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Marco Dall'Igna
17 dic 2018 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Soddisfano la normativa europea ed hanno margini di errore ridotti, il piano verrà concluso in tre anni. Gli utenti avvisati con una lettera.


La rete del gas di Sar (Servizi a rete), si rifà il look puntando su innovazione e tecnologia, a vantaggio dei clienti. E’ in partenza anche in città il piano di sostituzione dei contatori avviato dalla società di distribuzione del gruppo Aim e che, dopo una prima tranche di interventi in 15 comuni della provincia, interesserà nei prossimi mesi oltre 70 mila utenze.


Tanti sono i nuovi apparecchi che i tecnici forniranno ai vicentini installandoli nelle case per rimpiazzare quelli vecchi e meno efficienti. Nell’arco di tre anni, tutte le abitazioni saranno dotate di contatori ‘’smart meter’’, in grado di monitorare i consumi ed effettuare segnalazioni rapide al distributore.


Le scatole di rilevamento del gas sono infatti il non plus ultra in fatto di rendimento e funzionalità e rispondono ad elevati standard di sicurezza. Progettate in modo estremamente avanzato, come previsto peraltro da una delibera dell’autorità per ‘’Energia, grazie ai 70 mila dispositivi in arrivo i residenti serviti da Sar potranno dunque contare su una maggiore funzionalità del servizio di erogazione del gas ma anche su un più rigoroso accertamento del consumo, sempre meno presunto e più reale.


Grazie all’introduzione della tecnologia wireless, che metterà Sar nella condizione di comunicare con maggiore frequenza i dati del contatore alle diverse società di vendita, si andrà infatti verso l’eliminazione delle fatture stimate, in favore di bollette fedeli a quanto oggettivamente speso da ogni singolo utente. ‘’Tutti i nuovi contatori smart meter installati da Sar soddisfano le stringenti norme europee Mid e presentano ridottissimi margini di errore nelle misurazioni’’, sottolinea il direttore di Sar Renato Guarnieri. Non solo: a ulteriore garanzia del consumatore la società di Aim continuerà a monitorare gli apparati con controlli a campione ciclici.


Per quanto riguarda le procedure di sostituzione, i cittadini ne saranno informati a mezzo lettera, che sarà inviata almeno due mesi prima dell’uscita degli addetti Sar. L’intervento, di cui si riceverà ulteriore e successiva comunicazione, durerà al massimo un’ora e comporterà la momentanea sospensione del gas.


Anche in relazione ai numerosi tentativi di truffa segnalati recentemente da Aim Energy, Sar ricorda come il personale sia sempre munito di un tesserino di riconoscimento e non chieda mai né di visionare le precedenti bollette né di ricevere un compenso per la prestazione. Nel corso delle operazioni saranno effettuate anche verifiche per individuare eventuali perdite di gas negli impianti, di cui saranno subito informati gli inquilini. Per tutte le informazioni è possibile consultare il sito web.


Autore: Il Giornale di Vicenza

Marco Dall'Igna
14 dic 2018 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Gli emendamenti sono oltre 50, ma per ora nessuno su pensioni d’oro e reddito di cittadinanza. norme restrittive sulla flat tax.


Niente taglio delle pensioni d’oro, almeno per ora: la sforbiciata ci sarà, assicurano da Palazzo Chigi, ma arriverà più avanti, forse addirittura al Senato. E bisognerà aspettare anche per gli annunciati interventi su quota 100 e reddito. Sono in tutto 54 le proposte di modifica alla manovra presentate dal governo e dai relatori, e rappresentano in gran parte interventi settoriali. Tra le misure che ancora mancano all’appello il pacchetto famiglia e il taglio delle tariffe Inail.


Il premier Conte, che ha continui contatti con i vicepremier, mentre il ministro dell’Economia Giovanni Tria affronterà una nuova prova di fuoco all’Eurogruppo, per illustrare il loro piano che ha elaborato per cambiare la manovra convincendo l’Ue.


Conte sabato a margine del G20 ha parlato con il presidente della commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ed entrambi hanno convenuto che una eventuale procedura di infrazione non conviene ne a Roma ne a Bruxelles. Ed ha ottenuto da Di Maio e Salvini un mandato a continuare a trattare: “Siamo nelle mani giuste”, dicono del premier, per un “dialogo franco e rispettoso con le istituzioni Ue, senza rinunce sul patto con gli italiani” e le misure che puntano ad una manovra espansiva “per evitare una terza recessione”. A chi interpreta come un freno alla trattativa il proposito di Di Maio e Salvini di non fare “rinunce”, fonti di Palazzo Chigi, interpellate al riguardo, precisano che è il contrario: un messaggio di totale fiducia. La trattativa con Bruxelles è aperta. I leader di M5S e Lega tentano fino all’ultimo di cedere il meno possibile. Ma, spiegano dal governo, neanche il deficit al 2,1% sembra bastare all’Europa: si deve arrivare al 2%.


