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Alessandro Maule
  • 14 giu 2019
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14 giu 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

Una nuovissima sonda fluorescente è stata messa a punto dai ricercatori dell'università di Padova e del Cnr e tra questi c'è una maladense, Diana Pendin.


La scoperta permetterà di studiare la quantità di calcio presente nei mitocondri che regolano la funzionalità stessa delle cellule, per capirne i meccanismi ancora oscuri e auspicando di poter in futuro intervenire sulle malattie neurodegenerative e sul cancro.


LA SCOPERTA .

 La sonda è il risultato di un lavoro triennale che ha portato un gruppo di ricercatori dell'università di Padova, guidati da Andrea Mattarei e del Cnr, con a capo Diana Pendin, a lavorare fianco a fianco per realizzare questo strumento innovativo. Il progetto aveva l'obiettivo di costruire un oggetto in grado di misurare la quantità di calcio e la sua: distribuzione all'interno della cellula, perché questo ione, alla base delle comunicazioni tra neuroni e tra cellule, è un segnalatore che se mal regolato provoca malattie di tipo neurodegenerativo.


LA RICERCATRICE.

 Diana Pendin, nipote dell'ex sindaco di Schio Eugenio Rossetto, è nata a Malo e qui ha studiato fino alle medie, prima di frequentare il liceo scientifico Tron di Schio. Si è poi spostata a Padova per proseguire gli studi, iscrivendosi a biotecnologie farmaceutiche e restando all'università patavina anche per il dottorato. «Da piccola dicevo a tutti che sarei voluta diventare un'inventrice, in un certo senso ci sono riuscita davvero, - racconta Pendin- già al liceo sapevo che avrei continuato a studiare le materie scientifiche, ero portata e in particolare una delle mie professoresse mi ha fatto amare la biologia ancora di più». «È stato naturale iniziare a fare ricerca, che è davvero stimolante e per me il lavoro più bello del mondo. Avevo già pubblicato nel 2009 parlando delle malattie neurodegenerative a proposito di una proteina mutata che provoca l'insorgere di una serie di patologie e ho continuato a seguire questo filone anche con la sonda. -Prosegue la ricercatrice - Molti credono che il calcio si trovi solo nelle ossa mentre invece è presente in piccole quantità in tutto il corpo ed è l'energia della cellula, per questo va studiato con attenzione».


Parlando di sé dice, «Il mio lavoro è anche il mio tempo libero, ho una figlia e un compagno ma mi dedico alla ricerca anche fuori dall'orario lavorativo. È così quando senti un progetto come tuo, certo non è semplice e lo fai perché vuoi farlo, senza considerare il tempo speso e lo stipendio da ricercatore, altrimenti non andresti avanti».


LA RICERCA.

Nonostante la soddisfazione e l'orgoglio per il lavoro fatto, Pendin ci tiene a parlare del mondo dei ricercatori, «Io sono diventata una lavoratrice a tempo indeterminato a 38 anni grazie alla Legge Madia, che ha assorbito i ricercatori precari dopo tre rinnovi contrattuali a tempo determinato, adesso sono dipendente del Cnr e lavoro nel dipartimento di scienze biomediche. Si lavora in modo diverso sapendo che tra un anno non ti scadrà il contratto e chissà se qualcuno porterà avanti il tuo progetto, al quale hai dedicato tempo e fatica. La ricerca è bella perché ti permette di attingere dai lavori altrui e aggiungere il tuo contributo».

 

Autore: Greta Dircetti per Il Giornale di Vicenza

Marco Dall'Igna
  • 13 giu 2019
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13 giu 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Con la circolare 13 del 31 maggiol'Agenzia delle Entrate ha fornito tutti i chiarimenti utili sul bonus verde, la detrazione del 36% per la sistemazione a verde di aree scoperte di edifici esistenti.

Dopo diverse risposte, nella guida omnibus sul 730, l'Agenzia delle Entrate ha fornito tutte le informazioni utili sulle detrazioni per gli interventi che danno diritto al bonus verde. La sistemazione riguarda anche le pertinenze, le recinzioni, gli impianti di irrigazione, la realizzazione di pozzi, coperture a verde e giardini pensili.


