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Marco Dall'Igna
  • 30 apr 2019
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30 apr 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Il mercato del mattone ha recuperato i livelli del 2010, anche se restano ancora lontani i fasti pre-crisi. La svolta è arrivata alla fine del 2018. Gli ultimi tre mesi dell'anno hanno trascinato al rialzo gli indici usati dall’Istat per tenere il polso sulle compravendite immobiliari.


L'ultimo trimestre ha fatto sognare un rialzo congiunturale del 4,7%, in accelerazione rispetto alla debole performance, seppure sempre positiva, della scorsa estate. La rincorsa iniziata ormai più di tre anni fa, dopo i minimi toccati nel 2013, taglia così una prima tappa. E non è solo merito dei rogiti firmati per passaggi di casa. Tornano a crescere, e in modo deciso, le transazioni per i negozi, uffici, laboratori e capannoni industriali (+10,5%).


Un segnale questo che va anche oltre i confini del comparto immobiliare. A trainare il tutto è il Nord, come non manca di sottolineare lo stesso Istat. Dietro chi compra c'è molto spesso una banca che finanzia. Infatti l'andamento dei mutui riflette quello del mercato (+2,2% negli i ultimi tre mesi del 2018). Ma in questo caso ancora non si riagganciano i valori del 2010, se non nel Centro Italia.


Fin qui i numeri sul traffico registrato sul mercato, ovvero sulla frequenza di acquisiti e vendite. Un'altra cosa sono i prezzi. Come confermato dall'Istituto di statistica il mese scorso, la dinamica in questo caso è diversa: in discesa. Qui il confronto con il 2010 resta in profondo rosso (-16,9%). Insomma è tempo di affari per chi compra, non per chi cede. I mutui per ora tengono il passo, su base annua crescono addirittura dell'8,4% (nel complesso del 2018 +3,6%). Il fattore credito è decisivo. La rimonta dei contratti stabili, certificata dall'Inps peri primi due mesi dell'anno, è senz’altro d'aiuto. Non a caso, al momento la dinamica dei finanziamenti alle famiglie sembrerebbe ancora solida, mentre verso le imprese, soprattutto le più piccole, l'ultimo bollettino della Banca d'Italia già notava un irrigidimento.

 

Autore: Marianna Berti per Il Giornale di Vicenza

Alessandro Maule
  • 30 apr 2019
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30 apr 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

Più garanzie per il cittadino che compra casa. Quella che dal 2005 era un'opportunità raccomandata ma non obbligatoria, dallo scorso 16 marzo è diventata un vincolo di legge.


 Chi acquista un immobile in costruzione dall'impresario deve recarsi dal notaio per la firma del preliminare. E’ un vantaggio a sua tutela perché il costruttore, obbligatoriamente, deve consegnargli una fidejussione che garantisce il rimborso delle somme versate, caparre e acconti, qualora andasse gambe all'aria.


 Lo spirito della norma è di evitare quello che tante volte era accaduto nel Vicentino, vale a dire la tribolazione per chi doveva riacquistare, in tutto o in parte, ciò che aveva già pagato in caso di fallimento del costruttore. Con indicibili sofferenze e a volte anche con la necessità di riaccendere un nuovo mutuo. Situazioni molto più frequenti di quello che si pensa. «Se è vero che la legge c'era anche prima - spiega Francesca  Boschetti, presidente del Consiglio notarile di Vicenza e Bassano - il discrimine era che il preliminare non era necessariamente per atto pubblico, o scrittura privata autenticata, cosicché per il costruttore non c'era l'obbligo del rilascio della fidejussione. E anche dopo il rogito il costruttore non aveva l'obbligo di rilasciare la cosiddetta garanzia postuma per i vizi da costruzione. L'atto, perciò, non era invalido».


