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Marco Dall'Igna
  • 19 dic 2019
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19 dic 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Nel 2020 cambiano i parametri per usufruire di bonus e detrazioni fiscali per la casa. La Manovra, infatti, introduce limiti a seconda delle fasce di reddito (tranne per le agevolazioni per i mutui prima casa). Vediamo cosa cambia con l’arrivo del nuovo anno.

Sostanzialmente gli “aggiustamenti” del governo sono stati calibrati per “colpire” i contribuenti più ricchi. Il riordino delle detrazioni fiscali è inserito nella legge di Bilancio in discussione al Senato. Nel dettaglio la fascia penalizzata è quella a partire dai 120mila euro di reddito annuo, per la quale, con diversi scaglioni le detrazioni fiscali vanno a ridursi gradualmente sino ad annullarsi per i redditi che superano la soglia dei 240mila euro.

Detrazioni mutui prima casa

Non tutte le detrazioni fiscali seguiranno questa logica, però. Anche per il 2020, infatti, le spese per gli interessi dei mutui prima casa si applica indistintamente a tutta la platea dei contribuenti, senza limite di reddito alcuno. Per tutti, infatti, si applica la detrazione fiscale del 19%. Stesso identico discorso anche per le spese sanitarie (detrazione al 19% nel 730 senza limitazioni di reddito).


Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Economia, i contribuenti con un reddito che supera i 120mila euro nel 2018 erano 302.266, lo 0,73% del totale. Ma versano il 18% dell’Irpef netta, 24 miliardi di euro su 157 complessivi. Sono soggette alle riduzioni in base al reddito (a partire dai 120mila euro lordi annui), tra le detrazioni che riguardano la casa nel 2020, le spese per gli affitti degli studenti fuori sede.


Un po’ come accade anche per la detrazione prevista per famigliari a carico e redditi di lavoro, il reddito complessivo utile che va a stabilire le detrazioni a cui può accedere il contribuente sono determinate al netto del reddito derivante dalla proprietà immobiliare adibita ad abitazione principale.

Confermate le detrazioni casa 2020

La legge di Bilancio 2020 ha confermato diverse detrazioni per la casa che, di fatto, restano escluse dai tagli di bonus e agevolazioni fiscali. Si tratta di agevolazioni per riqualificazione energetica degli edifici e quelli per ristrutturazioni edilizie le cui aliquote sono tra il 50 e il 65%, così come il sismabonus o alcune detrazioni per erogazioni liberali al 24%. Alcune di queste figurano nella lista delle 51 deduzioni più utilizzate dai contribuenti italiani. Vediamo quali sono:


Bonus Verde:prevede una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per gli interventi di cura, ristrutturazione e irrigazione del verde privato;


Ristrutturazioni: permette di usufruire della detrazione per le ristrutturazioni edilizie nella misura del 50% con limite di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare fino al 31 dicembre del 2020;


Ecobonus: detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici nella misura del 65% fino al 31 dicembre del 2020. L’importo da portare in detrazione può variare dal 50% al 85% della spesa in base alle caratteristiche dell’intervento e la detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo;


Mutui abitazione principale: come già detto, oltre a poter accedere a offerte specifiche da parte di alcune banche, può beneficiare di una detrazione Irpef del 19% degli interessi passivi fino ad un massimo di 4000 euro;


Sismabonus: le spese sostenute per la messa in sicurezza antisismica degli immobili compresi nelle zone ad alta pericolosità è uguale al 70% delle spese sostenute;


Bonus Mobili: detrazione del 50% per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici in classe A o A+ per un importo massimo di 10.000 euro.

Le limitazioni alle altre detrazioni fiscali 2020

Seguiranno invece le riduzioni previste per le fasce di reddito tra i 120mila e i 240mila euro, invece, altre detrazioni fiscali che esulano dalle misure per la casa. Vediamo quali:


- spese veterinarie;

- spese per lo sport di figli a carico;

- spese per i servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordomuti;

- spese funebri;

- spese per l’Università;

- spesa per la scuola dell’infanzia del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado;

- spese per minori o maggiorenni a carico con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa);

- spese per i premi per le assicurazioni sulla vita o quelle per il rischio di eventi calamitosi sulla casa.

