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Alessandro Maule
28 dic 2018 | NEWS
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Alessandro Maule

Il sismabonus permette ai contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici di detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi. Ma per l’acquisto di case antisismiche c’è la detrazione? E in cosa consiste? A spiegarlo il Fisco.


Se gli interventi per la riduzione del rischio sismico che danno diritto al sismabonuspotenziato (detrazioni d’imposta del 70% o dell’80% a seconda che dai lavori derivi rispettivamente il passaggio a una o due classi di rischio inferiore) sono effettuati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare nei Comuni che si trovano in zone classificate a rischio sismico 1, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, chi compra l’immobile nell’edificio ricostruito può usufruire di una detrazione pari, rispettivamente, al 75% o all’85% del prezzo di acquisto (entro un ammontare massimo di 96mila euro). Per beneficiare dell’agevolazione le imprese, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, devono vendere l’immobile.


Si ricorda, infine, che i beneficiari possono optare, in luogo della detrazione, per la cessione del corrispondente credito alle imprese che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati. E’ esclusa la cessione a istituti di credito e intermediari finanziari (articolo 16, comma 1-septies, Dl 63/2013).


La detrazione relativa al cosiddetto sismabonus può essere richiesta per le somme spese nel corso dell’anno e può essere ceduta se relativa a interventi effettuati su parti comuni di edifici condominiali. La percentuale di detrazione e le regole per poterne fruire sono diverse a seconda dell’anno in cui la spesa viene effettuata. Sono concesse detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico.


L’agevolazione è rivolta sia ai contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires). Dal 2017 gli interventi possono essere realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3), individuate dall’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.


Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%).


Infine, chi compra un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, può detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro).


Autore: Idealista.it - https://www.idealista.it/news/finanza/casa/2018/12/20/129364-come-funziona-la-detrazione-per-lacquisto-di-case-antisismiche

Alessandro Maule
28 dic 2018 | NEWS
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Alessandro Maule

La legge di Bilancio ha previsto una proroga per il bonus mobili ed elettrodomestici. Sarà dunque possibile effettuare una detrazione del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici in classe A o A+ d’arredo destinati ad arredare un immobile oggetti di ristrutturazione. Ma nel bonus mobili quali interventi sono ammessi?

 

Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, è possibile fruire di una detrazione del 50% calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Il limite dei 10.000 euro riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

 

Bonus mobili interventi ammessi

Il bonus mobili spetta in caso di realizzazione di una ristrutturazione edilizia sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali. Gli interventi ammessi per poter usufruire del bonus mobili sono:

-       manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti (i lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti – per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni – non danno diritto al bonus);

-       ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;

-       restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;

-       manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.


Bonus mobili 2018 quali interventi

Gli esempi di interventi su singoli appartamenti o parti condominiali per il bonus mobili 2018 sono:


Manutenzione straordinaria

-       installazione di ascensori e scale di sicurezza;

-       realizzazione dei servizi igienici;

-       sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso;

-       rifacimento di scale e rampe;

-       realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate;

-       costruzione di scale interne;

-       sostituzione dei tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare.


Ristrutturazione edilizia

-       modifica della facciata;

-       realizzazione di una mansarda o di un balcone;

-       trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda;

-       apertura di nuove porte e finestre;

-       costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.


Restauro e risanamento conservativo

-       adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti;

-       ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio.

 

Il bonus mobili spetta per l’acquisto di mobili nuovi, ad esempio letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. E’ escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo.

 

Il bonus mobili spetta inoltre per l’acquisto di elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica. L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l’obbligo. Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

 

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.


Autore: Idealista.it - https://www.idealista.it/news/finanza/casa/2018/12/19/129337-bonus-mobili-quali-interventi-sono-ammessi

Marco Dall'Igna
28 dic 2018 | NEWS
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Marco Dall'Igna

La figlia di 13 anni presa in giro a scuola: “Sei come una rom”. Ora i genitori vorrebbero chiedere i danni o promuovere una causa.