Il governo, adesso, ha deciso il cambio di passo. ll codice della "crisi d'impresa" contempla la nuova disciplina che tutela la parte contrattualmente più debole, cioè il cittadino, che trova nel notaio il garante nell'acquisto di un immobile per il quale e stato già richiesto il permesso di costruire e che, dunque, è an-cora da edificare. Quello che impropriamente a volte si dice un "acquisto sulla carta". «Con la nuova legge - aggiunge il notaio Alberto Bonato, segretario del Consiglio - dovrà esserci alla firma del preliminare la fidejussione ed a quella della stipula del rogito che suggella la compravendita il rilascio da parte del costruttore della polizza assicurativa postuma decennale».


Il precedente decreto legislativo del 2005 troppe volte era stato disapplicato e a rimetterci era sempre il cittadino. «Per i nuovi immobili in costruzione se il preliminare non è stipulato davanti al notaio - sottolinea Bonato - esso contiene una nullità assoluta per quella che definiamo "mancanza di forma"». Con tutto quello che ne consegue. «La legge specifica anche i soggetti che possono emettere le fidejussioni - analizza Diego Trentin, tesoriere del Consiglio notarile - per superare le incertezze del passato. Così a fianco di banche e assicurazioni italiane potranno esserci anche istituti di credito e assicurazioni stranieri ma abilitati a operare nel nostro Paese. Il notaio ogni volta dovrà eseguire le dovute verifiche».


 La legge spinge anche a selezionare i costruttori perché non tutti saranno in grado di prestare le dovute garanzie. «L'obbligo della stipula del preliminare davanti al notaio che verifica gli obblighi del costruttore - osserva Bonato - può essere visto da taluni come un ingessamento del mercato immobiliare che si dibatte ancora tra le difficoltà, ma la patologia insita in tante compravendite ha spinto il legislatore verso questa direzione per evitare quelle che a volte erano delle vere truffe».


Il notaio come pubblico ufficiale va incontro a responsabilità disciplinari, e nei casi più gravi penali, se non fa rispettare le norme. «La legge tutela l'acquirente - conclude la presidente Boschetti - e il notaio vigila sugli obblighi in capo al venditore in maniera tale che le compravendite di edifici in costruzione non ab-biano sorprese».


Autore: Ivano Tolettini per Il Giornale di Vicenza

Marco Dall'Igna
  • 23 apr 2019
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23 apr 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Avrebbero fatto sparire un lunghissimo elenco di mobili ed attrezzature, tanto è vero che quando i proprietari rimisero piede in casa la trovarono vuota. E vuoto era pure il garage.


A fare "pulizia" sarebbero stati gli ultimi inquilini, che avevano abbandonato quell'appartamento in cui vivevano da un paio d'anni dopo una discussione con i padroni di casa. È questa la ricostruzione della procura, che ha chiuso le indagini apprestandosi a chiedere il giudizio a carico di Fabio Fortin, 36 anni, e di Matteo Miolato, 34, entrambi residenti in città. I due vicentini sono accusati di appropriazione indebita di beni per un valore complessivo di quasi 25 mila euro. I fatti contestati sarebbero avvenuti in città nel settembre 2017. Fortin e Miolato avevano preso in affitto un appartamento, in via Divisione Julia, in città, ancora nel 2015, di proprietà della famiglia Tamburrin.


L'intesa era quella che gli inquilini restassero due anni, poi rinnovabili. Poche settimane prima della scadenza, i proprietari avrebbero chiesto agli affittuari un aumento del canone di locazione; una circostanza che aveva creato malumori, tanto che Fortin e Miolato avevano deciso di non rinnovare il contratto e di trovare una nuova sistemazione. Avrebbero così liberato l'appartamento lasciando le chiavi ad un altro condomino, dopo aver pagato tutte le spettanze. Ma si sarebbero portati via quasi tutto quello che c'era all'interno, servendosi probabilmente di una ditta di traslochi.


Nel lungo elenco figurano quadri, stampe, vasi e soprammobili; ma anche letti, materassi, armadi e comodini; un mobiletto del bagno; tappeti e tende; pentole, piatti, bicchieri e stoviglie; e ancora il tagliaerba e una serie di attrezzi da giardino, oltre a tavoli e sedie. Quando lo avevano scoperto, i proprietari avrebbero cercato di contattare gli ex affittuari, ma senza trovare un'intesa. E così avevano sporto denuncia, dando il via all'inchiesta.


