia immobiliare che hai una soluzione immobiliare che può fare al caso nostro.... rispondi dicendo che "a prescindere non collabori" .. lo potrei comprendere (considerando che andresti a perdere la provvigione dell'acquirente) ma chiaramente non lo approvo, visto che stai guardando i tuoi interessi ma non quelli del cliente venditore, che ti ha affidato l'incarico (ma questo è un errore che ha fatto il proprietario di casa...quando NON si è INFORMATO ABBASTANZA a chi si stava affidando)...

 

ma c'è una situazione molto più grave di questa..

 

Io - che ho il cliente che vuole comprare casa e ha i soldi per farlo e lo vuole fare esclusivamente con me perché si fida di me e vuole essere seguito da me...

chiamo te  - proprietario di casa che vuoi vendere e correttamente/onestamente mi riferisci che hai dato incarico ad un' agenzia (tengo a precisare che affidarsi ad un' agenzia per la vendita di una casa è la cosa più giusta da fare ma bisogna valutare bene a quale agenzia dai incarico.. informarsi bene come lavora e capire se andrà a fare i tuoi interessi o quelli propri - ""DI CERTO...L'AGENZIA CHE NON COLLABORA - NON STA FACENDO I TUOI INTERESSI MA I PROPRI""…

io - correttamente/onestamente consiglio a te venditore di informare l'agenzia di questo interesse e poter procedere con la visita ....

 

ma quello che accade è al quanto inverosimile..."Se non fosse accaduto a me non ci crederei..."

 

tu  - venditore una volta interfacciato con l'agenzia che ha/hai dato in gestione il tuo immobile... richiami me, dicendomi che NON puoi farmi vedere la tua casa, perché l' agenzia te l'ha proibito e non valuta collaborazioni.....

 

"MA IO MI DICO...CI SEI O CI FAI?!!"

 

Forse non ci siamo capiti!

 

Ho il cliente che vuole seriamente comprare casa tua, basta solo che metta il tuo nome sull’assegno e tu mi riferisci che non puoi farmi vedere la tua casa perché l'agenzia non te lo permette!!??..."MA L'HAI DETTO PER DAVVERO?!!!"

 

....ebbene si ..l'ha detto per davvero!!!!....

 

da questo momento in poi mi rivolgo solo a chi ha un po' di sale in zucca e vi rilascio un'informazione TOP SECRETTISSIMA...

 

Si può vendere la casa (la propria casa) con altre agenzie e privati, anche con un incarico in esclusiva in essere ...”vi tranquillizzo che non verranno i servizi segreti a prendervi a casa per  torturarvi” ...ma sarà molto più semplice di quanto pensiate "e anche meno doloroso;)" ..E COME SE NON BASTASSE!!! SARÀ ANCHE PIÙ ECONOMICO..."ma pensa un po'!!!!ma per davvero!!!ma daiiiii!!!"

 

Per te che stai vendendo casa e hai dato incarico ad un’agenzia che NON vuole collaborare e ti nega la possibilità di venderla (perché guarda solo i propri interessi!)…ti invito a guardare attentamente l’incarico che hai sottoscritto  - nella voce PENALI – e noterai che potrai vendere la tua casa ANCHE CON ALTRE  AGENZIE O PRIVATI mentre l'incarico è in essere...  pagando una penale, che dovrà essere una percentuale più bassa della provvigione pattuita -  QUINDI ti trovi a pagare una provvigione ridotta (penale) e come se non bastasse, riesci pure a vendere quell'immobile che ormai sembrava nessuno volesse!!!


A QUESTO PUNTO  - ALCUNI SI CHIEDERANNO!!! ma allora io venditore devo pagare la penale all'agenzia che mi sta seguendo - più la vostra provvigione!!?? se ti poni questa domanda - "più che lecita!" sta indicare che non ci conosci come agenzia ed il nostro sistema di lavoro - ""credo che ci manchi solo di imbrattare tutta la città e a quel punto spero che la gente inizi a capire che noi ci siamo focalizzati nella ricerca mirata di pochi clienti (massimo 5 persone fidelizzate - con i soldi  - pronti a comprare) e quando troviamo la soluzione adatta per loro  - NOI ABBIAMO RAGGIUNTO L'OBBIETTIVO! QUINDI A TE CHE HAI PAGATO LA PENALE ALL'ALTRA AGENZIA NON CHIEDIAMO NULLA DI PROVVIGIONE!!

