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Marco Dall'Igna
  • 04 giu 2020
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04 giu 2020 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Misure per il sostegno al pagamento dell'affitto per l'abitazione di residenza per le famiglie in difficoltà a causa dell'emergenza sanitaria in corso.

La Giunta regionale, con deliberazione n. 622 del 19 maggio 2020 - pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 76 del 22/05/2020 - ha approvato i criteri e le procedure per l'erogazione del contributo regionale, per l'aiuto al pagamento dell'affitto, alle famiglie in difficoltà economica a causa dell'emergenza sanitaria Covid-19.

 

REQUISITI DI ACCESSO:

Sono AMMESSE le famiglie, o il cui titolare, hanno i  seguenti requisiti:


- Contratto di affitto registrato a nome di chi presenta la domanda;
Residenza in Veneto;

- Cittadinanza UE. Per i cittadini non UE titolo di soggiorno in corso di validità.

- La riduzione delle entrate medie mensili pro capite, nel periodo di osservazione rispetto al periodo di riferimento, pari o superiore al 50%;


Sono ESCLUSE le famiglie che superano i seguenti valori o siano nelle seguenti condizioni:

- Contratto di affitto stipulato con parenti o affini entro il secondo grado;

- Residenti in alloggio di edilizia residenziale pubblica o a canone agevolato in base alla situazione economica;

- Qualora la domanda sia presentata da più soggetti per lo stesso alloggio;

- I cui componenti siano proprietari o titolari di diritto di abitazione di altro alloggio il cui imponibile complessivo IMU è superiore a 40.000,00 euro;

- I cui componenti abbiano avuto, nel 2019, redditi complessivi imponibili ai fini IRPEF superiori a 50.000 Euro;

- I cui componenti avevano una giacenza complessiva, al 29 febbraio 2020, di conti correnti bancari o postali pari o superiore a 20.000 Euro.


NOTE:

Per entrate si intende la somma dei versamenti in conto corrente o conto deposito in ciascuno dei mesi di osservazione e di riferimento di tutti i componenti della famiglia;

Periodo di osservazione = marzo, aprile e maggio 2020;

Periodo di riferimento = marzo, aprile e maggio 2019. Qualora la famiglia sia stata costituita o modificata nel numero dei componenti o dei percettori di entrate dopo il 01/03/2019 allora il periodo di riferimento è dato dai mesi di gennaio e febbraio 2020.

Imponibile IMU = rendita catastale al 1 gennaio 2020 x 1,05 x 160.

Imponibile IRPEF risultante dai CUD anno 2019 dipendenti o pensionati oppure fatturato – costi e spese detraibili - oneri previdenziali per lavoratori autonomi.

 

Il sito dedicato alle informazioni sul procedimento sarà attivo a partire dal 1°giugno 2020 al seguente indirizzo:

FSA-covid


Le domande di contributo potranno essere presentate esclusivamente dal sito tramite smartphone, tablet o personale computer dal 15 giugno al 5 luglio 2020 fino alle ore 23:59

____________________________

La Regione, con la collaborazione finanziaria dello Stato, concede contributi ai Comuni per sostenere il pagamento del canone di affitto troppo oneroso per le famiglie venete in possesso di regolare contratto di locazione, che presentano rilevanti difficoltà economiche nel sostenere tale onere (Fondo affitti) e per quelle che si trovano in precarie condizioni di lavoro e che, come tali, non riescono ad onorare il proprio impegno economico nei confronti del proprietario (Fondo morosità incolpevole).   

·         Fondo affitti

·         Fondo morosità incolpevole


Fonte: Regione Veneto - https://www.regione.veneto.it/web/casa/fondo-affitti 


Alessandro Maule
  • 19 mag 2020
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19 mag 2020 | NEWS
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Alessandro Maule

È finalmente in dirittura d’arrivo il “Decreto rilancio” che dovrebbe garantire ulteriori aiuti alle famiglie, maggior sostegno alle imprese e ammortizzatori sociali per dipendenti e collaboratori. L’ultima bozza disponibile, di oltre 250 articoli, contiene svariate novità anticipate nei giorni scorsi, come la proroga della cassa integrazione in deroga, il reddito di emergenza, il bonus da 1.000 euro per le Partite IVAe finanziamenti a fondo perduto. Ma quali sono i programmi del Governo sulla casa che negli ultimi mesi è stata protagonista assoluta del nostro tempo in lockdown e che probabilmente lo sarà ancora a lungo, vista la profonda incertezza legata alla fase due (ma anche alla prossima estate e all’ipotetica fase tre)?