Autore: Il Giornale di Vicenza


Alessandro Maule
  • 23 apr 2019
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23 apr 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

Ci sono state polemiche, ci sono stati contenziosi e ci sono state critiche. Una cosa, però, è certa: la legge regionale numero 14 del’8 luglio 2009, detta più semplicemente Piano casa, ha sicuramente dato da lavorare a imprese e professionisti negli ultimi dieci anni.  Ma non solo. Nell'ultimo periodo ha portato un notevole carico di lavoro anche all’interno degli uffici comunali, e in particolare al terzo piano di Piazza Biade, dove a marzo al settore edilizia è andato in scena un continuo viavai di architetti, ingegneri o residenti, desiderosi di presentare (e vedere approvata) la propria pratica entro il 31 marzo 2019, data di scadenza appunto della normativa.


Il risultato di quella legge finita ormai in archivio in ogni caso si legge nei numeri: 102 richieste presentate solo nel mese di marzo. Tre al giorno: quasi la metà di tutte quelle che sono arrivate nel corso del 2018. Non è un dato casuale, considerato che i privati prima del 28 marzo, giorno dell'approvazione in Regione della nuova legge sull'edilizia "Veneto 2050”, non avevano informazioni su quanto sarebbe accaduto una volta scaduto il Piano casa.


IL RUSH FINALE.


La corsa al Piano casa ha costretto i funzionari del settore edilizia agli straordinari, obbligandoli ad esaminare a marzo più di tre richieste al giorno; cinque se si considerano i giorni effettivi,  escludendo quindi sabato e domenica. Sia chiaro, la città del Palladio non rappresenta un unicum nel panorama veneto. A Padova, ad esempio, sono giunte 310 domande nello stesso mese. Una mole considerevole, al punto che gli stessi uffici hanno messo in atto misure straordinarie chiedendo ai professionisti la “collabora-zione”, inviando copie cartacee di cortesia degli elaborati presentati in via telematica.


«Sì - conferma l'assessore a territorio Lucio Zoppello - non è stato sicuramente un periodo facile e continua a non esserlo, in quanto si sta esaminando la documentazione per il via libera o meno. Il dato comunque positivo è che il Piano casa ha permesso a molte aziende di avere lavoro in un momento difficile». Il dato meno positivo, in realtà, è che, come raccontato, ha consentito ai privati di andare oltre la pianificazione urbanistica, portando alla nascita di supermercati non del tutto previsti.


LA TENDENZA


L’assessore Zoppello, che è laureato in ingegneria civile e che per lavoro, si occupa come libero professionista di pratiche edilizie, lo sa bene: “Il 90 percento delle gru che si sono viste in questi anni erano legate al Piano casa", aveva raccontato a fine dicembre. La legge entrata in vigore nell’estate del 2009 è stata di gran lunga la più utilizzata nel capoluogo berico. A conti fatti dal 2010 al 2018 si sono contate 2.181 richieste di Piano casa, alle quali si sono poi aggiunte le 102 di marzo, le 21 di febbraio e le 13 di gennaio.


L’anno con il numero più alto è stato il 2017 (294 istanze depositate) mentre nel 2014 le domande si sono fermate a quota 191 (il numero più basso). I dati, va precisato, parlano delle richieste che sono state presentate dai privati (tra permessi di costruire e Scia) e non dei via libera che sono stati concessi dagli uffici. La tendenza è di circa di un 10 per cento di dinieghi.


IL MURO.


Scaduto il Piano casa, si guarda ora a “Veneto 2050”, nome che identifica la nuova legge che regola l'edilizia. L'assessore Cristiano Corazzari in sede di Consiglio regionale era stato chiaro. “Il Piano casa era nato per tamponare la crisi del settore in un momento di contrazione mondiale, "Veneto 2050” regola in modo stabile il settore e va a braccetto con la legge sul consumo zero di suolo». A differenza della precedente legge, ad esempio sono stati fissati limiti precisi sulle deroghe (in particolare su quelle che regolavano le distanze). «La svolta è significativa - conclude Zoppello - ed è necessario studiare a fondo la normativa».