 

IO AMO IL MIO LAVORO E QUANDO VEDO / SENTO O ANCORA PEGGIO MI CAPITANO QUESTE IMBARAZZANTI SITUAZIONI....MI IMBUFALISCO COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI ...


se non concordate con il contenuto di questo messaggio e state vendendo una casa..VI CHIEDO UMILMENTE DI CHIAMARMI E SPIEGARMI COSA NON VI E' CHIARO...SONO APERTISSIMO AD UN CONFRONTO!!!

 

Buone vendite a tutti..a chi la casa la vuole realmente vendere.

Marco Dall'Igna
15 mag 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Mutuo sì, ma a tasso fisso. La decisione della Bce di andare avanti, per almeno tutto il 2019, con una politica di tassi bassi incentiva a comprare casa chiedendo l'opzione del tasso fisso agli istituti di credito di riferimento. 

Tasso fisso: perché conviene

L'Eurirs, il parametro in base al quale vengono definiti i finanziamenti fissi è infatti ai minimi storici; per i mutui a 20 anni è quotato 1,02% e il trentennale all’1,07%. La BCE, nel corso dell'ultimo consiglio direttivo, ha stabilito infatti di lasciare invariati i tassi di interesse allo 0% e lo ha fatto per fronteggiare l'andamento dell'economia nell'Eurozona. Secondo  Alessandro Marchesi, responsabile sviluppo commerciale area crediti & protezione di Banca Mediolanum, il tasso fisso "E'valutabile, a seconda dei casi, solo se la durata del mutuo è superiore ai 20 anni, ma il migliore resta il variabile".

In termini pratici le simulazioni sono state fatte dal portale mutuiOnline.it che ha mostrato come un mutuo da 120mila euro stipulato per finanziare una casa del valore di 200 mila parta da un tasso nominale dell'1,30% per arrivare al 2,2%.

Esempi pratici

Il portale ha calcolato che, valutando le condizioni medie di diversi istituti di credito, si ricava che il tasso medio nominale è del 1,520%, con rata di 580,22 euro al mese e tasso effettivo dell'1,654%.

Calcolando quanto si va a risparmiare rispetto al gennaio 2019 per un mutuo ipotecario di 110.000 euro a 25 anni e uno spread medio di mercato all'1,20% il mutuo a tasso fisso vedrà la rata diminuita di 17 euro rispetto a gennaio 2019, mentre la rata per il mutuo a tasso variabile calata di 12 euro.

Le differenze col variabile

Però, in realtà, visto l'andamento del mercato immobiliare e le risposte degli istituti di credito in questo momento è conveniente anche stipulare mutui a tasso variabile visto che la differenza con il tasso fisso è ai minimi storici.

"Noi siamo sempre stati per il variabile­­ - spiega ancora Marchesi - perché di fatto il variabile è più basso del fisso perché consente di rimborsare rate più alte rispetto agli interessi. Col fisso pago più interessi e finisco per rimborsare meno capitale; col variabile – che costa meno – mi trovo a rimborsare più capitale. Con la situazione attuale c’è da consigliare sempre il variabile".

Secondo una simulazione operata da Crif-Mutuisupermarket, per una operazione di mutuo di 140.000 euro, durata 20 anni, valore immobile 220.000 euro, i migliori spread a aprile 2019 per mutui a tasso variabile si posizionano allo 0,9% e per i mutui a tasso fisso si attestano attorno allo 1,5%. 

Questo ha fatto sì che le famiglie s'interessassero sempre di più anche all'ipotesi di tasso variabile e gli osservatori ritengono che questo trend andrà avanti per tutto l'anno.

"La gente ha paura del variabile - continua poi Alessandro Marchesi- perché l'idea è 'Pago quella cifra per 20 anni così non ci penso più'; però facendo in questa maniera anche negli anni passati ci sono tassi fissi del 2,50%, 3% o 4% intestati a clienti che non hanno mai chiesto la surroga mentre il variabile è andato sotto l'1% e questo significa che una persona che oggi paga un tasso fisso ha interessi elevati.

