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Alessandro Maule
28 nov 2018 | DICONO DI NOI
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Alessandro Maule

All’inizio di quest’anno io e il mio ragazzo abbiamo iniziato a guardarci intorno alla ricerca di una casa tutta nostra. Noi convivevamo già da qualche tempo ma era arrivato il momento di pensare di sistemarci per il futuro.

 

Ho chiamato in Agenzia e chiesto delle informazioni in merito. All’appuntamento in Agenzia Centro Casa io e Filippo abbiamo incontrato Alessandro,  che ci ha chiesto di raccontargli tutte le nostre esigenze, circa la casa che avremmo desiderato per noi.  Non avevamo fatto nessuna visita in nessuna casa da soli, quindi ci siamo sorpresi quando non ci siamo sentiti proporre da Alessandro  di fare diverse visite a delle potenziali soluzioni. Ci ha chiamato solo per aggiornarci sul lavoro di ricerca che stava facendo per noi, e successivamente per dirci che aveva la soluzione perfetta , ed era vero ! Appena l’abbiamo vista ci siamo convinti ed adesso, nel giro di pochi mesi , abbiamo comprato la nostra prima casa !

 

“ Consigliamo Centro Casa perché ci ha permesso di affrontare questo passo importante per noi con la massima  professionalità ed ora siamo felicissimi, un grazie in particolare ad Alessandro che ci ha sempre consigliato e seguito”

- Lisa Mori e Filippo Zaltron 

Alessandro Maule
27 nov 2018 | NEWS
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Alessandro Maule

Di solito quando nei film compare nei titoli iniziali la dicitura “tratto da una storia vera” siamo già sicuri che non potrà che essere un gran film, d’altronde è risaputo che la realtà supera di gran lunga la fantasia, ed è proprio quello che ci è accaduto qui, in agenzia, peccato che non fosse un film.

Pronti? Iniziamo.

 

Circa sei mesi fa, si sono presentati in agenzia dei signori dicendoci che avevano un‘immobile da vendere, precisamente una villetta indipendente, situata purtroppo in una zona non proprio residenziale. Durante la consulenza che siamo soliti ad offrire, i signori ci chiedono una valutazione dell’immobile.

Ritirati tutti i documenti necessari per fare una valutazione accurata e coerente (più possibile in linea col mercato attuale) ci siamo esposti con una valutazione di non oltre 250.000€.

 

E adesso arriva il primo colpo di scena, dopo essersi mostrati stupiti, delusi ed affranti dalla nostra valutazione, hanno estratto dal cilindro un’altra valutazione, di un’altra agenzia che aveva valutato la stessa villetta a 350.000€.

Essendo noi dei professionisti, ed avendone viste parecchie in questi quindici anni di lavoro, siamo rimasti fermi sulla nostra  posizione.

Dato che non è nel nostro stile lasciare che le persone escano dalla nostra agenzia con dubbi e/o perplessità, abbiamo consigliato ai nostri clienti di ponderare pesantemente

la loro idea di proporre sul mercato un immobile di quel tipo e in quella posizione a QUELLA cifra … lasciando intendere che i potenziali acquirenti “ non sono tutti

dei polli da spennare”, e che proporre un valore troppo fuori da ciò che ci indica il mercato porta solo al deprezzamento dell’immobile.

Molte agenzie ancora oggi si presentano con valutazioni completamente fuori dal mercato, solo ed esclusivamente per prendere l’incarico di vendita, queste sono ‘’ancora oggi le mele marce del nostro settore’’.

 

Adesso, ditemi voi se non è come in quei film, dove c’è un bivio con due strade una luminosa e tranquilla e l’altra invece oscura piena di ostacoli, dove va secondo voi ad inoltrarsi il protagonista? ma ovviamente in quella piena di insidie no? Ovvio!

 

Quindi come era logico che fosse, i clienti hanno fatto finta di non sentire i nostri consigli e con le orecchie da mercante hanno deciso di intraprendere il rapporto con l’agenzia che aveva valutato la villetta a 350.000€. In realtà se non fossi un professionista, probabilmente anch’io avrei dato l’incarico a chi mi valuta la casa a più soldi, insomma ci siamo capiti, “piatto ricco mi ci ficco” per intenderci .