Costretta per nove mesi a vivere in una roulotte perché la casa che avevano comprato non era mai pronta. E’ la disavventura accaduta ad una famiglia della vallata dell’Agno, che ora sta valutando se promuovere una causa civile per ottenere un risarcimento del danno che sostengono di aver subito per il comportamento che ritengono dilatorio tenuto da un agente immobiliare.


A farne le spese, oltre alla coppia di operai, anche la figlia di 13 anni, che non voleva più andare a scuola perché i suoi compagni di classe, conoscendo la situazione, la chiamavano “rom” per prenderla in giro. La singolare vicenda ha trovato finalmente soluzione ma per la famiglia si è appena chiuso un anno da incubo.


I fatti risalgono alla fine dello scorso anno, quando la coppia di operai, vicentini, sui 45 anni, ritenendo che la loro abitazione fosse diventata troppo piccola per le loro esigenze, si è rivolta ad una agenzia immobiliare della zona (non citiamo il Comune per non rendere riconoscibile la ragazzina) per comprare una casa nuova. In breve, l’agente incaricato ha trovato una soluzione per loro; gli operai, che avevano fretta di concludere ma che hanno invero poca esperienza in materia immobiliare, si sono fidati del professionista che ha proposto loro il termine di un anno per il rogito. “E’ una formula standard – avrebbe riferito -, ma vedrete che in breve sarete nella casa nuova”.


La coppia, che aveva necessità di quattrini, ha trovato in breve da vendere l’abitazione di proprietà in cui viveva ; ed ha firmato l’accordo, convinta di entrare in quella nuova in tempi stretti. In realtà, dopo un paio di settimane il costruttore della nuova palazzina ha presentato istanza di fallimento in tribunale; e la circostanza, che secondo la coppia era conosciuta all’agente, ha indubbiamente rallentato l’iter burocratico. Gli operai, in prossimità di lasciare la loro casa, hanno chiesto ed ottenuto rassicurazioni dall’agenzia: “Non vi preoccupate, nel giro di qualche giorno si sblocca tutto”.


In realtà in breve si sono trovati senza tetto; e, non sapendo bene come organizzarsi, hanno deciso di trovare momentanea sistemazione in una vecchia roulotte di proprietà. Hanno portato le loro masserizie a casa dei nonni della bambina, che però abitano piuttosto lontano dalla scuola e dalle fabbriche dove lavorano; ragion per cui non si sono sistemati da loro, ma hanno continuato a vivere in roulotte e a telefonare, senza costrutto in agenzia, dove hanno sempre riferito loro che era questione ancora di pochi giorni.


In questa maniera sono passati i mesi, e la ragazzina non ne voleva più sapere di andare a scuola: “Mi prendono in giro, mi dicono che vivo in una roulotte come i rom, io non ne posso più”.


Il rogito è stato firmato l’ultimo giorno utile prima della scadenza dell’anno; e la famiglia ha potuto trasferirsi dopo 9 mesi vissuti in condizioni non accettabili. “Una volta che ci siamo sistemati, abbiamo deciso di rivolgerci all’avvocato Alberto Lorusso per farci tutelare”, spiegano gli operai, che ora vorrebbero ottenere giustizia per quanto hanno patito. Spiegano di avere sì sottoscritto quell’accordo, ma senza comprendere bene le possibili conseguenze; e ora stanno valutando se promuovere una causa civile, perché si sentono beffati dal comportamento dell’agenzia “che avrebbe potuto farci sapere quali sarebbero stati i tempi, perché così saremmo andati in affitto, e invece ci ha tenuti in sospeso all’infinito, rovinandoci la vita.