Per districarci tra regole, norme, deroghe e altri ostacoli, abbiamo provato a stilare una breve guida all’Ecobonus al 110 per cento il quale ambisce a incentivare una gamma considerevole di operazioni, contemplando al contempo interventi ecosostenibili particolarmente innovativi, come la realizzazione nei condomini di colonnine per la ricarica delle batterie delle auto elettriche e la messa in opera di pannelli fotovoltaici.


Da quanto anticipato, gli interventi di ristrutturazione coperti dall'Ecobonus al 110% riguardano principalmente l’efficientamento energetico, l’installazione di pannelli fotovoltaici e i lavori di adeguamento antisismico, dunque operazioni ampie e “gravose” in termini economici.


Il nuovo incentivo potenziato per i lavori di risparmio energetico è un ecobonus che dà diritto a un credito d’imposta del 110 per cento. Cosa significa in termini pratici? Essendo un credito d’imposta pari al 110% della spesa sostenuta per uno degli interventi ammessi, significa che accedendo al bonus si ha diritto a una riduzione delle imposte dovute allo Stato pari al valore percentuale dell’incentivo, le quali vengono spalmate su 10 rate annuali dello stesso importo. Il credito d’imposta si potrà inoltre cedere direttamente all’azienda che esegue i lavori, fungendo da sconto totale sul prezzo finale.


Ma non è tutto. Tale credito si potrà altresì utilizzare quale detrazione nella prossima dichiarazione dei redditi ottenendo nell’arco di cinque anni una riduzione delle imposte superiore all’importo speso. L’incentivo debutterà il 1 luglio 2020 e durerà fino alla fine del 2021.


Ancora più in dettaglio: questa “new release” dell’incentivo presenta novità rispetto ai vari ecobonus che si sono succeduti a partire dal 1998. Innanzitutto non si era mai visto un bonus al 110 per cento, il che vuol dire che l’ammontare del credito d’imposta, ossia la cifra che verrà restituita al cittadino in 10 anni, sarà superiore a quella spesa. Altra novità è che il credito d’imposta così maturato potrà essere ceduto agli intermediari finanziari (banche, assicurazioni), un’opportunità per le famiglie a corto di cash per saldare l’intervento. Infine, lo stesso credito d’imposta si può addirittura cedere all’impresa che realizza i lavori, che poi lo incasserà a sua volta dal fisco, il che per le famiglie significa far svolgere gratuitamente i lavori di edilizia e ristrutturazione che rientrano nell’ecobonus.


La nota dolente di questo bonus è il fatto che nello stesso rientrino esclusivamente gli interventi di grande entità e non i piccoli interventi di ristrutturazione. L’agevolazione della cessione del credito d’imposta contempla ovviamente anche interventi minori, come il rifacimento delle finestre e degli infissi, schermature solari, interventi di coibentazione, pompe di calore, sistemi di building automation, collettori solari, ma con detrazioni tra il 50 e il 65%. Tali interventi non potranno quindi beneficiare dell’ecobonus al 110 per cento. Infine, il rifacimento delle facciate, attualmente detraibile al 90% sarà certamente incluso anche nel nuovo ecobonus al 110 per cento.


Autore: Elena Marzorati per Elledecor - https://www.elledecor.com/it/lifestyle/a32457009/ecobonus-casa-110-per-cento-cosa-comprende/?utm_medium=Social&utm_source=Facebook#Echobox=1589367092

Marco Dall'Igna
19 mar 2020 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Non vi nascondo quanta delusione ed amarezza ho provato quando ho incontrato questi clienti che stanno proponendo in vendita la loro casa e sono passati da noi esclusivamente per una consulenza, per trovargli casa da acquistare... ma con un nostro breve incontro scopriamo insieme che non possono fare nè una cosa nè l'altra.


Mi raccontano che si sono appoggiati ad una agenzia immobiliare per vendere la propria casa ma mi accorgo con 3 semplici domande che non hanno, ne la possibilità di vendere e tanto meno di acquistare... ed è da ben 6 mesi che l'agenzia propone l'immobile in vendita.