Autore: Il Giornale di Vicenza

Marco Dall'Igna
  • 16 apr 2019
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16 apr 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

La norma supera e ingloba le disposizioni per l’ampliamento volumetrico degli edifici abbracciando il consumo di suolo zero e la riqualificazione urbana

 

10/04/2019 – È stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale ed è entrata in vigore in Veneto la Legge Regionale 14/2019.
 
La norma supera e stabilizza il Piano Casa del 2009 (LR 14/2009) conciliando le premialità volumetriche con gli obiettivi di riqualificazione urbana e con quelli di riduzione del consumo di suolo contenuti nella LR 14/2017. Il Veneto ha infatti fissato l’obiettivo del consumo di suolo zero entro il 2050.
 

Rigenerazione urbana e qualità della vita

Gli obiettivi della norma sono il riordino urbano e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini attraverso il miglioramento della qualità architettonica degli edifici.
 
Come indicato all’articolo 1 della legge, sono previsti interventi mirati alla coesione sociale, alla tutela delle disabilità, alla qualità architettonica, alla sostenibilità ed efficienza ambientale con particolare attenzione all’economia circolare e alla bioedilizia, alla valorizzazione del paesaggio, alla rinaturalizzazione del territorio veneto e al preferibile utilizzo agricolo del suolo, alla implementazione delle centralità urbane, nonché alla sicurezza delle aree dichiarate di pericolosità idraulica o idrogeologica.
 
Per raggiungere questi obiettivi saranno attuate politiche per la densificazione degli ambiti di urbanizzazione consolidata, mediante la demolizione di manufatti incongrui e la riqualificazione edilizia ed ambientale, contemplando specifiche premialità e incrementi volumetrici connessi all’utilizzo di crediti edilizi da rinaturalizzazione.
 
Le norme di dettaglio per la definizione dei crediti edilizi, che saranno liberamente commerciabili, saranno definite entro 4 mesi dall’entrata in vigore, mentre i Comuni avranno un anno di tempo per adeguare gli strumenti urbanistici.
 

Ampliamento della volumetria

La norma consente l’ampliamento volumetrico degli edifici fino al 15% a condizione che vengano utilizzate tecnologie che prevedono l’uso di fonti energetiche rinnovabili e che le caratteristiche costruttive garantiscano prestazioni energetiche elevate: la parte ampliata dovrà raggiungere la classe A1. È riconosciuto un ulteriore 25% se l’intervento implica la rimozione delle barriere architettoniche, la messa i sicurezza sismica dell’intero edificio, l’utilizzo di coperture a verde, la realizzazione di pareti ventilate, l’isolamento acustico, l’adozione di sistemi per il recupero dell’acqua piovana, la rimozione e smaltimento di elementi in cemento amianto, l’utilizzo del BACS (Building Automation Control System) nella progettazione dell’intervento, l’utilizzo i tecnologie che prevedono l’uso di fonti energetiche rinnovabili con una potenza non inferiore a 3 kW. L’eventuale recupero dei sottotetti va conteggiato entro questi limiti.
 
Per promuovere l’efficientamento energetico, fino al 31 dicembre 2020, gli interventi che garantiscono la prestazione energetica dell’intero edificio corrispondente alla classe A4, possono usufruire di un ulteriore incremento del 10%.
 
In caso di utilizzo, parziale od esclusivo, dei crediti edilizi da rinaturalizzazione, le percentuali di ampliamento possono essere elevate fino al 60%.
 
L’ampliamento può essere realizzato in aderenza, in sopraelevazione o utilizzando un corpo edilizio già esistente all’interno dello stesso lotto. Sia l’edificio che l’ampliamento devono insistere in zona territoriale omogenea propria.
 
In caso di edifici composti da più unità immobiliari l’ampliamento può essere realizzato anche separatamente per ciascuna di esse, compatibilmente con le leggi che disciplinano il condominio.
 