La detrazione spetta ai contribuenti che possiedono o detengono l'immobile, ma anche, nel caso di interventi sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, anche al singolo condominio in base ai millesimi di possesso.


La detrazione è per un importo massimo di 5mila euro per unità immobiliare, con detrazione pari al numero delle unità immobiliari. Nel caso in cui si effettuino interventi sulle parti condominiali e sulla propria abitazione si ha diritto a due diverse detrazioni. Se le unità immobiliari sono adibite in parte all'esercizio dell'arte e della professione, la detrazione spettante è ridotta al 50%. Stessa cosa per gli immobili oggetto di vincolo da parte del codice dei beni culturali.


Cosa accade nel caso in cui si vende un immobile oggetto di un intervento per il bonus verde? Che la detrazione non utilizzata viene trasferita in parte all'acquirente persona fisica dell'unità immobiliare. In caso di successione, il beneficio fiscale viene data all'erede che conserva la detenzione materiale e diretta del bene.


Per quanto riguarda la documentazione necessaria per usufruire del bonus verde, è necessario che il pagamento venga effettuato tramite bonifico bancario, ma anche assegno, o carta di credito o bancomat. Inoltre nel documento di spesa deve apparire il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e la descrizione dell'intervento.


In caso di interventi condominiali occorre la dichiarazione dell'amministratore che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge, compresa la comunicazione dei dati dei beneficiari all'Agenzia delle Entrate e che serva a comprovare l'entità della somma corrisposta dal condomino.

 

Autore: Idealista.it - https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2019/06/11/131624-bonus-verde-2019-i-chiarimenti-dellagenzia-delle-entrate

Centro Casa Schio
11 giu 2019 | NEWS
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Centro Casa Schio

So che sei in un momento estremamente delicato della tua vita e non hai tempo da perdere.


So anche che buona parte delle tue giornate nell’ultimo periodo le stai trascorrendo cercando casa, e che sei sottoposto ad un fortissimo stress perché, ammettiamolo: il mercato immobiliare è un inferno


Un inferno dal quale stai cercando non solo di uscire vivo, ma anche e soprattutto di uscire vittorioso, con le chiavi della casa dei tuoi sogni tra le mani.


Ma cosa stai facendo esattamente per cercare casa? Provo a indovinare.


Sicuramente ispezioni annunci su annunci, tutti quelli che trovi sui siti internet dedicati al mercato immobiliare, per essere precisi.


Poi, per non farti mancare nulla, spargi anche la voce tra amici e parenti, si sa mai che qualcuno senta qualcosa di un tizio che vende — e guarda caso sta vendendo proprio la casa dei tuoi sogni — e allora tu avvisi tutti così almeno quando e se accadrà qualcosa, ti verranno ad avvisare.


E infine ci sono le agenzie immobiliari.


Ti immagino col naso incollato alle vetrine di queste ultime, che analizzi ogni annuncio possibile sperando di trovare “la casa del secolo” (anche di notte, con l’agenzia chiusa ma la vetrina aperta con gli annunci in vista, mentre nessuno ti vede).


Magari ti sei anche rivolto a qualche “professionista del settore”, sperando che un occhio più esperto del tuo potesse aiutarti a trovare la casa che da tempo desideri acquistare.


“Si, è esattamente quello che sto facendo io!”


Bene. Anzi male.


La verità è che cercare casa in queste condizioni comporta uno stress mentale non indifferente e, molto spesso, i risultati sono assai scarsi.


O almeno molto inferiori a ciò che ci si aspetta a fronte di tale sforzo.


“Ah si? E come mai cercare casa in questo modo non va bene?”


Analizziamo un attimo le conseguenze di questo modello di ricerca: Visionare gli annunci di case online NON BASTA.


Di decine di annunci che vedi sui portali online, fingiamo che 15 corrispondono alle caratteristiche che cerchi (almeno teoricamente).


Quindi incontri i proprietari, vedi le case, moltissime delle quali si presentano in condizioni molto diverse da quelle viste in foto.