Per non essere frainteso MI SPIEGO MEGLIO... la mia delusione va a quel "pseudo collega" che non si informa prima di proporre l'immobile in vendita e per la sola smania di avere un immobile in più da pubblicizzare non si interessa delle cose più importanti, ad esempio capire se ci sono effettivamente le condizioni per poterlo vendere... come in questo caso, che non ci sono!
Questa signora ha il padre 78enne (anche lui proprietario della casa in questione) ed è in una struttura privata dove gli operatori che lo stanno seguendo, stanno valutando di interdirlo (ossia riconoscerlo come persona non più in grado di intendere e volere)... e da qui tutto quello che ne consegue.


Ma l'amarezza va in particolare modo a questa famiglia, così a modo e gentile che sono incappati in queste persone che tutto possono essere, fuorché professionisti... i clienti che avevo davanti a me sono quelle classiche brave persone "sicuramente un po' ingenue e facilitone" che "appunto" con ingenuità e con troppa facilità si sono ritrovate (nel passato) con delle difficoltà economiche, tanto da saltare il pagamento di ben 5 rate di mutuo e questo ha comportato loro ad essere segnalati in crif (https://www.laleggepertutti.it/105848_cose-la-crif-come-fun) questo significa che troveranno difficoltà nel richiedere un nuovo finanziamento (anche se non è impossibile).


Perlomeno avvisare questa famiglia della situazione in cui si potrebbero trovare... invece no! ...questi delinquenti/incapaci li tranquillizzava dicendo che ci potevano pensare dopo la vendita della casa e non sarebbe stato un problema!!!...ma dico io!!! Ci sei o ci fai?!!!... Stai mettendo a repentaglio una famiglia, già in grande difficoltà e non ritieni opportuno salvaguardare loro prima dei tuoi interessi???
Non voglio fare il moralista ma nel nostro lavoro purtroppo ci sono ancora tanti e troppi disonesti, fancazzisti!!! FATE ATTENZIONE!!!


Se necessiti di una consulenza fissa pure un appuntamento con il responsabile di zona contattandoci allo 0445607778 o 3420328605.📞

Marco Dall'Igna
  • 11 mar 2020
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11 mar 2020 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Un genio minorenne della truffa, secondo l'accusa. Piccolo no, dicono quelli che lo conoscono, perché dimostra ben più degli attuali 18 anni e forse è stato questo a trarre in inganno i suoi interlocutori, ma le sue imprese truffaldine meriterebbero una sceneggiatura da film tipo “La stangata” o molti altri.


I carabinieri della stazione di Schio hanno denunciato a piede libero A.R. (note solo le iniziali), 18 anni, scledense, nullafacente ed incensurato. La duplice accusa è di violazione di domicilio e truffa. Questo giovanotto, quando aveva ancora 17 anni, ovvero nell'ottobre scorso, aveva escogitato un piano per carpire la fiducia, tramite i social, di potenziali clienti alla ricerca di un alloggio. Quello che poneva in affitto si trova in una palazzina tra le vie Piave e Brenta, zona Caile, con doppio accesso.


Il giovane ci abita ma lo occupa abusivamente. Come ci sia entrato lo stanno verificando i militari. Pare che un conoscente gli avesse segnalato come quell'appartamento fosse libero e lui ci sia entrato, forzando l’ingresso e facendo poi cambiare le serrature. Insomma, ci abitava da occupante abusivo, e questo non gli è bastato. Perché, usando il profilo Facebook e l'adesione a qualche gruppo, e Marketplace, pagina specializzata in vendite e acquisti di prodotti nuovi e usati, mercato immobiliare compreso, aveva piazzato annunci di affitto che sfruttavano questo doppio ingresso, come avesse due abitazioni diverse da piazzare.


A cascare nel tranello sono stati solo cittadini stranieri, All’oscuro delle pratiche di locazione abituali. Il ragazzo chiedeva un acconto su un contratto che avrebbe formalizzato successivamente, per poi rendersi irreperibile. Secondo i carabinieri, la somma di cui si sarebbe appropriato è di 2.200 euro.


Alcune vittime hanno sporto querela e descritto il soggetto che le avrebbe abbindolate. l truffati, sinora rivoltisi in caserma, sono tre e tutti di origine straniera ma il timore è che ve ne siano altri caduti nella trappola social. I militari hanno subito capito di chi si trattava e sono andati a colpo sicuro. Le sue truffe sono andate avanti sino allo scorso mese di febbraio, quando le denunce presentate lo hanno inchiodato alle sue responsabilità.