 

Autore: Idealista.it - https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2019/12/12/137741-detrazioni-casa-2020


Marco Dall'Igna
  • 19 dic 2019
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19 dic 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna


Ieri sera mi ha chiamato un mio cliente per il quale sto seguendo la vendita di un immobile a Schio, chiedendomi di passare da lui quando possibile… Questa mattina alle 9.00 ero a casa sua!!!

 

Iniziamo la conversazione, mi chiede come sto, famiglia ecc.. (solite domande di circostanza tra cliente e professionista ma anche tra due persone che ormai si conoscono da più di tre anni, per altre operazioni immobiliari).

 

Lui: “Ti ho invitato per riferirti che mi hanno chiamato dei tuoi colleghi di 3 agenzie diverse, dicendomi che sono interessati al mio immobile e che hanno un cliente pronto a comprarlo”

 

Io: “Molto bene e tu cosa hai risposto?”

 

Lui: “Sai, gli ho riferito di chiamarti così da parlare con te ma niente.. loro non collaborano..”

 

Li per li mi stavo già innervosendo.. ma quando dalla sua bocca sono uscite le parole che adesso Ti riporto, mi sono sentito fiero di quello che faccio e di quello che sono, ed è proprio per questo che adesso le sto condividendo con te!

 

Lui: “…Io gli ho ribadito di chiamarti e trovare un accordo, ma sono stati categorici dicendomi che loro non lavorano così e non collaborano con le altre agenzie!! AH NON COLLABORATE?? BEH MOLTO PEGGIO PER VOI – gli ho detto - PERCHE’ MARCO E LA SUA AGENZIA CENTRO CASA COLLABORA E COSI’ FACENDO VI SIETE PERSI UN’OCCASIONE!!! Ma di che agenzia siete?!? Ecco cari XXX, non vi preoccupate di quando decade l’incarico perché tanto NON VE LO DAREI COMUNQUE!!”

 

Non hai idea di che gioia immensa nel sentirsi apprezzati e valorizzati in questo modo!!! Sto pubblicando questo articolo con la speranza che le agenzie che hanno contattato il mio cliente si riconoscano… e per aggiungere che comunque...

 

L’INCARICO E’ DECADUTO 3 MESI FA’!!! Ma quando subentra la fiducia e la stima reciproca non c’è documento scritto che tenga… ;) 

 

Marco D.

Staff Centro Casa. 

Alessandro Maule
  • 19 dic 2019
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Alessandro Maule


Altro che successione, gli italiani continuano a preferire la donazione come strumento di distribuzione del patrimonio in famiglia.

Lo dimostra l’ultimo Rapporto dati statistici notarili relativo al primo semestre di quest’anno, condotta dal Consiglio Nazionale del Notariato che evidenzia un aumento annuale delle donazioni immobiliari del 2,29% e dell’1,18% quelle mobiliari.

Per tutte le donazioni, eccetto solo quelle di modico valore, è obbligatorio l’utilizzo dell’atto pubblico e nel dato sono comprese quelle effettuate nell’ambito di patti di famiglia.

Donazioni diffuse soprattutto al Sud

Un’analisi di tipo geografico, mostra che le donazioni immobiliari restano più comuni al Sud, dove si concentra oltre il 35% delle donazioni di immobili, con la sola eccezione di Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige in cui la percentuale di donazioni immobiliari rapportato al numero di abitanti è tra le più alte d’Italia.

Senza particolari variazioni la distribuzione territoriale delle donazioni immobiliari rispetto al 2018. Uniche regioni che fanno registrare un incremento percentuale tra i due semestri intorno all’11% sono Umbria, Calabria e Sardegna.