 

E fino a qui è ancora tutto regolare, ma proseguiamo.

 

Lasciando che la storia faccia il suo corso abbiamo atteso circa sei mesi prima di richiamare i proprietari di casa ed avere un aggiornamento, e ….udite, udite ??? La casa non era ancora stata venduta!

MA COME E’ POSSIBILE ? MA PER QUALE SCIAGURA E SFORTUNA NERA è potuto succedere ?! L’agenzia non era sicura ed anzi convinta che una casa così, stando al prezzo della loro valutazione, sarebbe venduta come il pane ?In un batter d’occhio?

 

Ci siamo mostrati mooolto stupiti e mooolto comprensivi nell’apprendere questa dolorosa notizia così inaspettata (per loro).

 

A quel punto abbiamo chiesto ai proprietari se fossero disponibili a fare una visita con un cliente mirato che aveva appena venduto casa con noi e che quindi disponeva di una liquidità immediata, precisando subito questo :  se al cliente la soluzione sarebbe piaciuta non sarei andato oltre i 250.000€ -  cifra della nostra valutazione iniziale - .  I  coniugi proprietari, dopo essersi confrontati fra loro hanno accettato.

 

 

Dopo aver fatto visionare la casa al mio Cliente, che guarda caso gli era piaciuta,  il giorno successivo avevamo già in mano una proposta di acquisto scritta dall’ importo di 250.000€  senza nessun vincolo.

 

Convinti che la storia stesse volgendo finalmente  verso il lieto fine meritato, dopo tutte queste peripezie, i proprietari mettono in atto un altro colpo di scena.

 

Dallo stesso cappello a cilindro (che ora sospettiamo appartenesse al Cappellaio Matto di Alice) dal quale sei mesi prima avevano fatto uscire la valutazione dell’altra agenzia a 350.000€ ; adesso hanno estratto una trattativa, di cui nessuno era fino a quel momento a conoscenza,  vincolata al mutuo ed alla vendita di 270.000€ ! Sì avete capito bene, un’ altra trattativa dell’altra agenzia che era passata da una valutazione di 350.000€ ,fatta non più di sei mesi fa, ad una proposta di 270.000€ vincolata per di più alla vendita di  non si sa cosa.

 

Converrete con me che questa storia alla pari di un film, adesso aveva in verità assunto l’aspetto in tutto e per tutto, ad una puntata del Tenente Colombo, “La trattativa Losca “ noi sentiamo già partire  la sigla iniziale… e voi?                                                                                                                                                     

 

A quel punto era il nostro momento di mettere in atto la scena clou del film, in poche parole avevamo un asso nella manica, sapendo che al nostro cliente interessava anche un’altra soluzione e volendo uscire da quella situazione a dir poco fastidiosa e imbarazzante,  abbiamo fatto in modo che il nostro cliente propendesse verso quella  trattativa piuttosto che questa.

Come saggiamente  dice il detto popolare “chi troppo vuole nulla stringe“ cari miei.

 Quindi come tutti i finali a sorpresa che si rispettino abbiamo abbandonato l’auto in corsa prima che si potesse perdere del tutto il controllo salvandoci dal botto finale.

Non abbiamo lasciato ai proprietari di casa la possibilità di decidere verso chi propendere, ma abbiamo scelto noi per loro, lasciando campo libero all’altra agenzia ed alla loro proposta vincolata di 270.000€.

 

La morale di tutto questo, come il buon senso e il buon Tenente Colombo ci insegnava è sempre quello, essere professionali ed agire nel giusto paga sempre, anche se si tratta di mollare una trattativa per preservare la propria integrità.

 

Vogliamo chiudere questo scenario degno di un film, con un altro dato che chiarifica ancor meglio tutta la vicenda; l’immobile è tutt’ora in vendita, ad un prezzo di 298.000€.

A voi le conclusioni.

 

Marco Dall'Igna
26 nov 2018 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Il patrimonio dei fondi immobiliari si avvicina quest’anno ai 55 miliardi di euro.