Nel frattempo il proprietario dell’appartamento, avvisato che qualcuno lo stava occupando abusivamente (ma senza sapere che lo stava pure affittando), si è rivolto all’autorità giudiziaria per ottenere l’allontanamento del soggetto. Che, a quanto riferito ieri dagli inquirenti, risiede ancora lì, in attesa che un giudice gli intimi lo sfratto.


A.R., nel frattempo diventato maggiorenne non ha una casa dove abitare. I militari hanno tentato di rintracciare i suoi familiari, risultati irreperibili. Rimane dunque nell'alloggio abusivo in attesa che a sbatterlo fuori ci pensi la giustizia.


Autore: Mauro Sartori per Il Giornale di Vicenza

Marco Dall'Igna
  • 04 mar 2020
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04 mar 2020 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Se hai fatto una donazione oppure hai acquistato un immobile (una casa, ad esempio) senz’altro ti sarai dovuto recare da un notaio per sottoscrivere tutti gli atti necessari al fine del valido compimento dell’operazione. Devi sapere che occorre andare dal notaio anche per atti diversi da quelli che ti ho appena citato: ad esempio, nel caso in cui vuoi conferire una procura. 


Procura: cos’è?

Prima di vedere quando serve la procura notarile, è bene che ti spieghi cos’è e a cosa serve una procura. La procura è un atto con il quale si conferisce il potere di rappresentanza: in pratica, se dai la procura a qualcuno gli consenti di rappresentarti davanti ad altre persone.


Utilizzando un linguaggio un po’ più tecnico, possiamo dire che la procura è un atto giuridico rivolto a terzi in cui il soggetto rappresentato conferisce al soggetto rappresentante il potere di compiere atti giuridici in suo nome e nel suo interesse.

La procura è uno strumento utile e spesso indispensabile, ad esempio quando una persona non può essere fisicamente presente alla sottoscrizione dell’atto: pensa a un italiano che abiti all’estero in un Paese lontano e che non possa presenziare di persona per vendere un proprio immobile.

Procura: perché è unilaterale?
La procura non ha bisogno dell’esplicita accettazione del procuratore (cioè, del rappresentante): ciò significa che essa è un atto unilaterale, a differenza di un normale contratto che, al contrario, necessita della sottoscrizione di tutte le parti coinvolte.

La firma di colui che beneficia della procura non è necessaria perché questo atto conferisce un mero potere, non un obbligo: in altre parole, al rappresentante viene data la possibilità di agire in nome di un’altra persona (il rappresentato), senza però assumere alcun obbligo.

Come funziona una procura?
Abbiamo detto che una procura (notarile o non) conferisce il potere di rappresentare una persona. Tizio nomina Caio quale suo procuratore al fine di rappresentarlo  in un’assemblea oppure durante una trattativa: così facendo, Caio si farà portavoce della volontà di Tizio, agendo in nome e per conto di quest’ultimo.

La procura conferisce il potere che consiste nella “spendita del nome”: in altre parole, colui che beneficia della procura può presentarsi come rappresentante di un’altra persona e manifestare una volontà che produrrà effetti direttamente in capo al rappresentato. In altre parole, se il rappresentante munito di valida procura decide di accettare un’offerta economica, questa operazione avrà effetti direttamente nel patrimonio del rappresentato.

Facciamo un esempio. Tizio, residente all’estero, conferisce procura a Caio nominandolo quale suo rappresentante al fine di vendere un’immobile di sua proprietà; Caio, nei limiti dei poteri conferitigli, potrà vendere validamente l’immobile al posto di Tizio, stipulando ad esempio il contratto di compravendita con Sempronio. Gli effetti della vendita coinvolgeranno sia Sempronio (acquirente) che Tizio (venditore), lasciando al di fuori Caio, che era il mero rappresentante di Tizio.

Da quanto appena detto si comprende meglio come gli effetti degli atti giuridici compiuti dal rappresentante ricadono direttamente sul rappresentato, esattamente come se li avesse portati a termine lui stesso.


Modi di conferimento di una procura

I modi in cui può essere conferita procura a un’altra persona sono molteplici: può anche essere infatti un semplice atto orale o essere confermata da quelli che vengono definiti comportamenti concludenti. Questi sono una forma di manifestazione tacita della volontà della persona stessa, che con i suoi stessi atti dimostra di “approvare” e accettare quanto viene fatto.

In alcuni casi, tuttavia, occorre munirsi di una procura notarile, cioè di un atto predisposto dal notaio e firmato in sua presenza. Di seguito ti spiegherò quando serve una procura notarile.