Asset più donato, il fabbricato

Tra le varie tipologie di beni donati si riscontra che, rispetto al primo semestre dello scorso anno, sono in netto aumento le donazioni di aziende (+20,36), in leggero incremento quelle di azioni e quote (+3,62%), mentre diminuiscono, seppur di poco, le donazioni di denaro (-1,52%).

Decisamente in calo le donazioni di nuda proprietà di quote e azioni (-29,09%) rispetto al primo semestre 2018.

Tra le donazioni di beni mobili rimangono maggiormente diffuse quelle relative al denaro, alle azioni e/o quote e alle aziende, concentrate prevalentemente al nord con la Lombardia che rimane la regione in testa per numero di donazioni mobiliari (circa il 26% del totale), sebbene in calo di oltre 2 punti rispetto al primo semestre 2018, e con un incremento del numero di atti per il Sud e nelle Isole, il che costituisce una novità rispetto alle rilevazioni precedenti.

L’immobile più donato rimane il fabbricato (53,54% del totale) e nel raffronto con il primo semestre 2018, le percentuali relative alle donazioni di fabbricati in piena proprietà e in usufrutto subiscono un incremento rispettivamente del 4,11% e del 3,06%, mentre scendono leggermente quelle della nuda proprietà (-1,15%), sostanzialmente stabili le donazioni di terreni agricoli.

Identikit di donanti e donatori

Stabile, infine, è il quadro anagrafico sia dei donanti, sia dei donatari: la maggior parte dei secondi è compresa tra 18 e i 55 anni, così come resta molto diffusa la cessione a favore degli ultracinquantacinquenni dell’usufrutto, mentre la maggior parte dei donanti ha dai 55 anni in su.

Autore: Mariangela Tessa per Wallstreetitalia - https://www.wallstreetitalia.com/altro-che-successione-sempre-piu-italiani-optano-per-la-donazione/?amp


Marco Dall'Igna
  • 12 dic 2019
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Marco Dall'Igna

Niente più "sconto in fattura": il Parlamento hanno dato lo stop alla norma discussa che era stata introdotta nel Decreto Crescita. Costringere le aziende, specie le meno robuste, ad anticipare agli utenti i soldi previsti dall'eco-bonus, avrebbe messo in seria difficoltà il flusso di liquidità delle Pmi dell'edilizia e dell'impiantistica. Ora in commissione Bilancio del Senato è passato un emendamento che blocca la norma: le categorie economiche hanno vinto la loro battaglia.


CONFINDUSTRIA.

«Siamo felici che il nostro appello rivolto ai parlamentari vicentini lo scorso ottobre e ribadito pubblicamente non più di una settimana fa al sottosegretario all'economia Pier Paolo Baretta, abbia trovato un riscontro concreto, togliendo così, dal capo dei nostri imprenditori, una spada di Damocle terribile», è il commento a caldo di Luciano Vescovi, presidente di Confindustria Vicenza. «Quel provvedimento, che obbligava le Pmi ad anticipare al cliente, mediante uno sconto insostenibile in fattura che poteva arrivare addirittura all'85% del lavoro, gli effetti di sisma ed ecobonus statali, era di fatto una condanna per le imprese medio-piccole che da un punto di vista prettamente finanziario non hanno le spalle così larghe da potersi sostituire allo Stato. Quell'articolo del Decreto Crescita poteva comportare crisi di liquidità immediate per cui salutiamo con soddisfazione questa decisione del Parlamento. Nella speranza che tutto sia confermato».


CONFARTIGIANATO.