Intanto sono molte le novità contenute negli emendamenti. La principale è il taglio dell’Imu sui capannoni che raddoppia: sale dal 20% al 40% la deducibilità dell’Imu ai fini Ires ed Irpef. La misura costa 290 milioni nel 2020, circa 166 dal 2021.

Per i centri per l’impiego, dal 2019 le Regioni potranno assumere fino a 4000 persone. Servono 120 milioni nel 2019 e 160 milioni nel 2020.

Nel settore dedicato alla sanità, nel 2019 triplicano i fondi per tagliare le liste d’attesa: sono 150 milioni.

Più risorse anche nel 2020 e 2021. Arriva la norma anti ‘’furbetti’’ per la flat tax: la tassa al 15% per le partite iva non vale per le ‘’persone fisiche se l’attività è esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro’’ con i quali si è lavorato ‘’nei due anni di imposta precedenti’’.


Per quanto riguarda i giochi, Superenalotto, superstar, sivincetutto, euro jackpot, winforlife, si allunga di un anno il diritto di Sisal di gestire i ‘’giochi numerici a totalizzatore nazionale’’.  Prorogati anche Bingo e Scommesse sportive. Nell’ambito della sicurezza urbana, ci sono 25 milioni in più dal 2019 per il riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle forze di polizia e delle forze armate, comprese le Capitanerie. Per le micro e piccole imprese il voucher per la consulenza ‘4.0’’ per l’innovazione digitale, copre il 50% dei costi sostenuti per un massimo di aiuto in 40mila euro. Per le medie imprese invece il contributo copre il 30% dei costi per un limite massimo di 25mila euro. Le imprese che non applicano i principi contabili ‘’possono rivalutare i beni di impresa’’.


Arrivano venti nuovi dirigenti al ministero dell’Economia per la programmazione di investimenti; venti assunzioni, tra avvocati e procuratori, per l’Avvocatura dello stato; 57 nuove assunzioni per combattere le frodi e per proteggere il ‘’made in italy’’ del settore agroalimentare. Tra le altre misure, spuntano agevolazioni per le piccole farmacie, ovvero quelle a ‘’basso fatturato’’. Dal primo gennaio l’Aifa potrà rinegoziare il prezzo dei farmaci quando vi siano state variazioni di mercato. Arrivano poi 2 milioni a favore dell’apicoltura. E cinque milioni in due anni per la nascita del Catasto frutticolo nazionale. Tre milioni per la fondazione European Brain Research Institute, per la ricerca tra l’altro contro l’Alzheimer. Dal 2019, 400 mila euro l’anno per la Dat (disposizioni anticipate di trattamento, i registri per il testamento biologico). Arrivano infine trenta milioni l’anno dal 2019 al 2028 per il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e tre assunzioni all’Accademia della Crusca.


Autore: Il Giornale di Vicenza

Alessandro Maule
13 dic 2018 | DICONO DI NOI
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Alessandro Maule

Sono passato in agenzia perché avevo un’operazione particolare da svolgere, ossia un investimento immobiliare.  Le mie intenzioni erano quelle di trovare un immobile che avesse delle determinate caratteristiche che mi permettessero di realizzare quello che era il mio piccolo  progetto.  

Presso l’immobiliare Centro Casa ho conosciuto Alessandro , il quale mi ha ascoltato senza pregiudizi, anche se la mia era un’idea diciamo particolare. Devo dire che ero scettico all’inizio perché pensavo di non essermi spiegato bene, invece con una sola visita mi ha fatto vedere esattamente quello che cercavo, sono davvero soddisfatto del mio investimento!

 

“ Non avrei mai saputo concludere questo tipo di operazione senza il supporto di Centro Casa ed in particolare di Alessandro,  sono soddisfatto e consiglio senza dubbio a tutti questa agenzia “

- Meneguzzo Sergio

 

Alessandro Maule
12 dic 2018 | NEWS
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Alessandro Maule

L’affitto in nero è una realtà difficile da sradicare. Ma se il proprietario di casa non dichiara il contratto di locazione al fisco cosa accade? Quali rischi corre l’inquilino?