E' un fattore psicologico quello che fa sì che i clienti preferiscano il fisso; però questo va a favorire le banche e le reti che propongono il fisso. Il cliente dovrebbe imparare a farsi i conti. Col lo 0,90 variabile è un peccato pagare il 4% del fisso".

Il tema surroghe

Sul tema delle surroghe, secondo Marchesi, l'Italia è spezzata in due tra oltranzisti della ricontrattazione del mutuo e coloro che invece per 30 anni non mettono in discussione condizioni che ormai sono decisamente sfavorevoli. 

"In Italia - dichiara Marchesi a Panorama.it - il tema surroga è particolare perché esiste una metà della popolazione 'malata di surroga'che a ogni variazione dello spread chiede di rinegoziare il mutuo a fronte di un'altra metà della popolazione che invece si tiene il pacchetto così com’è per tutta la vita.

Il consiglio che diamo nel 2019 è di scegliere il variabile perché la differenza è molto ampia.

Il fisso è sceso, è vero, però è ancora più alto del variabile. Su un mutuo di 30 anni resta preferibile il fisso, ma su un mutuo più breve, ad esempio di 10 anni, il variabile è il migliore".

Alla fine, secondo il responsabile del settore per Banca Mediolanum, ogni famiglia ha le sue esigenze e ogni mutuo dovrebbe essere scritto sulla pelle del cliente e non per tutelare gli interessi delle banche. Quindi la cosa fondamentale è recarsi nell'istituto di credito di riferimento e parlare a quattro occhi con gli specialisti del settore per comprare il prodotto più adeguato.


Autore - Barbara Massaro per Panorama - https://www.panorama.it/economia/mutuo-tasso-fisso-banche-variabile-spread-bce/

Alessandro Maule
  • 07 mag 2019
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07 mag 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

Pare proprio che questa volta la data sia stata fissata definitivamente: il 10 Maggio dovrebbe essere il ‘’D-Day’’ che sancisce l’apertura ufficiale della Pedemontana Veneta, seppure per un tratto limitato di soli 6 chilometri tra Thiene e Breganze.


E’ una notizia che molti automobilisti stavano aspettando da tempo. Annunciata sei mesi fa, l’apertura del breve tragitto ha subito una serie di rinvii per ‘’motivi tecnici’’. Ora, dopo i vari collaudi che hanno riguardato la ‘’complanare’’ (non ancora ultimata) e la simulazione di un maxi incidente con relativo funzionamento della macchina dei soccorsi, non ci dovrebbero essere più impedimenti alla sua inaugurazione.


E’ vero, a Breganze manca ancora il casello ma la situazione sarà provvisoriamente ovviata con il pagamento del pedaggio all’innesto con l’A31 Valdastico, sia in entrata che in uscita con modalità analoghe al tunnel Schio-Valdagno.


Autore: La Piazza – notizie  Thiene e limitrofi

Marco Dall'Igna
07 mag 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Imposte di registro, ipotecaria e catastale pari a 600 euro complessivi nuovo edificio dovrà avere caratteristiche antisismiche e di risparmio energetico.


 Imposta di registro pressoché azzerata per gli acquisti di fabbricati destinati a demolizione al fine della ricostruzione: è quanto dispone l'articolo 7 del decreto crescita, al fine incentivare (afferma la relazione illustrativa) «un reale processo di rigenerazione urbana». Se un'impresa compra un edificio con un atto fuori campo Iva (oppure un edificio residenziale in esenzione da Iva), l'imposta di registro è pari al 9 per cento dei prezzo d'acquisto (salvo che l'agenzia delle Entrate non pretenda di calcolare l'aliquota sul valore del bene oggetto di compravendita, perché ritenuto superiore rispetto al prezzo pattuito); nella misura fissa di complessivi cento euro sono poi applicate le imposte ipotecaria e catastale.