«Il Parlamento ha compreso le ragioni di Confartigianato e la necessità di ristabilire nel mercato corrette condizioni di concorrenza che non penalizzino gli artigiani e le piccole imprese», sottolinea la sua soddisfazione in una nota Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Veneto e Vicenza. «Questo importante risultato è soprattutto frutto di una azione di lobby coordinata tra il nazionale - che ha messo a disposizione anche una straordinaria piattaforma digitale di condivisione dei lavori parlamentari- e il territorio, in particolare quello veneto. Confartigianato Veneto è stata protagonista di diversi incontri con tutti i parlamentari locali a cui è stato consegnato un preciso emendamento che è stato non solo recepito ma votato ieri all'unanimità in commissione al Senato. Un grazie in particolare alla senatrice Roberta Toffanin di Padova, prima firmataria del nostro emendamento. Ma analoghi emendamenti soppressivi sono stati presentati da tutti i gruppi parlamentari. La volontà di cancellare la misura del Decreto Crescita è stata quindi unanimemente condivisa. In questi mesi ci siamo battuti per chiedere l'eliminazione di una misura che avrebbe escluso dal mercato una grossa fetta delle 60mila impresse artigiane venete del "sistema casa" (costruzioni, installazione impianti, serramenti). Le nostre ragioni sono state condivise dall'Autorità Antitrust intervenuta anche nei confronti del Governo e del Parlamento proprio per chiedere modifiche alla norma».


IL MERCATO.

«L'abrogazione dello sconto in fattura - aggiunge Bonomo - consentirà di restituire equilibrio ed efficacia a un sistema di incentivi che rappresenta un valido strumento per la riqualificazione energetica e la sostenibilità del patrimonio immobiliare e per il rilancio del settore costruzioni. Auspichiamo che l'aula non stravolga questa decisione». La norma peraltro era accusata di incostituzionalità. In Veneto il mercato sostenuto dall'ecobonus ammonta, nel 2018 (dati Enea), a 541 milioni di investimenti (il 16,3% dei 3,3 miliardi a livello nazionale) e 42mila interventi. Negli ultimi 5 anni - segnala Confartigianato - le cifre salgono a oltre 2 miliardi di investimenti e 215 mila interventi. Il 31,4% di interventi è in serramenti, il 24% per pareti verticali (e il 15,4% orizzontali), il 12,6% in caldaie a condensazione, il 7,4% pompe di calore, il 4% schermature solari, l’1,1%in solare termico e 0,75% impianti a biomassa.


CNA.

«È una vittoria dell'artigianato e delle piccole imprese che hanno testardamente e pervicacemente denunciato i nefasti effetti che lo sconto in fattura avrebbe provocato nel nostro settore e ne ha chiesto sin da subito l'abrogazione», dice Alessandro Conte presidente di Cna Veneto: «È una vittoria di chi ha sempre mantenuto una posizione coerente, convinto della giustezza delle sue idee».


Autore: Il Giornale di Vicenza

Alessandro Maule
  • 07 dic 2019
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07 dic 2019 | NEWS
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Alessandro Maule

Il 16 dicembre 2019 è l’ultimo giorno per versare il saldo dell’Imu-Tasi: anche quest’anno, come in passato, l’adempimento non riguarda la prima casa, a meno che non si tratti di un immobile di pregio. Vediamo di seguito le principali casistiche.


CASO A: SALDO PAGATO A GIUGNO
Se a giugno 2019 è già stato pagato il saldo bisogna solo verificare se l’aliquota pagata sia sempre la stessa a dicembre 2019. Questo perché i Comuni a volte pubblicano la delibera in ritardo. Quindi:


1) se l’aliquota è la stessa (ed è cosi nel 99% dei casi) fino a giugno del 2020 non è necessario fare nulla;

2) se l’aliquota invece nonè la stessa è necessario calcolare e pagare la differenza. È infatti difficile il caso che si vada a credito perché vorrebbe dire che il Comune ha abbassato l’aliquota.


Come si controlla se l’aliquota è la stessa:
1) si va sul sito del ministero e si legge la delibera comunale;
2) se invece la lettura della delibera risultasse complessa è possibile utilizzare il calcolatore Iuc del Sole 24 Ore.