E tu, dopo il quarto appuntamento, avrai già un enorme mal di testa e non ricorderai più nulla delle case viste, non sarai abbastanza lucido da valutarle serenamente e, mentre aspetti di riprenderti dallo stress, magari il proprietario avrà già venduto.


“Spargere la voce” NON SERVE.


Dire a zio Peppino che vuoi comprare e FIDARTI quando lui ti dice “se so qualcosa allora ti avviso”, significa affidarti al caso, al NULLA precisamente.


Perché le probabilità che zio Peppino trovi casualmente la casa dei tuoi sogni sono pressoché nulle.


Si, anche se a zio Peppino dici “dai poi magari se mi aiuti faccio un regalino pure a te…” quello la casa non te la trova, senti a me.


Le agenzie immobiliari proveranno a rifilarti le peggio robe.


Ti spiego come funziona il mercato immobiliare: tu hai bisogno di una casa.


Loro hanno decine di case invendute, così cercheranno di rifilarti le peggio schifezze nella speranza che tu non te ne accorga. Bleah.


 “Okay okay, mi hai convinto! Non voglio più cercare casa da solo! Dimmi cosa devo fare per non sbagliare…”


Intanto, puoi leggere la guida che puoi trovare nella sezione ‘’Servizi’’ del nostro sito www.centrocasaschio.it


Tutta.

Non barare, se non la leggi me ne accorgo.


E poi, puoi rivolgerti ad un professionista vero, uno della mia squadra, formato per affiancare gli acquirenti e guidarli all’acquisto della casa dei loro sogni.


Ma te ne parlerò nei prossimi articoli sul nostro blog…


Per ora, se proprio non riesci ad aspettare, vai qui  www.centrocasaschio.it e, segnalando la zona in cui ti interessa acquistare, compila il form per essere ricontattato e avere maggiori informazioni sul nostro servizio.


Per chi vuole una casa da amare,

Staff Centro Casa.

Alessandro Maule
  • 11 giu 2019
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11 giu 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

L’autostrada arriverà a Schio. Il nuovo casello autostradale, che collegherà la A31 della Valdastico con la sp 349, sarà realizzato a breve ed è uno dei primi progetti, stilati dagli industriali e presentati ai sindaci del territorio, che saranno portati a termine.


15 milioni il costo dell’uscita autostradale, che collegherà il cavalcavia alla provinciale alleggerendo di fatto il pesante traffico che attualmente si concentra sul casello e la zona industriale di Thiene.

Una grande soddisfazione per Valter Orsi, appena riconfermato sindaco di Schio, che vede realizzato uno dei progetti più importanti per la viabilità locale.

“Il  casello sorgerà in zona Garziere, nel Comune di Schio – ha spiegato Orsi – Si tratta di un intervento molto semplice, per nulla impattante dal punto di vista ambientale, perché prevede uno svincolo dal cavalcavia sulla provinciale. Abbiamo studiato i costi ed il piano di ammortamento è in linea”.

Un casello che darebbe a Schio quella ‘marcia in più’ che è il sogno di ogni lavoratore abituato a spostarsi con l’auto e permetterebbe collegamenti rapidissimi anche con Valdagno. Un passo in avanti che il primo cittadino di Schio ha valutato con la Provincia, di cui ha la delega proprio alle Infrastrutture e con Magda Dellai, scledense e neo eletta presidente di ViAbilità.

“L’impatto sarebbe positivo su vari fronti, non solo economicamente per autostrade e per l’area di Schio – ha continuato il sindaco – Avrebbe un impatto molto positivo anche per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, poiché non ci sarebbero più lunghe colonne ferme tra i Cappuccini e la zona industriale di Thiene ma ci sarebbe traffico scorrevole. Se tutto va bene – ha concluso Orsi – si parla del 2020”.

Autore: Anna Bianchini per Altovicentinonline.it -  https://www.altovicentinonline.it/attualita-2/lautostrada-arriva-a-schio-il-casello-sara-in-zona-garziere/

Alessandro Maule
06 giu 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

Proprio l'altro giorno è venuta in ufficio una persona che aveva visto un appartamento su due piani.  L'abitazione gli era piaciuta così tanto che stava seriamente valutando di comprarlo.