Autore: Il Giornale di Vicenza

Marco Dall'Igna
28 dic 2018 | NEWS
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Marco Dall'Igna

E’ considerata l’annata migliore degli ultimi tempi. L’albergatore Mosele: “Non solo sci ma anche natura. C’è una riscoperta del nostro territorio”


Asiago batte Cortina nella classifica delle località di montagna venete più ricercate per l’affitto di una casa per la stagione invernale. Lo conferma il sito Subito.it dopo aver analizzato le richieste giunte al suo portale internet nelle ultime settimane. L’analisi conferma anche la tendenza degli italiani che preferisce trascorrere il Natale in famiglia e solo successivamente dedicarsi alle vacanze invernali visto che buona parte delle richieste di affittanza si concentrano nella settimana tra Santo Stefano e il Capodanno.


Il capoluogo altopianese risulta secondo assoluto nella specifica classifica di Subito.it; solo Roccaraso, con i suoi 130 km di piste e 32 impianti di risalita, si rivela la stazione sciistica più cercata dagli italiani prima di Asiago sottolineando anche che sotto il nome del capoluogo vengono ricercate case delle vacanze su tutto il territorio dei Sette Comuni. La perla delle Dolomiti Cortina invece si ferma al 12° posto in classifica.


Un andamento positivo confermato da tutti gli operatori turistici altopianesi, sia da chi affitta appartamenti sia dal settore alberghiero. Dall’Immobiliare Mara di Gallio Laura Segafreddo indica come “l’andamento è sicuramente buono, simile all’anno scorso, nonostante l’anno scorso l’Altopiano fosse già tutto innevato quindi un ottimo segnale. Purtroppo le richieste si limitano alla settimana tra Natale ed il Capodanno. Solo pochi clienti proseguono fino a dopo l’epifania e per il periodo dopo le feste ancora dobbiamo iniziare a ricevere conferme”.


“Un’ottima partenza stagionale con più prenotazioni rispetto agli anni scorsi, anche se si prevede il cambio tra il dopo Natale e il dopo Capodanno – aggiunge Alice Frigo dell’Immobiliare Frigo di Asiago – Già le richieste sono partite settimane fa, con la prima neve in paese la domanda è incrementata ancora. Per ora ci sono ancora poche domande per il dopo feste anche se già ci sono numerosi contatti in atto; è evidente che si attendono le grosse nevicate che arrivano oramai dopo le feste dove lo sci, ma anche i divertimenti sulla neve, saranno garantiti”.


Anche dal fronte alberghiero le prospettive sono positive e con grande anticipo. “Le prenotazioni sono iniziate molto presto rispetto all’anno scorso – indica Paola Dal Sasso dell’Hotel Paradiso di Asiago – non possiamo ancora parlare del tutto esaurito ma siamo sulla buona strada. Gran parte degli arrivi sono previsti per il giorno dopo Natale ma ci sono anche persone che trascorreranno il Natale con noi in albergo”.


Da Canove di Roana l’albergo Vecchia Stazione considera queste festività tra le migliori degli ultimi anni proprio per la quantità di domande di informazioni che stanno quotidianamente giungendo. “Siamo già al completo – commenta il titolare Amanzio Mosele – l’Altopiano da sempre piace ma ho l’impressione che c’è stata anche una riscoperta del nostro territorio non solo come località sciistica ma anche come luogo dove si sta bene e dove rilassarsi nella natura”.


“Una natura ferita, è vero – ha chiuso Mosele – ma non meno bella con ampie distese di prati e boschi innevati che, con la luce di questi giorni, sono un piacere per gli occhi”.


Autore: Il Giornale di Vicenza

Marco Dall'Igna
28 dic 2018 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Per le tasse pagate in ritardo gli interessi triplicheranno da gennaio, ok al superbonus ma solo per chi rottama, mentre resta l’ecotassa.


Arriva il superbonus ma solo per chi rottama mentre l’ecotassa resta e non tocca solo le auto di extra lusso. Bloccati da giorni i lavori in Parlamento sulla manovra non hanno ancora ripreso ma governo e relatori hanno presentato un pacchetto di emendamenti che però non toccano i saldi della legge di Bilancio.