Mancata registrazione contratto di affitto

Il contratto di locazione non registrato all’Agenzia delle Entrate è nullo, ma la responsabilità per il mancato versamento dell’imposta di registro è solidale, questo significa che è sia del locatore che del conduttore. L’inquilino dunque è corresponsabile per l’evasione dell’imposta di registro e l’Agenzia delle Entrate può richiederne il pagamento notificando una cartella esattoriale.

Il padrone di casa ha 30 giorni di tempo per procedere alla registrazione e, come affermato di recente dalla Cassazione, è possibile una registrazione tardiva che sanerà la nullità; ma se il locatore non effettua la registrazione, può farlo il conduttore.

Contratto di locazione registrato a un canone inferiore

Nel caso in cui, invece, il contratto di locazione sia stato registrato con un prezzo inferiore rispetto a quello effettivamente versato, il conduttore può limitarsi a pagare il canone riportato sul contratto, senza rischiare sfratti o decreti ingiuntivi. Per legge, infatti, è valido solo il canone che risulta sul contratto registrato. Per ciò che è stato pagato in più in passato è possibile chiedere la restituzione entro 6 mesi da quando si lascia l’appartamento.

Affitto in nero contratto nullo

L’affitto in nero comporta la nullità del contratto. Questo vuol dire che il conduttore non è tenuto a rispettare le varie clausole della scrittura privata: non può ricevere un decreto ingiuntivo se non paga i canoni di locazione,non è tenuto a dare un preavviso se vuole lasciare l'immobile e non può essere sfrattato alla scadenza del contratto.

Autore: Idealista.it - https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2018/11/20/128946-affitto-in-nero-i-rischi-per-linquilino

Marco Dall'Igna
10 dic 2018 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Gli importi scendono di 100 euro al metro quadro nel cuore del capoluogo  e nell’area di Monte Berico, Laghetto e Anconetta tra le zone più economiche

 

Prezzi delle case in calo in centro, ma stabili in periferia. E’ l fotografia che emerge dall’ultima rilevazione semestrale dell’osservatorio del mercato immobiliare dell’agenzia delle entrate. Secondo i dati del primo semestre del 2018, si nota una flessione pari a circa 100 euro al metro quadro in contesti di pregio come il centro e Monte Berico, mentre rimangono stabili aree più periferiche quali Laghetto, Saviabona, Anconetta, San Pio X. Una tendenza dettata forse dalla preferenza, da parte degli acquirenti, di comprare casa nelle zone più defilate, magari puntando su prezzi più abbordabili. Un’abitazione in centro, infatti, può arrivare a costare anche il triplo rispetto ad un’immobile a Laghetto o in Riviera Berica.

 

I Prezzi

Per acquistare una casa in ottime condizioni in centro città bisogna sborsare da un minimo di 2150 euro ad un massimo di 3200 euro al metro quadro. Gli importi, confrontati con quelli dell’anno scorso, evidenziano un calo di circa 100 euro. Una situazione analoga si riscontra per un’altra zona molto ambita del capoluogo, quella di Monte Berico. In questo caso, i prezzi si attestano sulla fascia compresa tra 1450 e 1850 euro, con una discesa che arriva a toccare i 150 euro. La questione cambia invece se si intende comprare un alloggio in zone più esterne rispetto al cuore della città. Ad esempio, acquistare un immobile, in condizioni accettabili, in zona Laghetto o a San Pio X può costare da un minimo di 1100 euro al metro quadro ad un massimo di 1350. E in questo caso gli importi sono circa gli stessi rispetto alla fine del 2017. Un discorso valido anche per altre aree periferiche, come Polegge, Saviabona, Anconetta, Ospedaletto, Ca’ Balbi, Settecà. A rappresentare un’eccezione è la Riviera Berica, dove è possibile comprare casa con costi compresi tra 1300 e 1700 euro al metro quadro: anche in questo caso i prezzi sono in calo.