Nonostante fosse quasi certa dell'acquisto, si è rivolta a me per una consulenza sull'appartamento. La casa era stata costruita da pochi anni e aveva tutti i documenti in regola. All'apparenza sembrava tutto apposto.

Che cosa lo tormentava?

L'elemento che lo perseguitava impedendogli di prendere la decisione finale era il prezzo d'acquisto (è una cosa normale per chi non ha una dieta a base di pane e analisi del mercato immobiliare).

E dato che non è un esperto del settore immobiliare, si è ben guardato dal prendere una decisione in fretta e furia – e fare un acquisto che si sarebbe rivelato un cattivo affare – e mi ha chiesto una consulenza sull'adeguatezza del prezzo.

La domanda a cui non poteva trovare risposta da solo era questa: "Il prezzo richiesto dal venditore è giusto o è decisamente troppo alto rispetto al vero valore dell'immobile?"

Lascia che ti descriva l'appartamento, in modo che anche tu possa farti un'idea (approssimativa) sul tipo di casa di cui stiamo parlando.

Immagina di entrare al piano terra: troveresti un soggiorno con angolo cottura, una camera e un bagno. Salendo al primo piano – realizzato nel sottotetto – scopriresti altre due camere ed un secondo bagno.

Voglio essere sicuro che tu comprenda al meglio ogni sillaba di questo articolo, per cui fammi chiarire un concetto.

Che cos'è il sottotetto?

Il sottotetto è lo spazio che (eventualmente) esiste tra l'ultimo piano e il tetto vero e proprio. Diciamo che la sua funzione principale è proteggere le stanze inferiori dall'umidità  – oltre che dal caldo afoso dell'estate e dal freddo pungente dell'inverno.

Ma torniamo di nuovo dal nostro amico.

Durante la nostra chiacchierata mi dice che il proprietario dell'appartamento gli ha assicurato che il sottotetto è abitabile, perché nel punto più basso è alto circa 1 metro e 60 cm — e nel punto più alto è circa 2 metri e mezzo.

La mia esperienza nel settore immobiliare (e fidati quando ti dico che di case ne ho viste davvero un'infinità) fa attivare immediatamente i miei sensi di ragno.

Sentivo una puzza di bruciato.

 Per prima cosa gli dico che per fare una valutazione dell'abitabilità del sottotetto è necessario avere almeno le planimetrie catastali. Gli consiglio comunque di non procedere con lacquisto.

Qualcosa non tornava.

Dopo due giorni richiama e fissiamo un appuntamento per esaminare i documenti che gli avevo richiesto … e … tadaaa!

Ecco la sorpresa. Alla luce delle nuove informazioni scoperte, la magia svanisce e le due camere e il sottotetto si rivelano per quello che sono in realtà: due soffitte e un locale lavanderia.

Se ti stai domandando "Beh? E che problema c’è?", permettimi di fermarti. Cose come "Io in casa mia faccio quello che mi pare e se voglio dormire in soffitta lo posso fare!" in questi casi non funzionano.

Voglio dire … tu puoi anche dormire in soffitta, ci mancherebbe. (in questa particolare situazione, il problema che puoi avere è di aver trasformato una lavanderia in un bagno – ma comunque non è irrisolvibile).

Ma vuoi sapere una cosa? Non è questo il problema.

Il vero problema è che si tratta di locali differenti. Due camere non sono due soffitte e un locale lavanderia non è affatto un bagno.

E … il prezzo che paghi per una soffitta è ben diverso dal prezzo che puoi pagare per una camera (!!!).

Riassunto? Rischi di pagare una soffitta come se fosse una camera vera e propria. E per inciso, le camere costano molto di più rispetto alle soffitte.

Puoi vendere il sottotetto allo stesso prezzo del piano di sotto!

Eh certo. Dopotutto, è abitabile … o no?

E qui scatta una delle fregature più costose che potrebbero capitarti quando decidi di acquistare una casa con il sottotetto.

In realtà il sottotetto non è (legalmente) abitabile, perché non ha i requisiti richiesti da alcuni regolamenti specifici che indicano le caratteristiche che deve avere un locale per poter definirlo abitabile.