Procura notarile: quando serve?
La procura notarile non è altro che la procura stipulata davanti ad un notaio. Ma quando serve la procura notarile? Ebbene, la procura notarile serve tutte le volte in cui la legge prescrive che, per il compimento di un’operazione giuridica, occorre un atto pubblico. Cosa significa?

Nell’ordinamento giuridico italiano vige il principio della libertà delle forme: vuol dire che, salvo che la legge non dica il contrario, un atto può essere stipulato nella forma che le parti ritengono più opportuna, anche oralmente. In alcuni casi, però, la legge impone una forma specifica e, in particolare, un atto pubblico, cioè un atto redatto da un pubblico ufficiale, quale è il notaio.

Ad esempio, se si volesse stipulare una donazione occorrerebbe fare ricorso al notaio perché, per legge, la donazione deve rivestire la forma dell’atto pubblico; di conseguenza, una eventuale procura ad accettare dovrebbe rivestire la stessa forma e, pertanto, occorrerebbe la procura notarile.

Lo stesso dicasi per altre operazioni giuridiche, come ad esempio la compravendita di beni immobili o la costituzione di un fondo patrimoniale.

Procura notarile: come può essere?
La procura che il notaio prepara può essere speciale o generale:

·         la procura speciale consente al rappresentante di compiere solo uno o più affari specifici in nome e per conto del rappresentato;

·         la procura generale permette al rappresentante di svolgere tutti gli affari del rappresentato. In ogni caso, possono essere previsti dei limiti ai poteri del rappresentante, vincolandoli sono a un determinato tipo di decisioni da prendere.

La procura notarile speciale, essendo conferita per un solo affare, non è soggetta a registrazione e viene restituita al cliente dal notaio in originale. Non se ne possono fare copie e cessa di avere efficacia nel momento in cui termina l’incarico particolare per il quale è stata rilasciata.

La procura notarle generale, invece, è soggetta a registrazione, può essere rilasciata anche a tempo indeterminato ed è efficace fino a revoca. Ha un costo maggiore rispetto alla procura speciale. Il notaio ha il compito di depositare l’originale e conservarlo nella sua raccolta, e potrà rilasciare al cliente le copie di cui ha bisogno.

Procura notarile: come si fa?
Per una procura notarile occorre, ovviamente, recarsi presso un notaio. Per la sottoscrizione dell’atto è necessario presentare alcuni documenti che variano in base al tipo e agli scopi della procura stessa; ad ogni modo, i documenti che sono sempre fondamentali per ogni tipo di procura sono:

 ·         documento di riconoscimento;

 ·         codice fiscale;

 ·         generalità della persona a cui si vuole conferire la procura.

 

Il testo della procura deve contenere in maniera precisa i poteri attribuiti al procuratore a seconda della natura dell’affare e del tipo di procura.

 

Autore: Mariano Acquaviva per laleggepertutti.it - https://www.laleggepertutti.it/285129_quando-serve-la-procura-notarile

Centro Casa Schio
  • 03 mar 2020
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03 mar 2020 | NEWS
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Centro Casa Schio

Oggi voglio raccontarti una storia.


Ti anticipo soltanto che è una storia a lieto fine. Tuttavia, ha creato un sacco di problemi:

1.   Ad una coppia che avrebbe dovuto acquistare una casa – e che ho avuto (successivamente) il piacere di conoscere;

2.   Al venditore che  gliela stava vendendo … senza sapere di non poterla vendere!


Ecco in sintesi com'è andata.


Mario e Maria (passami i nomi dai, sono costretto a inventarne sempre di nuovi per motivi di privacy) avevano visto un bell'appartamento in centro e avevano firmato una proposta d'acquisto con un'agenzia immobiliare.


Se non sai che cos'è una proposta d'acquisto, lascia che ti chiarisca questo concetto.


In poche parole, quando una persona vende la propria casa, riceve – da parte delle persone interessate ad acquistarla – delle offerte.


Queste offerte si chiamano appunto proposte d'acquisto.


Una volta che una di queste offerte viene firmata sia dal compratore che dal venditore, nasce un accordo che (passami il termine) "obbliga" il venditore a vendere e il compratore a comprare.


Ma dicevamo …


Per comprare questo appartamento in centro, Mario e Maria dovevano riuscire a vendere casa loro –  e fortunatamente, trovarono presto un acquirente.