Sono in arrivo anticipazioni di risorse da banche e Cdp per accelerare il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione nel 2019 mentre dal 2020 chi non rispetta i tempi o non sarà efficiente nello smaltimento dello stock di debiti arrivano tagli alle spese per i consumi intermedi e multe, che, nel caso della sanità, costeranno parte delle indennità  a direttori generali e amministrativi.


Tutto questo mentre è in arrivo una stangata sul fronte delle tasse pagate in ritardo: dal primo gennaio il tasso degli interessi legali viene quasi triplicato: passa dallo 0,3% applicato nel 2018 allo 0,8% previsto per il 2019. Il nuovo tasso è stato stabilito dal ministero dell’Economia e delle Finanze del 12 dicembre 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 dicembre. Inoltre come ha ricordato l’Asaps, l’associazione sostenitori e amici della polizia stradale, arriverà ad inizio 2019 l’aumento biennale del 2,2% degli importi delle sanzioni al Codice della Strada. Confermate dall’Istat le stime dell’associazione che stabiliva una proiezione del 2,4%.


Sulla manovra si continua intanto a limare e modificare: contributo pieno, di 6000 euro, solo per chi rottama l’auto e compra un’elettrica nella fascia di emissioni 0-20 grammi/km di Co2. Per la fascia di 21-70 grammi/km di Co2, si scende a  2500 euro. Senza rottamazione si avranno 4mila euro nella prima fascia e 1500 nella seconda. Coperture dall’ecotassa. 60 milioni nel 2019 e 70 per 2020-21.


L’ecotassa sulle auto più inquinanti da 1100 a 2500 euro, dal primo marzo, avrà 4 soglie: per i veicoli che emettono da 161 a 175 Co2 g/km, l’imposta è 1100 euro; sale a 1600 per la fascia 176-200 Co2 g/km e a 2000 per la fascia 201-250 Co2 g/km. C’è poi l’ecobonus fino a 3000 euro per l’acquisto di un motorino elettrico o ibrido. Il contributo, fino al 30%, è previsto per chi rottami una moto di cilindrata inferiore o superiore ai 50cc per comprare un veicolo non inquinante della stessa categoria.


Arrivano poi tutele ad hoc per gli eventi sportivi live (il giudice può disporre l’inibizione anche “a tutto il campionato o evento sportivo”) mentre sul fronte permessi e viabilità gli Ncc, il cui settore ieri ha manifestato davanti al Senato potranno operare in ambito provinciale ma senza dover tornare sempre in rimessa. E’ stato poi considerato inammissibile l’emendamento che dà risorse per la riparazione delle buche di Roma con l’intervento del Genio militare. Tuttavia, dovrebbe arrivare una riformulazione del testo. Tagli ai premi Inail, paga anche sicurezza sul lavoro: la revisione delle tariffe vale circa 1,5 miliardi nel triennio (410 milioni nel 2019, 525 nel 2020, 600 nel 2021). In parte le coperture arrivano da una sforbiciata alle “risorse strutturali” dell’Inail per salute e sicurezza del lavoro. Infine più assunzioni per le università virtuose. Stanziati 25 milioni l’anno per 2 anni.


Autore: Il Giornale di Vicenza 

Alessandro Maule
22 dic 2018 | NEWS
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Alessandro Maule

Donazioni o successioni? Dal punto di vista fiscale, cosa conviene? A fornire la risposta è l’attuale normativa, vediamo perché.


Come evidenziato da un articolo pubblicato di recente sul quotidiano La Stampa, dal punto di vista meramente fiscale, l’attuale normativa rende indifferente la scelta tra donazione e successione, sia in termini di aliquote di imposta che di franchigia. Alle due fattispecie è stata infatti riservata la medesima applicazione impositiva.


Come spiegato, ad esempio, fra coniuge, superstite dell’unione civile e parenti in linea retta è prevista un’esenzione d’imposta fino a 1 milione di euro per ogni erede. Tale franchigia è pari a 100.000 euro in caso di fratelli e sorelle e a 1.500.000 euro nel caso di persone portatrici di handicap.