Riqualificazione del tessuto edilizio

Gli interventi di integrale demolizione e ricostruzione degli edifici che necessitano di essere adeguati agli attuali standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza, nonché a tutela delle disabilità, sono premiati con un incremento volumetrico fino al 25% a condizione che i nuovi edifici raggiungano la classe A1 e che siano utilizzate fonti rinnovabili.
 
Con le stesse modalità previste per gli interventi di ampliamento, la percentuale può essere elevata fino a un ulteriore 35% se i lavori hanno una serie di requisiti aggiuntivi, dall’eliminazione delle barriere architettoniche alla progettazione con strumenti all’avanguardia.
 
Fino al 31 dicembre 2020, per promuovere l’efficientamento energetico, gli interventi che garantiscono la prestazione energetica dell’intero edificio corrispondente alla classe A4, possono usufruire di un ulteriore incremento del 20%.
 
In caso di utilizzo, parziale od esclusivo, dei crediti edilizi da rinaturalizzazione, l’ampliamento può raggiungere il 100%. Se, però, entro quattro mesi dalla scadenza prevista per l’adozione della variante urbanistica è utilizzato meno del 10% del credito edilizio, la percentuale di ampliamento consentita è ridotta del 15%.
 
Per tutti gli interventi si può utilizzare la Scia.

 

Autore: Paola Mammarella per Edilportale.com - https://www.edilportale.com/news/2019/04/normativa/veneto-in-vigore-il-piano-casa-riveduto-e-corretto_69755_15.html

Alessandro Maule
  • 16 apr 2019
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16 apr 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

Con 252 voti favorevoli, nessun contrario e 199 astenuti, la Camera ha approvato la legge europea 2018 sull'incompatibilità professionale per l'agente immobiliare. Un testo, ora atteso al Senato, che contiene importanti novità per il mediatore immobiliare e che ha riscontrato il beneplacito delle principali associazioni del settore.

Legge europea 2018 e agenti immobiliari

L'obiettivo della legge europea 2018 è quella di raggiungere l'adeguamento periodico dell'ordinamento nazionale a quello europeo con l'introduzione di disposizioni modificative o abrogative di norme statali destinate a risolvere contenziosi aperti con l'Europa. Tra le novità ve ne sono alcune che riguardano anche l'incompatibilità professionale per gli agenti immobiliari. 


La legge contiene un ampliamento delle competenze in capo agli agenti immobiliari, che potranno occuparsi di tutte quelle attività afferenti alla vendita di un immobile, dalla gestione delle pulizie al ricambio della biancheria negli affitti brevi fino all'amministrazione di condominio o la consulenza in tema di mutui. 


Viene introdotta una stretta su tutte quelle professioni diverse dall'agente immobiliare, ma "afferenti allo stesso settore merceologico", come architetti, ingegneri, avvocati e commercialisti esperti di valutazioni immobiliari. Prevista anche l'incompatibilità per dipendenti di banche e assicurazioni.


La reazione delle associazioni di settore

L'approvazione di quest'ultimo punto è stato motivo di soddisfazione da parte delle principali associazioni del settore dell'intermediazione immobiliare. Il presidente nazionale di Fimaa, Santino Taverna, ha espresso "soddisfazione per l’approvazione da parte dell’Aula della Camera dei Deputati dell’art.2 del Disegno di legge Europea, senza modifiche rispetto al testo accolto dal Senato, che modifica la norma sull’incompatibilità per chi svolge la professione di agente immobiliare, escludendo dall’esercizio della stessa i dipendenti di istituti bancari, finanziari, assicurativi, di enti pubblici o privati e le professioni intellettuali in situazioni di conflitto di interesse con l’attività di mediazione. Si tratta di una norma anche a tutela dei consumatori".


Secondo il presidente di Fiaip, Gian Battista Baccarini si tratta di "un passo in avanti importante per l’intera categoria, che grazie alla nuova legge potrà modernizzarsi  e competere sul mercato con i grandi del web. Per anni Fiaip ha lavorato per aggiornare la nostra legge professionale alle mutate esigenze del mercato".