Ecco le istruzioni:
3) cliccare su Calcolo IMU + TASI; nella schermata che si apre inserisci il nome del Comune;
4) a questo punto si apre un menu a tendina; alla voce “Tipologia immobile” bisogna flaggare, per una seconda casa, su “Altri immobili”;
5) inserire la rendita catastale;
6) inserire l’aliquota del proprio Comune; in genere, nel calcolatore del Sole 24 Ore è presente l’aliquota aggiornata, ma se si vuole verificare la situazione è necessario posizionarsi all’inizio della pagina del calcolatore, dove compare la scritta ” Vuoi consultare le informazioni relative al tuo Comune?“; fare click sulla scritta e controllare anche qui la delibera Imu-Tasi 2019 e qual è l’aliquota;
7) inserire infine la quota di possesso, i mesi di possesso e gli altri dati richiesti. A questo puntosi ottiene l’imposta dalla base o valore imponibile calcolata in automatico.


CASO B: A GIUGNO È STATO PAGATO SOLO l’ACCONTO

Il percorso è identico al controllo dell’aliquota del CASO A. Nella stragrande maggioranza dei casi si paga quanto pagato a giugno, quindi è sufficiente replicare l’F24 barrando saldo al posto di acconto.


CASO C: CASA COMPRATA NEL CORSO DELL’ANNO

I calcoli vanno rifatti comunque: il calcolatore Imu ne tiene conto considerando i mesi di possesso se in quel mese la casa è stata posseduta per almeno 15 giorni (articolo 9 Dlgs 23/11). Se la casa è stata comprata prima del 16 giugno, ed è stato versato un acconto, il 16 dicembre si pagherà per tutto questo secondo semestre. Se la casa è stata acquistata dopo il 15 giugno, si pagherà solo il secondo semestre, a saldo.


Come si paga l’Imu e dove
L’F24 si può compilare online sul sito della propria banca o si può pagare in versione cartacea in posta o in banca. Oppure con bollettino postale allo sportello o sul sito di Poste italiane.


Come compilare l’F24 sul calcolatore Imu online
Quando, usando il calcolatore Imu, si inserisce il nome del Comune appare il codice Comune (per esempio H501 per Roma, F205 per Milano, L219 per Torino) da riportare sull’F24. Poi bisogna aggiungere:
- una crocetta su saldo;
- il codice tributo: 3918 per la seconda casa;
- la rateizzazione: 0101;
- l’anno: 2019
- l’importo: il 50% (acconto) o il 100% (saldo) dell’imposta totale. In caso di acconto il saldo scade il 16 dicembre 2019.
Attenzione: nel calcolatore Imu è necessario calcolare un mese se in quel mese è stata posseduta la casa per almeno 15 giorni (art. 9 Dlgs 23/11).


Imu, come si arrotonda?
All’euro per difetto sotto 49 centesimi, all’euro per eccesso dai 50 centesimi in su.

 

Autore: Enrico Bronzo e Saverio Fossati per Il Sole 24 Ore - https://www.ilsole24ore.com/art/imu-2019-come-calcolare-e-pagare-l-imposta-ACUvUb2

Centro Casa Schio
  • 19 nov 2019
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19 nov 2019 | NEWS
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Centro Casa Schio

Questo è uno dei miti più grandi dell’immobiliare e una frase che mi sono sentito ripetere spesso da quelle persone che in un primo momento pensavano di poter fare a meno dell’agenzia immobiliare per vendere la propria casa.


Effettivamente alcune case sono situate in una posizione privilegiata, in uno di quei quartieri dove le persone fanno a pugni per vivere, dove le case in vendita sono poche e il numero di richieste è veramente alto.

 

Quando una di queste case viene messa sul mercato ad un prezzo corretto viene venduta abbastanza rapidamente.

 

Però devi tener presente che il lavoro di un agente immobiliare, sempre che lavori in maniera professionale e non come facevano i vecchi sensali di piazza che mediavano il commercio delle mucche, non è quello di fare pubblicità alla casa.