Erano degli ottimi clienti per l'agenzia immobiliare. Avevano trovato un acquirente per la loro casa – a cui avrebbero dovuto consegnare l'immobile entro 3 mesi – e stavano per comprare un altro appartamento.


Bastava un piccolo mutuo e la banca aveva dato l'ok per la cifra richiesta.


I nostri due protagonisti erano tranquilli anche da questo punto di vista. Firmarono il compromesso – versando ben 20.000 € di caparra (ricordati questa cifra, in seguito capirai perché è importante) – e avviando la pratica per il mutuo.


Tutto sembrava andare liscio come l'olio.


Ma poi, come in ogni storia che si rispetti … accade l'imprevisto che ha dato inizio a svariate perdite … di pazienza, di tempo … ma soprattutto di denaro.


Il pandemonio scoppia quando il perito della banca che ha concesso il mutuo ai nostri due amici chiede la documentazione della casa.


Durante l'analisi delle scartoffie, si accorge della mancanza di una parete. Nella casa che Mario e Maria volevano comprare, ignara dei danni che stava per creare, c'era un'innocente parete "in più" rispetto alla planimetria consegnata in Comune.


Tanto innocente quanto letale.


La banca ferma la pratica di mutuo, negandolo. Eh si, hai capito bene: mutuo negato. Ma non è tutto.


Contemporaneamente salta anche l'acquisto della casa che stavano per comprare. Il contratto era nullo.


Quella parete all'apparenza innocua, aveva fatto due danni uno più grosso dell'altro … ma non erano gli unici.


Mario e Maria si sono ritrovati fuori casa (perché la loro vecchia abitazione era stata venduta e stava per essere consegnata ai nuovi proprietari) e furono obbligati ad andare in affitto.


Inutile dirti quanto si sono incazzati per l'accaduto. Si imbestialirono così tanto da rinunciare a comprare quell'appartamento in centro e aprirono una causa in tribunale per richiedere i danni al venditore dell'immobile (più la restituzione del doppio della caparra).


Il nostro povero venditore a quel punto non può far altro che opporsi alle accuse ingiuste, dato che lui ha comprato la casa nelle condizioni in cui si trova e non ha fatto nessun lavoro. Non l’aveva cambiata di una virgola.


Il lieto fine, ovviamente, è per i nostri due protagonisti: hanno ottenuto il doppio della caparra (ricordi quei 20.000 €? Bene, ne hanno avuti indietro 40.000!) più tanti € per i danni subiti, che avrebbero potuto tranquillamente andarsene per un intero mese in vacanza alle Maldive.


Ma … per il venditore di quel bell'appartamento?


Te la faccio al contrario: ha dovuto restituire la caparra di 20.000 € che Mario e Maria gli avevano versato, più una somma di uguale importo (che in questi casi è dovuta per legge alla parte lesa) per un totale di 40.000 € più un altro saccone bello pieno di soldi – che avrebbe potuto spendere per andarsene un mese in vacanza alle Maldive con sua moglie.

 

Come faccio a conoscere questa storia?


Me l'hanno raccontata di persona il nostro Mario e la nostra Maria, quando sono venuti da me per trovare una nuova casa da acquistare – dopo aver saputo che Centro Casa è una delle pochissime agenzie immobiliari che - cascasse il mondo - fanno redigere la relazione di conformità sulle case.

 

Ecco cosa devi fare TU per non fare la fine del povero venditore di cui ti ho parlato – in modo da non perdere il doppio dei soldi ricevuti come caparra e permetterti di fare un bel viaggio di un mese alle Maldive

 

In effetti non è così difficile che tu possa ritrovarti in una situazione del genere. Basta che qualcuno dia per scontato un paio di "cosine da niente" (in realtà indispensabili) e il dado è tratto.


Quindi leggi TUTTO quello che c'è scritto qui sotto, perché vedremo dei dettagli fondamentali per il successo i tuoi affari futuri.


Se hai comprato la tua casa prima del 2010, è possibile – male male – che nessuno  ti abbia consigliato di verificare la Planimetria Catastale. Nello specifico, di verificare che la planimetria catastale fosse in tutto e per tutto UGUALE alla casa reale e conforme ai progetti depositati in Comune.


Prima di svelarti "perché" questa verifica potrebbe essere stata volontariamente saltata, vediamo di chiarire alla perfezione un paio di concetti.


Che cos'è la Planimetria Catastale? E perché è così importante?


La Planimetria Catastale, detto in linguaggio tecnico, è "il disegno stampato su un foglio di come dovrebbe essere casa tua”.