Continua la tendenza al recupero del mercato immobiliare, con un aumento delle compravendite, nel secondo trimestre 2018, dell’1,6% rispetto al primo trimestre e del 4,7% su base annua, secondo le statistiche dell’istat sulle convenzioni notarili. Anche tre anni di ripresa, iniziata in modo più regolare dal 2015, non sono bastati a tornare ai valori del 2010. Solo nel Nord Italia, infatti, gli scambi hanno raggiunto di nuovo i livelli pre-crisi, mentre nell’insieme del Paese resta ancora da recuperare il 4%.


Rispetto ai minimi toccati nel 2013 c’è stato comunque un recupero del 39%. Gli ultimi tre mesi analizzati confermano che le varie parti d’Italia hanno passi di marcia diversi. L’incremento congiunturale è maggiore nel Nord-ovest (+3%) e nel Nord-est (+2,7%), è meno accentuato al Centro (+0,4) e nullo al Sud. Le Isole arretrano addirittura (-1,3%).

Autore: Il Giornale di Vicenza

Marco Dall'Igna
21 nov 2018 | DICONO DI NOI
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Marco Dall'Igna

Prima di conoscere l’immobiliare Centro Casa, avevamo tentato per mesi di vendere la nostra casa sui maggiori siti di annunci immobiliari più conosciuti, all’inizio eravamo felici perché l’interesse era alto ed abbiamo fatto anche molte visite. Col passare del tempo però ci siamo rese conto che di tutto quell’interesse e di tutte quelle visite non avevamo nulla di concreto in manonemmeno da parte delle agenzie che avevano visto la casa. Proprio in quel periodo abbiamo conosciuto l’immobiliare Centro Casa e Marco, il quale dopo aver ascoltato la nostra situazione ci ha consigliato come diminuire lo sforzo e ottimizzare i tempi. Ma non era tutto, ci ha anche svelato come presentare visivamente al meglio la nostra casa.

 

Siamo rimaste molto colpite da questo gesto perché nel svelarci queste tecniche di vendita, non ci ha chiesto nulla in cambio, durante la conversazione poi ci ha fornito l’elenco dei documenti che ci sarebbero serviti una volta che saremmo arrivate all’ atto notarile. Ci è stata subito chiara quindi la differenza fra Centro Casa e le altre agenzie che si erano presentate, appunto, solo per guardare l’immobile senza porre nessuna domanda. A quel punto abbiamo deciso che dovevamo vendere tramite un professionista e non avevamo nessun dubbio  su chi rivolgerci per aver una certezza e la tranquillità dell’esito positivo. E così è stato .

 

“ Consigliamo Centro Casa perché ci hanno fornito delle informazioni di settore senza nulla in cambio, con quelle avremmo potuto vendere anche da sole ma lo staff ha conquistato la nostra fiducia. Un ringraziamento particolare a Marco che oltre a essere una persona affidabile è stato anche un supporto morale per noi, continua così!”.

- Fam. Reolon

Centro Casa Schio
20 nov 2018 | NEWS
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Centro Casa Schio

È arrivata l’ora X dell’inverno per gli automobilisti: dal 15 novembre, e per i successivi cinque mesi, tutte le auto dovranno avere pneumatici invernali (o almeno le catene a bordo) per poter circolare evitando sanzioni e multe (si parte da 41 euro nei centri abitati, 84 al di fuori, fino a oltre 300 euro in autostrada e addio a tre punti della patente).


Fanno eccezione i ciclomotori e i motocicli, che però potranno circolare solo in assenza di neve o di ghiaccio sulle strade. Le regole sono restrittive e le uniche gomme che si possono montare sono quelle che hanno impressa la sigla "M+S".


Il cambio delle gomme nella stagione invernale è legato non soltanto alla neve ma anche alle temperature e alle condizioni di strada e asfalto. 


L’obbligo sarà in vigore fuori dai centri abitati, anche se i comuni possono introdurre l’obbligo nelle zone abitate tramite un’ordinanza.