 

Il ruolo di un agente immobiliare professionale è quello di accompagnare te e l’acquirente dalla visita fino all’atto notarile offrendo assistenza per risolvere tutti quei piccoli o grandi problemi che inevitabilmente sorgono durante una vendita importante come quella di una casa


Alcuni proprietari di case che inizialmente decidono di vendere la loro casa come privati lo fanno perché sono stati consigliati in questo modo da amici e familiari che gli dicono frasi tipo:

mio cugino ha venduto da solo e ha risparmiato 5.000 € di provvigioni; Mario ha fatto tutto da solo e non ha dovuto pagare l’agenzia, e tante altre frasi del genere.

 

Secondo questi “consiglieri” per vendere una casa non sono necessarie specifiche azioni di marketing, nessuna competenza per gestire la trattativa, nessuna capacità per individuare potenziali problemi e risolverli; insomma non sono necessarie tutte quelle abilità specifiche che un agente immobiliare professionale dovrebbe possedere.

 

Quando una vendita va in porto e non sorgono problemi questo mito viene alimentato ma considera che circa il 38% delle persone che hanno provato a comprare o vendere casa da sole ha detto che non lo farebbe mai più

 

Se comunque hai deciso di vendere senza l’aiuto di un agente immobiliare ecco alcuni suggerimenti che ti consiglio di seguire:

  • Assicurati di stabilire il prezzo corretto confrontando casa tua con le case vendute da pochi mesi e con le case attualmente in vendita, non considerare come unico termine di paragone la superficie perché sarebbe un errore.
  • Prepara l’interno della casa e, se hai una villetta a schiera o indipendente, sistema anche l’esterno perché sarà quello che le persone vedranno per primo.
  • Prepara tutta la documentazione della casa: la visura catastale, la planimetria catastale, una lettera dell’amministratore che certifichi che non hai debiti con il condominio e non ci sono lavori in previsione. 
  • Se hai  animali domestici, assicurati che rimangano in un posto dove non diano fastidio alle persone che visitano la casa, non tutti amano gli animali.
  • Se hai  animali domestici, assicurati che rimangano in un posto dove non diano fastidio alle persone che visitano la casa, non tutti amano gli animali.
  • Devi essere disponibile a ricevere le telefonate delle persone che vogliono vedere la casa 7 giorni alla settimana, e fare appuntamenti ad ogni ora del giorno.
  • Cerca una persona che sappia scattare le fotografie della casa in modo da renderla interessante
  • Metti annunci sui portali immobiliari e crea una campagna di marketing nella zona
  • Scrivi una lettera di presentazione della vendita di casa tua e mettila in tutte le cassette delle lettere del quartiere
  • Crea delle brochure di presentazione da consegnare alle persone che vengono a vedere la casa
  • Metti un cartello sul portone del palazzo o sulla recinzione del giardino
  • Crea una pagina web con tutti i dettagli della tua casa e fai campagne a pagamento su google
  • Crea un mini video e mettilo su youtube


Tieni sempre in casa una proposta di acquisto per essere preparato a condurre una trattativa con un potenziale acquirente.

 

In realtà il valore più importante che otterrai con l’aiuto di un agente immobiliare è quello di avere un professionista che filtra le persone che vengono a vedere la tua casa.

 

Ci sono due tipi di non clienti, quelli che vanno in giro a curiosare ma non sono ancora pronti ad acquistare e quelli che vanno in giro a vedere case per ispezionarle prima di fare un pulizia approfondita di tutti gli oggetti di valore.

Inoltre il vero lavoro dell’agente immobiliare comincia dopo aver trovato l’acquirente.

 

Il suo compito è quello di fare in modo che la tua esigenza di spuntare il prezzo massimo si incontri con il desiderio dell’acquirente di pagare la casa il meno possibile; dopo la trattativa l’agente immobiliare dovrà accompagnarti in tutto il percorso della vendita fino all’atto notarile, coordinando tutte le figure professionali necessarie a far sì che non sorgano problemi.