In altre parole, è la piantina di casa tua.


E la puoi chiedere negli uffici dellAgenzia del Territorio, dove viene conservata ed utilizzata per il calcolo delle tasse sulla tua casa.


Quello di non controllare in maniera approfondita è un modo di lavorare un "pochino superficiale".


Ma allora perché si operava così prima del 2010?


Semplicemente perché la responsabilità delle dichiarazioni di conformità della casa era del VENDITORE. Se lui dichiarava di non aver fatto lavori abusivi, la stragrande maggioranza degli agenti immobiliari saltavano la fase dei controlli.


Come se non bastasse, il notaio non doveva (e non deve controllare nemmeno oggi) se la casa era stata costruita uguale ai progetti depositati in Comune.


Il compito del notaio – dato che non può andare a verificare personalmente ogni casa per cui stipula il contratto – è solo quello di scrivere le dichiarazioni del venditore su questo aspetto.


Presta attenzione adesso perché … dal 1 Luglio 2010 … le cose sono un po' cambiate.


È entrata in vigore una Legge che obbliga anche chi compra casa a verificare che la planimetria Catastale sia uguale allo stato di fatto della casa –  e a firmarla per dichiarare che è tutto a posto.


La stessa Legge dice che nel caso in cui la casa e la planimetria catastale siano differenti - e acquirente e venditore dichiarino il falso – il contratto è NULLO


Questo è l'aspetto più importante dell'intero articolo, perché ne va della buona riuscita della vendita di casa tua.


Se un contratto è NULLO, è esattamente come se tu non lo avessi MAI fatto. Non lo hai mai firmato. Non è valido. È carta straccia. Ci puoi arrotolare le patate per farle al cartoccio.


Questa è un'informazione che devi assolutamente avere ben chiara in testa quando decidi di vendere la tua casa.


E sono pienamente consapevole che, non essendo un tecnico del settore, se ti sei ritrovato con un contratto nullo tra le mani non è stata colpa tua. Semplicemente non ti è stato detto prima.


Ma mi preme che tu capisca che non è una cosa sulla quale si può passare sopra. I rischi che ti fanno correre se non ti mettono al corrente di queste cose sono grandi come montagne (e come abbiamo visto in precedenza, sono anche molto costosi).


Cosa succede se non ne sai niente e arrivi al compromesso davanti al notaio?


Ebbene, ecco la situazione tipica che porterebbe immediatamente alla NULLITA' del contratto di vendita di casa tua.


Supponiamo che alcuni lavori interni vengono fatti con molta leggerezza, per risparmiare due spiccioli sulle spese del Geometra.


L'appartamento viene ristrutturato – cambiando addirittura la distribuzione delle stanze – senza presentare nessun progetto in Comune e senza aggiornare la Planimetria Catastale.


Poi viene venduto. Anche più di una volta.


E magari il vecchio proprietario della casa (che ora è tua) ha buttato giù il muro che divideva la cucina dal soggiorno per realizzare quella stanza così spaziosa che ti piace tanto … e dato che era un lavoretto da niente … ha pensato bene di non presentare nessun progetto in Comune – e nessuna variazione al Catasto.


E oggi …


questa cosa ti si ritorce contro, perché il responsabile sei diventato TU!


Ti ricordo che anche il notaio è responsabile di quello che viene dichiarato. Ecco perché prima di farti firmare il contratto di compravendita, chiederà a te (e all'acquirente) se è tutto regolare a livello burocratico.


Se spunta un problema dal cilindro che impedisce di concludere il contratto … l'acquirente potrebbe anche decidere di non comprarti più la casa e ti potrebbe chiedere il DOPPIO dei soldi che ti ha versato (come caparra) quando ha firmato il compromesso.

 

Siccome ci tengo a farti capire questo concetto vitale per la vendita di casa tua, vediamo i


Problemi che possono sorgere se la Planimetria Catastale è
DIVERSA dall'attuale stato della casa

1)   I lavori sono stati fatti presentando un progetto in Comune MA non è stata fatta nessuna variazione al Catasto >>> In questo caso la soluzione è "semplice". Basta far presentare da un geometra la variazione catastale e in pochi giorni risolvi il problema;

 

2)   I lavori sono stati fatti SENZA presentare nessun progetto in Comune. Qui sono dolori. Il tuo tecnico dovrà  presentare una pratica edilizia che rimedi al fatto che i lavori sono stati fatti senza permesso. In più, dovrà presentare un nuovo attestato di agibilità e infine la variazione catastale. E non serve che ti dica quanto lieviteranno i costi e quanto si allungheranno i tempi per vendere il tuo immobile.