Con l'agevolazione prevista dal DI Crescita l'imposta di registro viene dunque abbattuta alla misura fissa di 200 euro (mentre le imposte ipotecarie e catastali sono aumentate all'importo complessivo di 400 euro), a condizione che:


a) l'acquisto sia effettuato entro il 31 dicembre 2021 da un soggetto imprenditore (individuale o societario) che svolga attività di costruzione o di ristrutturazione di edifici;

b) l'acquisto abbia a oggetto un «intero fabbricato» (di qualsiasi natura esso sia: residenziale, commerciale, artigianale, industriale, agricola); probabilmente, potrà essere agevolato anche l'acquisto che avvenga non in 'un sol colpo", ma anche in più tranche;

c) il soggetto acquirente, entro dieci anni dall'atto di acquisto, provveda alla demolizione dell'edificio, alla «ricostruzione» di un nuovo edificio anche Mamme non coincidente con il manufatto preesistente (ove la normativa locale lo consenta) e alla sua (integrale) vendita;

d) la ricostruzione sia effettuata «in chiave antisismica»: espressione che intende significare il rispetto della applicabile normativa nazionale e locale in tema di costruzioni resistenti ai terremoti;

e) il nuovo edificio sia classificato in una delle classi energetiche “A" o “B”.


La normativa presenta un evidente défaillance, perché non concerne l'acquisto di interi fabbricati che poi non vengano demoliti, ma 'solamente ristrutturati, anche se in modo radicale.


Altresì, presenta il difetto di non ricordare che se si tratta dell'acquisto di un fabbricato strumentale in regime di esenzione da Iva o di imponibilità a Iva, l'imposta di registro è bensì già oggi dovuta nella misura fissa di 200 euro, ma le imposte ipotecaria e catastale sono da applicare con l'aliquota complessiva del 4%, calcolata sul prezzo pattuito (anche qui, salvo rettifiche in aumento per il maggior valore ritenuto dall'Amministrazione).


Pure questo caso ben si presterebbe dunque a essere contemplato dalla norma agevolativa contenuta nel DI Crescita, in ragione della sua 'filosofia". Infatti, lo stesso fabbricato, se venduto da un soggetto non imprenditore, sconta, per effetto del DI Crescita, un'imposizione totale di soli 600 euro.


Autore: Il Sole 24 Ore

Marco Dall'Igna
30 apr 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Il mercato del mattone ha recuperato i livelli del 2010, anche se restano ancora lontani i fasti pre-crisi. La svolta è arrivata alla fine del 2018. Gli ultimi tre mesi dell'anno hanno trascinato al rialzo gli indici usati dall’Istat per tenere il polso sulle compravendite immobiliari.


L'ultimo trimestre ha fatto sognare un rialzo congiunturale del 4,7%, in accelerazione rispetto alla debole performance, seppure sempre positiva, della scorsa estate. La rincorsa iniziata ormai più di tre anni fa, dopo i minimi toccati nel 2013, taglia così una prima tappa. E non è solo merito dei rogiti firmati per passaggi di casa. Tornano a crescere, e in modo deciso, le transazioni per i negozi, uffici, laboratori e capannoni industriali (+10,5%).


Un segnale questo che va anche oltre i confini del comparto immobiliare. A trainare il tutto è il Nord, come non manca di sottolineare lo stesso Istat. Dietro chi compra c'è molto spesso una banca che finanzia. Infatti l'andamento dei mutui riflette quello del mercato (+2,2% negli i ultimi tre mesi del 2018). Ma in questo caso ancora non si riagganciano i valori del 2010, se non nel Centro Italia.


Fin qui i numeri sul traffico registrato sul mercato, ovvero sulla frequenza di acquisiti e vendite. Un'altra cosa sono i prezzi. Come confermato dall'Istituto di statistica il mese scorso, la dinamica in questo caso è diversa: in discesa. Qui il confronto con il 2010 resta in profondo rosso (-16,9%). Insomma è tempo di affari per chi compra, non per chi cede. I mutui per ora tengono il passo, su base annua crescono addirittura dell'8,4% (nel complesso del 2018 +3,6%). Il fattore credito è decisivo. La rimonta dei contratti stabili, certificata dall'Inps peri primi due mesi dell'anno, è senz’altro d'aiuto. Non a caso, al momento la dinamica dei finanziamenti alle famiglie sembrerebbe ancora solida, mentre verso le imprese, soprattutto le più piccole, l'ultimo bollettino della Banca d'Italia già notava un irrigidimento.