L’ "abitabile" del venditore – e spesso dellagente immobiliare compiacente – significa che lacquirente può utilizzarlo ma NON ha i requisiti di abitabilità!

Dal notaio veniva detto che lacquirente stava comprando un bilocale con sottotetto e lavanderia.

Ma un po' lemozione … un po’ la banca che concede il mutuo … e il malcapitato pensa di fare l'affare del secolo: comprare una casa di 100 metri quadrati a buon prezzo.

Adesso, al contrario di questo malcapitato, tu hai tutti gli elementi per capire che l'acquisto che stai per fare probabilmente non è proprio il colpo grosso che ti aspetti.

Seguimi per un'ultima volta e vediamo di chiarire definitivamente la questione.

Tornando alla persona che aveva richiesto la mia consulenza per comprare quella casa con il sottotetto camuffato, gli ho consigliato di fare unofferta di gran lunga più bassa rispetto al prezzo richiesto dal venditore.

Risultato? Lho aiutato a chiudere la trattativa evitandogli di strapagare la casa come se avesse i pavimenti lastricati in oro massiccio.

Il venditore ha capito che non aveva fatto un buon acquisto e si è accontentato del prezzo offerto – e onestamente, devo dire che ha fatto una scelta intelligente, liberandosi di quella casa che doveva vendere comunque a causa di un suo trasferimento.

Spero di averti trasmesso un messaggio fondamentale: se stai pensando di comprare una casa e vedi una bella villetta a schiera con le camere al piano di sopra ma i soffitti ti sembrano un po' bassini … stai attento!

Fai attenzione a cosa compri e prima di firmare qualsiasi documento fai un controllo approfondito.

Si. Anche se la casa è nuova.

Non fraintendermi proprio alla fine ... non ti sto dicendo di non comprarla per nessun motivo.

Ti sto solamente consigliando di stare molto attento ai venditori-faina, e a quanto ti viene chiesto di spendere dato che, se un domani la vorrai rivendere, dovrai farlo per quello che è realmente! (e non per come te lhanno fatta sembrare).

 

Marco Dall'Igna
04 giu 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Sarà valida per gli edifici realizzati prima del 1977 “La sanatoria è per le piccole irregolarità per poter vendere l’immobile e applicare il nuovo Piano Casa”


Vecchie case non regolari e quindi non vendibili? La Regione ha pronto il condono per poterle inserire nel patrimonio da riqualificare del nuovo Piano casa, la legge "Veneto 2050". «Attenzione, però. Non è esatto chiamarlo condono perché si tratta di irregolarità e non di abusi - precisa Francesco Calzavara, presidente della Commissione territorio del Consiglio regionale -. Gli edifici costruiti prima del 1977 sono quelli dove maggiormente si riscontrano delle difformità di non grave entità, anche per le tecniche che allora si usavano, tra progetto autorizzato e ciò che è stato realizzato. Un esempio? La finestra che ha sì le misure giuste, ma è spostata rispetto al prospetto di appena mezzo metro. Per questioni così sono tanti gli edifici bloccati: non si può procedere con la vendita. Ora risolveremo la questione». La proposta di legge a suo nome è stata illustrata in Commissione e la prossima settimana dovrebbe essere licenziata per approdare in Consiglio entro giugno.


«È un provvedimento che è più atteso di quel che si possa pensare visto che i casi di questo tipo sono davvero frequenti. C'è chi eredita l'appartamento dei genitori e per piccole difformità si ritrova bloccato: il notaio non può procedere con il rogito per le difformità con il progetto autorizzato». Di qui la proposta di Calzavara. Permettere al privato di regolarizzare tramite domanda al Comune e dietro pagamento di una sanzione. Perché una legge su questo proprio ora? «Perché - dice - sono proprio questi edifici degli anni '60 e'70 ad essere il patrimonio che più può essere valorizzato attraverso "Veneto 2050", il nuovo Piano casa».