 


Per concludere, è fondamentale far fare tutte le verifiche necessarie PRIMA di mettere in vendita la tua casa.


"Chi è il professionista da incaricare e cosa deve fare?"


Solitamente, questo tipo di verifiche viene affidato ad un geometra che redigerà un attestato di conformità.


In questo attestato, dichiarerà che la tua casa è uguale sia ai progetti depositati in Comune, sia alla Planimetria Catastale.


Così facendo, la responsabilità della dichiarazione è del tecnico che ti garantisce sulla conformità della casa (evitandoti di farti saltare la vendita).


Mi raccomando! Fai molta attenzione a questa cosa: la Planimetria Catastale NON ha valore legale. Significa che non è una prova che garantisce la conformità della casa con i progetti depositati in Comune.


RICORDA: chi acquista una casa ha il diritto di acquistare un immobile che sia perfettamente conforme ai documenti che abbiamo visto.


Se qualcosa non è a posto – e per sistemarlo è necessario più tempo di quello stabilito per il contratto – può ritirarsi dall'acquisto (e tu puoi prepararti a firmare un assegno pari al doppio della caparra e scordarti quel viaggio da sogno alle Maldive per festeggiare il trasferimento).


Io scherzo ma … riesci ad immaginare se succede una cosa del genere, e tu hai usato i soldi della caparra per fermare una nuova casa?!


Te lo dico io. Il tuo acquirente ti richiede il doppio dei soldi che ti ha dato, e il proprietario della casa che volevi comprare si tiene la TUA caparra, perché la sua casa è a posto.


Non controllare la Planimetria Catastale è uno dei metodi più veloci che hai a disposizione per perdere un bel po' di soldi e mandare all'aria la vendita del tuo immobile.


E ora dimmi … la Planimetria di casa tua è aggiornata?

Alessandro Maule
28 feb 2020 | DICONO DI NOI
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Alessandro Maule

Ho sempre pensato che la cosa più difficile sarebbe stato trovare la casa perfetta, ma mi sono dovuta ricredere… Ho potuto constatare che ricercare la casa ideale non è semplice, ma trovarla con tutta la documentazione a posto è molto più difficile; ed è proprio da qui che voglio partire e ringraziare Alessandro per come ci ha seguiti e per la professionalità che ha dimostrato fino all’atto notarile! 


Ci siamo sentiti seguiti e non abbiamo mai dubitato in alcun modo del suo operato. Il risultato è che oggi viviamo nella nostra casa indipendente, lontana dal traffico e siamo molto felici dell’acquisto fatto!!! Un grazie di cuore.

-Sara T.

Marco Dall'Igna
25 feb 2020 | DICONO DI NOI
529 visualizzazioni | 0 commento
Marco Dall'Igna

L’agenzia immobiliare Centro Casa l’ho conosciuta qualche anno fa quando ero alla ricerca di un appartamento in affitto, da poco ho avuto modo di incontrarli nuovamente ma questa volta per l’acquisto!!


Prima di incontrare loro, purtroppo mi sono trovata in una situazione a dir poco spiacevole ed imbarazzante, avevo visto una soluzione in vendita con un’altra agenzia immobiliare ed ero intenzionata ad acquistarla; Arrivati alla fase di proposta, l’agente di quell’agenzia che mi stava seguendo, mi presenta dei particolari importanti (riguardanti sia la proposta che mi voleva far firmare sia l’immobile) che prima di allora aveva omesso (o per incapacità o per inganno)… Fatto sta che dopo questa brutta esperienza, ero molto restia e diffidente con tutte le agenzie immobiliari che incontravo. Ma quando ho avuto modo di interagire con l’agenzia immobiliare Centro Casa (in prima battuta con Alessandro e poi con Marco), mi sono sentita da subito capita e mi hanno saputo seguire e consigliare fin da subito su quali fossero i passi da seguire per riuscire ad acquistare casa con la massima tranquillità, ma soprattutto senza sorprese!!! 


E’ per questo motivo che consiglierò a tutti l’agenzia Centro Casa e che rilascio ben volentieri la mia testimonianza di gratitudine per il lavoro svolto, per far capire che i veri professionisti esistono! Basta avere la fortuna di trovarli!!


-Bucates Ana-Marie 

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