Autore: Il giornale di Vicenza - http://www.ilgiornaledivicenza.it/permanent-link/1.6908390fbclid=IwAR2v4CVvfpm189tJHiiMJgBq0W2pbooxwfeUtoiUNM95crM5iNE5Pvh13W4


Marco Dall'Igna
19 nov 2018 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Creata la batteria “eterna”. È questo il soprannome dato al nuovo brevetto di Gianni Lisini, ricercatore alla Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, che ha ideato un sistema in grado di aumentare la vita utile delle batterie.

Non durerà per sempre ma almeno per 20 anni. È questa la promessa della batteria, pensata anche in funzione delle nuove esigenze legate alla sostenibilità, come l'utilizzo di pannelli fotovoltaici dotati di sistemi di accumulo, e-mobility e anche segnaletica stradale.

Come funziona?
il brevetto riguarda un sistema di gestione di un accumulatore ibrido formato da una batteria chimica e un set di supercapacitori. Questi ultimi sono la vera novità relativa all'accumulo di energia elettrica sotto forma elettrostatica. Si tratta di condensatori in grado di immagazzinare carica supportando un numero molto elevato di cicli di carica/scarica.
Combinando questi due sistemi di accumulo attraverso il nuovo brevetto, ne deriva un terzo ibrido la cui particolarità è quella di aumentare di gran lunga la vita utile delle batterie chimiche che usiamo comunemente, tra cui Litio, Piombo, Nichel.

E i vantaggi? 
Derivano tutti dalla riduzione della sostituzione periodica di batterie, con la produzione di una minore quantità di rifiuti, la riduzione degli interventi di manutenzione e infine la possibilità di realizzare apparati autoalimentati con una vita utile della batteria pari a circa 20 anni con giornalieri cicli di carica/scarica.

“Utilizzando tale tecnica sarebbe possibile sostituire gran parte delle batterie al Cadmio industriali che tuttora presentano notevoli problematiche di smaltimento e di costo” precisa il comunicato ufficiale.

Nel caso delle rinnovabili, una batteria di questo tipo utilizzata in associazione al fotovoltaico potrebbe permettere di superare uno dei limiti, ossia quello dell'intermittenza. In questo modo, nella batteria si conserverebbe l'energia prodotta in eccesso, da utilizzare nei momenti di assenza di sole. E la lunga durata renderebbe ancora più ecologico la produzione di energia dal sole.

Autore: Francesca Mancuso - https://www.greenme.it/tecno/25205-batteria-20-anni

Alessandro Maule
16 nov 2018 | NEWS
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Alessandro Maule

Indagine "Il ruolo dell'agente immobiliare", realizzata da Nomisma per conto di Fimaa: e attività di compravendita senza mediazione dipendono per lo più dalla conoscenza diretta del soggetto da cui comprare o a cui vendere (il 29% indica tale fattore decisivo), piuttosto che alla impossibilità di sostenere i costi di mediazione (25%).

Il 63% degli italiani che negli ultimi 4-5 anni han avuto esigenze di acquisto e/o di vendita di un immobile si è affidato ad un agente immobiliare. Il 51% ha utilizzato anche Internet, che mantiene prevalentemente una funzione informativa: il 28%, infatti, lo ha usato solo nelle fasi iniziali della ricerca o per farsi un'idea generale sul mercato. In molti casi, la Rete rappresenta lo strumento fondamentale per il primo contatto con l'agenzia (10%). Sono alcuni dei dati più interessanti dell'indagine Fimaa-Nomisma sul ruolo dell'agente immobiliare. 

Entrando nel dettaglio della ricerca si scopre  poi che le attività di compravendita senza mediazione rappresentano una quota residuale, per lo più riconducibile a situazioni di conoscenza diretta del soggetto da cui comprare o a cui vendere (il 29% indica tale fattore decisivo), piuttosto che alla impossibilità di sostenere i costi di mediazione (25%). La gestione autonoma di una compravendita presenta elementi di criticità: la gestione di pratiche burocratiche (40%) e l'incompletezza delle informazioni per una corretta valutazione dell'immobile (25%), fattori per cui – nella valutazione ex-post - si segnalano la necessità e l'importanza di un supporto da parte di un agente immobiliare.  