Ad essere interessate sono quindi «le opere edilizie eseguite in parziale difformità durante i lavori per l'attuazione dei titoli abitativi rilasciati prima dell'entrata in vigore della legge 10/1977 e provvisti di certificato di abitabilità o agibilità», si legge nel provvedimento. Si potranno regolarizzare «attraverso la presentazione di una Scia e il pagamento di sanzioni» che variano.


In caso di modifiche prospettiche sono 500 euro; in caso di aumento di superfici fino un massimo di 30 metri quadri: 200 euro; in caso di aumento dei volumi fino a 90 metri cubi: 70 euro a mc. E ancora. Se c'è stata la diversa destinazione d'uso dei vani interni: 500 euro a vano. Per le opere che non rilevino in termini di superfici: 2.500 euro. E, infine, nei restanti casi una somma da mille a 5mila euro stabilita dallo Sportello unico per l'edilizia in base all'aumento di valore dell'immobile.


Attacca Andrea Zanoni, Pd, vicepresidente della stessa Commissione di Calzavara: «In pratica la maggioranza Lega in Consiglio vuole approvare un condono edilizio: chi ha commesso un abuso, pagando, risolve tutto. Così si rende lecito ciò che non è lecito tramite il versamento di una cifra. E, attenzione, è pur vero che anche la Regione Emilia Romagna ha emanato un provvedimento simile che non è stato impugnato, ma rispetto a quello proposto in Veneto è molto più stringente e vengono fatti salvi gli strumenti urbanistici. Siamo contrari a questo provvedimento soprattutto se si tratta di dare il via libera ad altro consumo del suolo. Il Veneto detiene il record: è la prima Regione in Italia per metri consumati di suolo. E se si continua così continueremo a meritarci il primato».


Autore: Cristina Giacomuzzo per Il Giornale di Vicenza

Marco Dall'Igna
  • 30 mag 2019
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30 mag 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

In caso di ristrutturazione con ampliamento il bonus del 50%spetta esclusivamente per le spese dei lavori effettuati sulla parte dell’edifico già esistente.

È l’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 150 del 21 maggio 2019, a tornare sul tema degli interventi di ristrutturazione edilizia dai quali deriva un aumento della superficie dell’immobile.

A chiedere chiarimenti è un’impresa di costruzione, in merito a lavori di ristrutturazione su un immobile da vendere, successivamente, a terzi.

Il bonus ristrutturazione potrà essere riconosciuto e fruito da chi comprerà la casa, ma per calcolare l’importo del rimborso del 50% sarà necessario scorporare la quota parte relativa all’ampliamento, sulla base di quanto indicato in fattura o sull’attestazione rilasciata dall’impresa con il dettaglio delle spese sostenute.

Ristrutturazione con ampliamento, bonus del 50% solo per i lavori sulla parte esistente

Il bonus ristrutturazioni spetta anche nel caso di lavori effettuati da imprese di costruzione o ristrutturazione, così come le cooperative edilizie, qualora procedano alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile entro il termine di 18 mesi dalla data di fine lavori.

La detrazione fiscale pari al 50% della spesa sostenuta e fino ad un massimo di 96.000 euro spetta al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari.

La risposta n. 150/2019 dell’Agenzia delle Entrate fornisce alcuni chiarimenti importanti relativi ai casi di ristrutturazione con ampliamento e senza demolizione dell’edificio esistente.

Il riferimento normativo richiamato dall’Agenzia delle Entrate è l’articolo 16-bis, comma 3 del TUIR.

Prima di soffermarsi sul caso oggetto dell’interpello, l’Agenzia delle Entrate esordisce ricordando che il bonus ristrutturazioni è, in linea generale, riconosciuto anche nel caso di ricostruzione di un immobile demolito, purché venga rispettata la volumetria dell’edificio preesistente.

Al netto delle eccezioni previste per l’adeguamento degli edifici alla normativa antisismica, nel caso di demolizione e ricostruzione è richiesto che il Comune o l’ente territoriale competente accerti che sia rispettata la volumetria dell’edificio preesistente, così come asserito dal professionista che presenta il progetto di ristrutturazione allo Sportello Unico per l’Edilizia.