 

Autore: Marianna Berti per Il Giornale di Vicenza

Alessandro Maule
  • 30 apr 2019
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30 apr 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

Più garanzie per il cittadino che compra casa. Quella che dal 2005 era un'opportunità raccomandata ma non obbligatoria, dallo scorso 16 marzo è diventata un vincolo di legge.


 Chi acquista un immobile in costruzione dall'impresario deve recarsi dal notaio per la firma del preliminare. E’ un vantaggio a sua tutela perché il costruttore, obbligatoriamente, deve consegnargli una fidejussione che garantisce il rimborso delle somme versate, caparre e acconti, qualora andasse gambe all'aria.


 Lo spirito della norma è di evitare quello che tante volte era accaduto nel Vicentino, vale a dire la tribolazione per chi doveva riacquistare, in tutto o in parte, ciò che aveva già pagato in caso di fallimento del costruttore. Con indicibili sofferenze e a volte anche con la necessità di riaccendere un nuovo mutuo. Situazioni molto più frequenti di quello che si pensa. «Se è vero che la legge c'era anche prima - spiega Francesca  Boschetti, presidente del Consiglio notarile di Vicenza e Bassano - il discrimine era che il preliminare non era necessariamente per atto pubblico, o scrittura privata autenticata, cosicché per il costruttore non c'era l'obbligo del rilascio della fidejussione. E anche dopo il rogito il costruttore non aveva l'obbligo di rilasciare la cosiddetta garanzia postuma per i vizi da costruzione. L'atto, perciò, non era invalido».


Il governo, adesso, ha deciso il cambio di passo. ll codice della "crisi d'impresa" contempla la nuova disciplina che tutela la parte contrattualmente più debole, cioè il cittadino, che trova nel notaio il garante nell'acquisto di un immobile per il quale e stato già richiesto il permesso di costruire e che, dunque, è an-cora da edificare. Quello che impropriamente a volte si dice un "acquisto sulla carta". «Con la nuova legge - aggiunge il notaio Alberto Bonato, segretario del Consiglio - dovrà esserci alla firma del preliminare la fidejussione ed a quella della stipula del rogito che suggella la compravendita il rilascio da parte del costruttore della polizza assicurativa postuma decennale».


Il precedente decreto legislativo del 2005 troppe volte era stato disapplicato e a rimetterci era sempre il cittadino. «Per i nuovi immobili in costruzione se il preliminare non è stipulato davanti al notaio - sottolinea Bonato - esso contiene una nullità assoluta per quella che definiamo "mancanza di forma"». Con tutto quello che ne consegue. «La legge specifica anche i soggetti che possono emettere le fidejussioni - analizza Diego Trentin, tesoriere del Consiglio notarile - per superare le incertezze del passato. Così a fianco di banche e assicurazioni italiane potranno esserci anche istituti di credito e assicurazioni stranieri ma abilitati a operare nel nostro Paese. Il notaio ogni volta dovrà eseguire le dovute verifiche».


 La legge spinge anche a selezionare i costruttori perché non tutti saranno in grado di prestare le dovute garanzie. «L'obbligo della stipula del preliminare davanti al notaio che verifica gli obblighi del costruttore - osserva Bonato - può essere visto da taluni come un ingessamento del mercato immobiliare che si dibatte ancora tra le difficoltà, ma la patologia insita in tante compravendite ha spinto il legislatore verso questa direzione per evitare quelle che a volte erano delle vere truffe».


Il notaio come pubblico ufficiale va incontro a responsabilità disciplinari, e nei casi più gravi penali, se non fa rispettare le norme. «La legge tutela l'acquirente - conclude la presidente Boschetti - e il notaio vigila sugli obblighi in capo al venditore in maniera tale che le compravendite di edifici in costruzione non ab-biano sorprese».


Autore: Ivano Tolettini per Il Giornale di Vicenza

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