Che la gestione di una compravendita in autonomia sia complessa e a volte rischiosa emerge anche dall'esperienza di chi ha effettuato una compravendita senza intermediari: l'87% dichiara che in caso di future esigenze farà con buona probabilità affidamento ad un agente immobiliare, segnale che per molti fruitori la gestione autonoma si è rivelata onerosa. A riprova dell'importanza del ruolo, dall'indagine emerge la soddisfazione dei clienti-consumatori rispetto all'attività svolta dall'agente immobiliare: il 40% di chi ha avuto esperienze di compravendita tramite agenzia esprime un giudizio molto positivo (superiore a 8 – su una scala da 1 a 10), a cui si aggiunge una ulteriore quota di valutazioni più che soddisfacenti (43% con giudizio pari a 6 e 7). Positive anche le segnalazioni in merito all'adeguatezza delle commissioni richieste dall'agente: il 69% le ritiene commisurate alla qualità del servizio svolto (% di chi esprime un giudizio superiore o uguale a 6 su una scala da 1 a 10), con una quota di soggetti critici su questo aspetto limitata al 12% dei fruitori. L'utilità della funzione dell'agente immobiliare è evidente per l'84% di chi ne ha fatto ricorso, con particolare riferimento alla possibilità di gestire in sicurezza la compravendita (48% delle citazioni considerando l'insieme degli aspetti segnalati), per la maggior semplicità di valutare alternative disponibili sul mercato (35%) e di gestire al meglio la fase di negoziazione (32%), nonché di comprimere i tempi di finalizzazione della compravendita (29%).  

Tra gli ambiti da rafforzare, indicati da chi ha ritenuto poco utile il ruolo dell'agente, la richiesta di una maggiore trasparenza e di maggiori competenze. Se questi sono gli ambiti da rafforzare per consolidare il ruolo dell'agente immobiliare sul mercato, la soddisfazione relativa alle esperienze vissute si riflette nella probabilità di consigliare ad amici e parenti l'agente immobiliare: il 46% è infatti promotore attivo dell'operatore immobiliare che ha seguito l'ultima attività di compravendita (giudizio 8+9+10). Considerando inoltre le intenzioni nel caso di compravendita futura, il 75% degli utilizzatori di servizi di mediazione dichiara che sono elevate le probabilità che si rivolga nuovamente ad una agenzia di mediazione, mentre il 73% cercherà proprio lo stesso agente immobiliare che ha gestito la precedente compravendita. Ma quali sono le caratteristiche che gli italiani si aspettano da un agente immobiliare? Cosa pensa l'opinione pubblica della professione? Nella top 5 degli attributi si piazzano: innanzitutto la trasparenza (indicato come elemento più importante dal 12% degli italiani), poi la capacità di valutazione dell'immobile (11%) professionalità e disponibilità ad effettuare visite agli immobili (11%), specifiche conoscenze del mercato immobiliare locale (10%) e conoscenza approfondita dell'immobile proposto (9%). 

Per completare la valutazione sul ruolo della professione sono stati valutati gli stessi requisiti rilevanti per comprendere - in logica dicotomica – se il fattore rappresenta oggi un punto di forza (e quindi un ambito già presidiato) o un ambito di miglioramento. La conoscenza del mercato immobiliare locale è per lo più un punto di forza (nel 70% delle dichiarazioni, contro un 30% che lo ritiene un ambito da migliorare); analoga valutazione sulla professionalità e disponibilità ad effettuare visite agli immobili (69% vs 31%). Seguono "simpatia, cordialità e empatia" (62% vs 38%), nonché competenze per una corretta valutazione dell'immobile (60% vs 40%). Chiara inoltre la funzione riconosciuta all'agente immobiliare che garantisce in primis la semplificazione delle pratiche burocratiche (22% degli italiani), oltre alla possibilità di gestire in sicurezza la compravendita (19%) e alla riduzione dei tempi di vendita/acquisto (17%).