Staff Centro Casa

 

Centro Casa Schio
  • 08 nov 2019
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08 nov 2019 | NEWS
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Centro Casa Schio

Questa è, a mio avviso, la più brutta delle frasi che chi sta per acquistare casa possa pronunciare. Quando arrivi a dire “Non è bellissima ma può andare”, vuol dire che ti stai accontentando. Vuol dire che stai accettando una soluzione mediocre piuttosto che cercare quella perfetta.


Ascoltami bene, è del tuo futuro che stiamo parlando. Futuro tuo e della tua famiglia. Stai cercando la casa in cui vivrai, in cui forse vedrai crescere i tuoi figli, in cui passerai momenti felici, la casa che ti accoglierà quando tornerai stanco alla sera, la casa che sarà il tuo rifugio nei giorni NO e che sarà spettatrice silenziosa dei tuoi giorni più belli.


Per questo e per altri mille motivi che in cuor tuo SAI, non puoi e non devi accontentarti di un immobile che è “accettabile” ma che non ti fa fare i salti di gioia. La casa che amerai deve emozionarti, deve farti ballare (magari quando nessuno ti vede o ti prendono per pazzo), devi riempirti di felicità al pensiero di poterci vivere e di poter esclamare “è casa mia”. Non puoi accontentarti, non adesso. Non sul più bello.


E se non vuoi correre il rischio di accontentarti di una casa mediocre, vai sul sito www.centrocasaschio.it  e richiedi la consulenza gratuita con uno dei nostri professionisti immobiliari, che ti guiderà nella scelta della tua casa perfetta, senza permettere che tu ti accontenti. Mai. Ricordati, vai su www.centrocasaschio.it  per lasciarti aiutare a trovare la casa che amerai.


Staff Centro Casa.

 

Marco Dall'Igna
  • 07 nov 2019
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07 nov 2019 | NEWS
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Marco Dall'Igna

È il bonus facciate la vera novità nell’ambito delle detrazioni sui lavori in casa del 2020.

Dal 1° gennaio 2020 debutterà la nuova detrazione del 90 per cento sulle spese sostenute per la ristrutturazione delle facciate di edifici privati e condomini. Sarà la Legge di Bilancio 2020 a rendere ufficiale la novità, e successivamente spetterà all’Agenzia delle Entrate il compito di definire le regole applicative.

Il bonus facciate 2020, ancora in fase di “definizione”, si presenta già da ora particolarmente interessante: tra le spese detraibili vi sarà anche manutenzione ordinaria (come la tinteggiatura delle pareti esterne), non prevede limiti di spesa e potrà essere cumulato con l’ecobonus.

L’agevolazione potrebbe però essere limitata al solo 2020: è il Ministro Franceschini che, in un’intervista rilasciata al Sole24Ore, fornisce alcune anticipazioni.

Quel che è certo è che il pacchetto dei bonus casa 2020 è destinato ad allargarsi e, accanto alla proroga delle detrazioni fiscali su ristrutturazioni, riqualificazione energetica, adeguamento antisismico ed acquisto di mobili ed elettrodomestici, il credito d’imposta per il rifacimento delle facciate renderà ancora più conveniente avviare lavori in casa ed in condominio.

Ancora poco chiaro è invece il destino del bonus verde che, anche considerando lo scarso appeal che ha avuto, potrebbe arrivare a naturale scadenza a fine anno e non essere prorogato al 2020.

Bonus facciate 2020, come funziona la nuova detrazione del 90% sulle ristrutturazioni

Dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2020 i contribuenti che effettuano lavori di manutenzione sulle facciate degli edifici, ville, appartamenti privati o condomini, potranno accedere alla detrazione fiscale del 90 per cento che (almeno per ora) non prevede limiti in merito al totale delle spese detraibili.

È il Ministro Franceschini, promotore della novità, ad anticipare alcuni piccoli dettagli su come funzionerà il bonus facciate 2020.