Le aliquote delle imposte extra franchigia, inoltre, sono fisse e non progressive:

·         4% per coniuge, superstite dell’unione civile e parenti in linea retta;

·         6% per fratelli e sorelle;

·         8% per soggetti diversi da parenti e affini.

Questo significa che il tentativo di frazionare il patrimonio, attualmente, non permette alcun beneficio fiscale. Nel passato, invece, il sistema di determinazione delle imposte e la possibilità di frazionare il patrimonio ai fini della determinazione dell’aliquota progressiva rendevano le donazioni più convenienti dal punto di vista fiscale.


Ma la scelta tra donazione e successione dipende anche da altre variabili, come la tempistica di spossessamento da parte del soggetto proprietario dei beni: una donazione fatta oggi poggerebbe su aliquote e franchigie vigenti, in caso di successione futura non sarebbero ipotizzabili le misure delle stesse alla data del decesso. In pratica, su una donazione fatta oggi si applicano le imposte in vigore al momento della sottoscrizione dell’atto di donazione; su una successione futura si applicheranno le imposte in vigore in quel preciso momento e qui entrano in gioco le incognite.


Per quanto riguarda aliquote, franchigie e sistema di determinazione catastale della base imponibile, ad oggi l’Italia ha uno dei sistemi impositivi più convenienti a livello mondiale, ma da parte di varie Organizzazioni economiche ne viene richiesto il rialzo.


Nel caso in cui prevalga il timore soggettivo per futuri rialzi, a fronte di uno spossessamento fiscale da parte del donante, ne deriva una necessaria anticipazione delle imposte ipotecarie e catastali sulla parte immobiliare.


Anche per quanto riguarda le impugnazioni delle donazioni o dei testamenti che ledono la legittima non esistono differenze, mentre nel primo caso persistono i problemi connessi alle possibili azioni revocatorie, di restituzione o riduzione degli immobili oggetto di precedenti donazioni.


Si ricorda, in conclusione, che la donazione è il contratto con il quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione. Costituiscono oggetto di donazione tutti i beni e i diritti che possono arricchire il patrimonio del donatario, come ad esempio immobili, crediti, aziende, denaro, veicoli o opere d’arte. Possono donare solo coloro che possono disporre liberamente dei propri beni.


Autore: Idealista - https://www.idealista.it/news/finanza/casa/2018/11/13/128830-donazione-o-successione-cosa-conviene

Marco Dall'Igna
20 dic 2018 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Il bonus ristrutturazioni è tornato d’attualità pochi mesi fa, in particolare il 19 settembre, quando l’Agenzia delle Entrate ha risposto a un interpello presentato da un contribuente. La questione presentata dal cittadino era molto semplice: l’agevolazione fiscale, pari al 50% della spesa sostenuta, è valida anche su box e posti auto?

 

La risposta è sì, ma solo se i box e i posti auto sono stati realizzati ex novo. Non è quindi riconosciuto alcun bonus nel caso in cui siano invece stati ricavati da un immobile preesistente. La normativa stabilisce tuttavia che l’agevolazione spetta anche per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune. Pure gli acquirenti di box e posti auto pertinenziali già realizzati potranno usufruire della detrazione d’imposta, che non si calcolerà sul prezzo di vendita ma sulle spese sostenute per la sua effettiva realizzazione (servirà dimostrarlo con un’apposita attestazione rilasciata dal venditore).

 

L’Agenzia delle Entrate ha anche spiegato che cosa si intende per realizzazione dei box e dei posti auto così da chiarire i dubbi sulla possibilità di detrarre le spese per l’acquisto di box auto già realizzati. In sostanza chi vende il box deve averlo realizzato ex novo la prima volta. Altrimenti, se è stato ricavato da un edificio già esistente non sono riconosciute detrazioni.