Il titolo amministrativo di autorizzazione dei lavori dovrà quindi constatare che l’opera di ristrutturazione rientri tra gli interventi di conservazione del patrimonio esistente e non in un intervento di nuova costruzione.

In sostanza, l’Agenzia delle Entrate specifica che - in base a quanto previsto per legge - la volumetria dell’edificio oggetto di ristrutturazione dovrà risultare identica a quella precedente.

Bonus ristrutturazioni solo per le spese relative alla parte esistente

L’Agenzia delle Entrate, dopo aver acquisito il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ha chiarito che rientrano tra i lavori di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), del d.P.R. n. 380 del 2001 quelli di:

“demolizione e ricostruzione di un edificio con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, e, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli, di cui al d.lgs n. 42 del 2004, gli interventi di demolizione e ricostruzione che rispettino la medesima sagoma dell’edificio preesistente.”

Vengono quindi a crearsi tre possibili fattispecie:

  • in caso di demolizione e ristrutturazione il bonus ristrutturazione spetta esclusivamente nel caso di fedele ricostruzione dell’edificio e nel rispetto della volumetria preesistente;
  • nei casi di demolizione e ricostruzione con ampliamento della volumetria, la detrazione non spetta, in quanto il lavoro si configura come nuova costruzione;
  • nel caso oggetto dell’interpello, ovvero di ristrutturazione senza demolizione ma con ampliamento della volumetria dell’edificio preesistente, la detrazione riconosciuta ai futuri acquirenti sarà calcolata esclusivamente per le spese riferibili alla parte esistente.

Le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate si soffermano anche sulla documentazione delle spese.

In termini di fatturazione le due tipologie di intervento dovranno rimanere distinte. In alternativa, sarà necessario che il contribuente sia in possesso di un’attestazione che indichi chiaramente e secondo criteri oggettivi gli importi relativi a ciascuna tipologia di intervento, rilasciata dall’impresa di costruzione o ristrutturazione sotto la propria responsabilità.

Autore: Anna Maria D'Andrea per informazionefiscale.it -https://www.informazionefiscale.it/bonus-ristrutturazione-ampliamento-volumetria-detrazione-50-per-cento-lavori

Marco Dall'Igna
  • 30 mag 2019
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30 mag 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Nel 2019 è possibile usufruire del bonus fiscale per le tende da sole. Vediamo i dettagli.

Come sottolineato dalla guida dell'Agenzia delle Entrate relativa alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, per l’acquisto e la posa in opera di schermature solari è possibile usufruire di una detrazione fiscale al 50% per le spese sostenute dal 1º gennaio 2018. Nel dettaglio, per le spese sostenute tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2019 è riconosciuta una detrazione, nella misura massima di 60.000 euro, per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari. La detrazione è pari al 65% per le spese effettuate dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 e al 50% per le spese effettuate negli anni 2018 e 2019.


Sul sito dell’Enea sono pubblicati i requisiti tecnici specifici che devono possedere le schermature solari per essere ammesse al beneficio. In particolare:

·         devono possedere, se prevista, una marcatura CE;

·         devono rispettare le leggi e normative nazionali e locali in tema di sicurezza e di efficienza energetica.


La detrazione spetta anche per le spese sostenute per le opere murarie eventualmente necessarie per la posa in opera e per le prestazioni professionali.


Si ricorda, inoltre, che l’installazione, la riparazione, la sostituzione e il rinnovamento delle tende da sole – così come di una pergotenda, di una tenda a pergola e di una copertura leggera di arredo – rientrano nelle attività di edilizia libera.


Come descritto nel glossario di edilizia libera, le tende da sole sono un elemento che fa riferimento alla categoria di intervento “Aree ludiche ed elementi di arredo delle aree di pertinenza”. Si ricorda che il glossario dell’edilizia libera è quello strumento, valido in tutta Italia, che elenca gli interventi di manutenzione degli appartamenti, anche sull’esterno dell’edificio e in giardino, che possono essere effettuati senza la necessità di presentare alcun tipo di comunicazione al Comune.


Autore: Idealista.it - https://www.idealista.it/news/finanza/casa/2019/05/29/131266-tende-da-sole-qual-e-il-bonus-fiscale-2019

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