 

 Autore: Confcommercio - https://www.confcommercio.it/-/il-63-degli-italiani-sceglie-un-agente-per-acquistare-casa

Marco Dall'Igna
14 nov 2018 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Percentuale più alta in Veneto: in un anno sono stati depositati 2,6 miliardi in più rispetto a giugno 2017. In calo i prestiti bancari e gli investimenti in azioni.


Imprese e famiglie vicentine non solo hanno 22,3 miliardi parcheggiati nel conto corrente bancario, ma a giugno 2018 avevano depositato 2,6 miliardi in più rispetto a giugno 2017. Un aumento in un anno del 13,4% che colloca Vicenza come la provincia con la percentuale più alta in Veneto, contro una media regionale dell’8,7% su cui si allinea anche Verona e Treviso, seguite da Padova con il 7,9%. Che i Veneti, soprattutto le imprese, più che nel resto d’Italia fossero spinti a tenere la liquidità nei conti correnti, era emerso nei giorni scorsi dall’aggiornamento al primo semestre 2018 dell’economia del Veneto, così come fotografato nella sede regionale di Venezia della Banca d’Italia, la quale offre anche uno spaccato che riguarda i prestiti e il risparmio finanziario delle banche suddiviso per provincia. E dove per Vicenza emergono tre aspetti. Primo: in un anno i vicentini hanno aumentato più di tutti i soldi nei conti correnti o comunque in depositi con durata prestabilita o rimborsabili con preavviso. Secondo i vicentini sono tra coloro che in un anno hanno investito meno (-4,5%) in titoli azionari o obbligazioni bancarie (il record spetta ai trevigiani, -11,9%). Calcolando da dicembre 2016 a giugno 2018 hanno investito quasi 900 milioni in meno. Terzo: nello stesso arco di un anno e mezzo le banche hanno fatto meno credito ai vicentini. Al netto di cartolarizzazioni, cessioni, riclassificazioni e stralci di sofferenze da giugno 2017 a giugno 2018 è stato calcolato lo 0,4% di credito in meno.


Il crollo delle ex Popolari venete nella provincia sede dell’ex Bp Vi passata ad Intesa Sanpaolo può aver giocato un ruolo nella partita di risparmi e prestiti, ad esempio nella crescita del 13,4% dei soldi tenuti in conto corrente. Nel primo semestre 2017, periodo che di fatto ha coinciso con la totale incertezza sul salvataggio dell’ex Bp Vi e Veneto Banca (il decreto del consiglio dei ministri risale a fine giugno 2017) si era assistito secondo i calcoli della Banca d’Italia ad un calo di depositi bancari a 19,7 miliardi, saliti poi come detto a 22,3 miliardi l’anno successivo. Come pure appare chiaro come nella provincia di Vicenza, coinvolta più di tutte nel falò di 11 miliardi di euro di azioni bruciate delle ex Popolari, le decisioni di investimento di famiglie e imprese si siano rivolte a strumenti meno rischiosi e più facilmente liquidabili. Con la conseguenza che è via via proseguita pure la sostituzione dei depositi a risparmio con i conti correnti, anche se la remunerazione media di questi ultimi risulta praticamente nulla. I titoli a custodia a dicembre 2017 erano calati del -3,3% rispetto all’anno prima, percentuale ulteriormente abbassata a -4,5% a giugno 2018.


In un contesto di ampia liquidità come quello che caratterizza il Vicentino, il credito è ristagnato alla fine del primo semestre: -0,4%. Un dato quest’ultimo che vale, come era stato spiegato nel contesto regionale, soprattutto per le imprese più che per le famiglie: nella prima parte dell’anno a fronte della stabilizzazione dell’indebitamento soprattutto a breve termine sono cresciuti i depositi. Le imprese pertanto lasciano i soldi nei conti con i quali si autofinanziano nel breve termine. E in attesa di capire cosa fare e dove investire anche le famiglie ingrossano il conto. Se sposteranno i soldi davanti al rischio di una patrimoniale lo dirà la prossima indagine.



Autore: Roberta Bassan - Il Giornale di Vicenza 

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