Nello specifico, il contribuente che ha presentato l’interpello ha acquistato un box auto che – come spiega l’Agenzia delle Entrate – “deriva da un intervento di ristrutturazione di un immobile ad uso abitativo con cambio di destinazione d’uso e non da un intervento di nuova costruzione”. Per questo, dunque, le spese sostenute dal contribuente per il box non rientrano nella casistica prevista dal bonus ristrutturazioni.


Autore: Giovanni Marrucci - https://www.immobiliare.it/news/bonus-ristrutturazioni-anche-sul-box-auto-solo-se-realizzato-ex-novo-36181/

Alessandro Maule
18 dic 2018 | NEWS
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Alessandro Maule

Nella bozza del disegno di Legge di Bilancio 2019 (ex Stabilità) all’articolo 9 è prevista la possibilità di estendere la cedolare secca anche agli affitti commerciali e relative pertinenze locate congiuntamente, prima riservata esclusivamente agli immobili ad uso abitativo. L’estensione della cedolare su questo tipo di immobile è stata fortemente voluta dalle associazioni di categoria, che tutelano i diritti dei proprietari degli immobili in affitto, come strumento per combattere la crisi che sta attraversando questo settore.

Il sistema della Cedolare Secca consiste nell’applicazione di un’imposta sostitutiva, che si applica su opzione del locatore. Chi la esercita applicherà una percentuale fissa che non si cumulerà agli altri redditi del titolare dell’immobile. Le percentuali in vigore sono:

§  21% per i contratti a canone libero;

§  10% per i canoni relativi ad immobili affittati a canone convenzionato.


Un sistema semplice che si è rivelato un vero alleato contro il fenomeno degli affitti in nero, secondo dati ufficiali  grazie alla cedolare gli introiti del 2017 sono aumentati del 8,8% rispetto all’anno precedente.

 

Se l’articolo inserito nel Ddl Bilancio 2019 verrà confermato, la si potrà utilizzare anche per agli immobili ad uso commerciali, e potrà essere applicata nelle seguenti casistiche:

1.    Il canone di locazione deve essere stipulato nell’anno 2019 (al 15 ottobre 2018 non dovrà già risultare in essere un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile);

2.    Le unità immobiliari devono essere classificate nella categoria catastale C/1 (Negozi e botteghe), relative pertinenze locate congiuntamente C/2 (Magazzini e locali di deposito) , C/6 (Stalle, scuderie, rimesse, autorimesse senza fine di lucro)e C/7 (Tettoie chiuse od aperte);

3.    La superficie dell’immobile deve essere inferiore a 600 mq, al netto delle pertinenze.


Cedolare secca affitti commerciali: a chi conviene?

Di sicuro al proprietario dell’immobile. Se si rientra nei requisiti descritti sopra, si può scegliere di applicarlo, dobbiamo ricordare che è un regime facoltativo sta a all’interessato scegliere e soprattutto capire se ci sia un reale vantaggio economico.

Nel regime ordinario sugli immobili locati si paga l’Irpef e le addizionali in base al proprio scaglione di reddito così suddiviso:

§  23% per i redditi fino a 15.000,00

§  27%  per i redditi fino a 28.000,00

§  38 % per i redditi fino a 75.000,00

§  43% per quelli oltre

 

Chi decide di optare per la cedolare secca andrà a pagare un’imposta sostitutiva del 21% per i canoni fissi o del 10% per i canoni concordati.

Alla luce di quanto detto sopra si capisce che tale regime è estremamente conveniente rispetto a quello ordinario. Tra l’altro non si è soggetto né a bolli né ad imposta di registro.

Secondo i dati della Confedilizia, grazie alla sua introduzione la “propensione all’inadempimento” si è ridotta del 40%; questo fa sperare che l’estensione al settore commerciale possa far aumentare il gettito erariale e far emergere il sommerso.



Fonte: 
https://www.lavoroediritti.com/fisco-tasse/cedolare-secca-affitti-commerciali#ixzz5a1QqNbaP

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