Innanzitutto, sarà applicabile ai lavori effettuati su tutte le tipologie di edifici. Non solo condomini, ma anche appartamenti privati. Si tratterà di un “derivato” del bonus ristrutturazioni, con un’estensione dell’elenco dei lavori ammessi in detrazione fiscale.

A differenza della detrazione del 50 per cento, il bonus facciate riguarderà anche i lavori di manutenzione ordinaria, come la semplice tinteggiatura delle pareti esterne degli edifici. Non sono previsti, ad oggi, limiti di spesa e, in sostanza, il contribuente potrà detrarre il totale dell’importo sostenuto per i lavori.

Il bonus facciate completerà il quadro delle agevolazioni sui lavori in casa e, a partire dal 2020, accanto alle ristrutturazioni interne delle abitazioni, ai contribuenti verranno rimborsate anche le spese per i lavori di rifacimento esterno.

Salvo novità, il bonus facciate sarà fruibile a partire dai lavori avviati dal 1° gennaio 2020 e, come tutte le detrazioni fiscali, il rimborso del 90 per cento sarà riconosciuto come credito d’imposta in dichiarazione dei redditi.

Gli aspetti da chiarire riguardano essenzialmente:

  • gli anni di erogazione del rimborso Irpef (che per gli alti bonus casa sono 5 o 10);
  • la durata dell’incentivo (se sarà limitato al 2020 o se sarà introdotto per il prossimo biennio\triennio);
  • la modalità di fruizione dell’importo e se sarà ammessa la cessione del credito per gli incapienti.

Sarà quindi fondamentale attendere la presentazione del DdL di Bilancio alle Camere, prevista entro il 20 ottobre, e la successiva approvazione entro il 31 dicembre. Poi, come di consueto, all’Agenzia delle Entrate spetterà il compito di render note le modalità applicative della misura.

Bonus facciate 2020, cumulo con le altre detrazioni sui lavori in casa

Il bonus facciate potrà essere cumulato con le altre detrazioni fiscali previste.

Non c’è il rischio che il bonus del 90 per cento vada in conflitto con l’ecobonus o la detrazioni sui lavori di ristrutturazione edilizia.

Quel che è certo è che per alcune tipologie di lavori sarà necessario attendere le disposizioni di coordinamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, come per i lavori in condominio volti a migliorare le prestazioni termiche degli edifici intervenendo sugli esterni.

Le indicazioni operative dovranno però arrivare presto, anche tenuto conto del fatto che, almeno per ora, il bonus facciate sarà introdotta come misura limitata al solo 2020.

Sarà dall’analisi dei risultati conseguiti che, il prossimo anno, il Governo deciderà se rinnovare o meno l’agevolazione.

Ristrutturazioni, bonus facciate completa le detrazioni sui lavori in casa 2020

Il bonus facciate mette un nuovo tassello all’insieme delle detrazioni sui lavori in casa che, oltre ad agevolare i contribuenti, hanno contribuito a ridurre la crisi del settore edilizio.

Nell’elenco dei bonus casa che saranno rinnovati al 2020 rientrano tutte le detrazioni previste ad oggi: bonus ristrutturazioni, ecobonus, bonus mobili e sismabonus.

Novità sono attese anche sul meccanismo dello sconto in fattura, introdotto dal Decreto Crescita per ridurre i tempi d’attesa dei rimborsi Irpef ma che ha raccolto più critiche che apprezzamenti.

Sembrerebbe invece destinato a terminare alla fine dell’anno il bonus verde, la detrazione del 36 per cento sulle spese relative a lavori di sistemazione a verde e realizzazione di giardini in edifici privati, singoli o condominiali.



Autore: Anna Maria D’Andrea per Informazionefiscale.it -https://www.informazionefiscale.it/bonus-facciate-2020-come-funziona-detrazione-ristrutturazioni-novita-legge-di-bilancio


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