Autore: Idealista.it - https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2019/03/13/130366-incompatibilita-professionale-agente-immobiliare-la-camera-approva-la-legge

Marco Dall'Igna
  • 12 apr 2019
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12 apr 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

L’indice dei prezzi dell’immobiliare è salito del +4,2% sia nell’eurozona che nell’Ue a 28 nel quarto trimestre 2018, rispetto all’ultimo trimestre del 2017. Sono invece saliti rispettivamente del +0,7% e del +0,6% su trimestre. Sono i dati Eurostat.


In Italia, invece, si è registrato l’unico calo tra i 28 su anno con -0,6% e un calo su trimestre del -0,2%. I prezzi delle case sono invece schizzati su anno in Slovenia (+18,2%), Lettonia (+11,8%) e Repubblica Ceca (+9,9%).


Su trimestre gli aumenti maggiori si sono visti sempre in Slovenia (+6,5%)  e Lettonia (+4,3%) e poi a Malta (+3,8%), mentre ci sono stati i cali più significativi in Danimarca (-1,7%), Belgio (-0,5%), Gran Bretagna (-0,4%), e poi Italia, Svezia e Francia (tutti -0,2%).


Autore: Il Sole 24 Ore - https://www.ilsole24ore.com/art/casa/2019-04-11/prezzi-case-europa-42percento-ma-italia-calo-record--06percento-123938.shtml?uuid=ABYYONnB

Alessandro Maule
  • 12 apr 2019
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12 apr 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

Avrebbero acquisito le quote di una ditta truffando l’acquirente perché non l’avrebbero poi pagata, e incassato la caparra di un appartamento non loro.


La beffa delle compravendite. La procura ne è convinta: per gli inquirenti quelle operazioni commerciali erano state studiate per ingannare gli acquirenti. Per questo, dopo la chiusura delle indagini, il pubblico ministero Luigi Salvadori ha citato a giudizio tre persone, ipotizzando a loro carico la truffa.


Nelle prossime settimane dovranno presentarsi in aula Marisa Gaiarsa, 60 anni, residente a Montecelio Maggiore in via Ceccato, Angelo Gioffreda, 43, di Sossano, via Ceresara, e Giorgio Faccioli, 61, di Badia Polesine, nel Rodigino. Potranno invece costituirsi parte civile le due presunte vittime dei raggiri, Cristina Z., di Castelbaldo, e Natale R., di Ospedaletto Euganeo. Entrambi sono assistiti dall'avv. Roberto Busa.


I fatti contestati ai tre imputati (difesi dagli avv. Lorenzo Manfro e Angelo Cubisino) sarebbero avvenuti nella primavera di due anni fa in città. Gaiarsa avrebbe agito da amministratrice unica della società "Veghit srl", mentre Gioffreda e Faccioli in rappresentanza della stessa azienda. I tre erano entrati in contatto con Cristina Z., prospettandole la volontà di acquisire il 41 per cento del capitale sociale della "Zanitalia srl” per 160 mila euro, come da accordi nella forma di scrittura privata non autenticata. Una settimana dopo però era stato stipulato un secondo  contratto di compravendita, con scrittura questa volta autenticata, per 12 mila euro, spiegandole che così la "Veghit" avrebbe avuto un risparmio fiscale; e poi, davanti al notaio, spiegandole che gli assegni di pagamento le sarebbero stati consegnati più avanti, per motivi amministrativi. Per la procura un raggiro.


E ad essere ingannato sarebbe stato anche il pensionato Natale R., al quale era stato fatto vedere un appartamento in via Todeschini, in città, dicendogli che era della “Veghit" e che era in vendita. La presunta vittima aveva così pagato 9 mila euro a titolo di caparra confirmatoria, alla quale però non sarebbe seguito alcun contratto definitivo, anche perchè la casa non era della società degli imputati, ma di terze persone.


Il padovano, pertanto, avrebbe pagato per nulla. Entrambi avevano sporto denuncia e, al termine delle indagini, il magistrato ha ordinato il processo. In aula, dove sfileranno i te-stimoni per fare chiarezza, i tre imputati potranno far valere le loro ragioni e difendersi dalle accuse.

 

Autore: Il Giornale di Vicenza

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