 

Nei Quartieri

A non cambiare, sul fronte dei costi che caratterizzano il mercato immobiliare cittadino, sono le differenze tra i vari quartieri. Sempre da una consultazione dei dati riferiti al primo semestre 2018, emerge come comprare casa nel centro storico cittadino possa costare anche il triplo rispetto a Laghetto, Polegge o Riviera Berica. Prezzi salati, nel cuore della città, anche per i box auto, acquistabili a costi compresi tra 1250 e 1700 euro, praticamente il doppio rispetto ad altre zone più periferiche. Guardando ad altre tipologie di abitazione, poi, è possibile notare come una villa o un villino acquistati a Gogna o in viale Diaz costino la metà rispetto allo stesso tipo di immobile a Monte Berico. Sensibili le differenze anche sul fronte degli affitti. Nel centro della città, i canoni sono infatti compresi tra 8 e 11 euro al metro quadro; ad Anconetta o Polegge, ad esempio, i costi si attestano sulla fascia compresa tra 4,7 e 7 euro, sempre al metro quadro.

 

La Ripresa

Gli immobiliaristi si dichiarano comunque ottimisti in merito alla ripresa del settore. In particolare, secondo Serafino Magistro, presidente provinciale e regionale di Fimaa Confcommercio, rispetto all’anno scorso può essere stimato un aumento delle compravendite intorno al 15 per cento. ‘’Iniziamo a vedere la luce in fondo al tunnel – sottolinea Magistro-. Il periodo negativo è stato superato. Oggi le trattative sono più morbide: qualche anno fa, se una casa valeva 100 mila euro, te ne offrivano 60 mila. Oggi gli acquirenti arrivano invece anche a 95 mila euro. Vedo poi una maggior fiducia negli agenti immobiliari. C’è sempre stata, infine, una valutazione diversa tra centro storico e periferia. Sono tanti però, gli elementi che vanno ad incidere sul prezzo.’’


Autore: Matteo Carollo - Il Giornale di Vicenza 

Alessandro Maule
05 dic 2018 | NEWS
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Alessandro Maule

Istituito nel 2013 presso il Ministero dell'Economia e gestito dalla Consap, il fondo di garanzia per la prima casa nel corso degli ultimi anni ha favorito l'acquisto della prima abitazione alle famiglie in difficoltà, soprattutto under 35. Ma le cose potrebbero cambiare a partire dal 2019.

Fondo di garanzia prima casa consap

Dall'avvio della sua operatività, Il fondo di garanzia prima casa di Consap ha permesso di portare a termine 90.170 oprazioni di mutuo per un controvalore di circa 10,1 miliardi di euro, il 58% delle quali ha riguardato i giovani dai 20 ai 35 anni d'età.

ll Fondo di garanzia prima casa prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale per mutui ipotecari (fino a 250.000 euro) erogati per l’acquisto (anche con interventi di ristrutturazione con l’accrescimento dell’efficienza energetica), degli immobili adibiti a prima casa.

Mutuo consap 2019, il destino del Fondo

La vita del Fondo di garanzia per la prima casa nel 2019 potrebbe giungere a termine. Secondo l'audizione sulla legge di Bilancio in Parlamento, il direttore dell'Abi, Giovanni Sabatini, ha infatti affermato che le disponibilità finanziarie del Fondo di garanzia per la prima casa stanno per terminare. 

"Si segnala - ha affermato Sabatini - che in base alle informazioni ottenute da Consap SpA, le disponibilità finanziarie del Fondo stanno per terminare. E' previsto che l'operatività del Fondo terminerà a fine dicembre 2018".

"Al riguardo, si potrebbe intervenire con un rifinanziamento del Fondo per consentire il prolungamento dell'operatività di uno strumento di garanzia che ha finora perseguito un duplice risultato: favorire l'acquisto della prima casa per molte famiglie, soprattutto composte da giovani di età inferiore ai 35 anni, senza che siano richieste ulteriori garanzie oltre all'ipoteca sull'immobile da adibire ad abitazione principale; sostenere il mercato immobiliare residenziale che negli ultimi anni ha registrato una significativa riduzione delle compravendite e dei valori di mercato".

Fondo garanzia prima casa 100%

Il fondo di garanzia prima casa consente di richiedere un mutuo pari al 100% del valore dell'immobile. Importante è consultare l'elenco delle banche aderenti sul sito di Consap.

La garanzia del Fondo prima casa della Consap può essere richiesta per l’acquisto di immobili di qualsiasi metratura, purché non di lusso, da soggetti, senza alcun limite di reddito e di età, che alla data di presentazione della domanda non risultino proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli ricevuti per successione o che siano concessi in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.

All’atto di ammissione della garanzia, in presenza di più domande pervenute nella stessa giornata, il gestore del Fondo attribuisce priorità ai mutui erogati a:

·         giovani coppie – nuclei familiari costituiti da almeno due anni, coniugati o conviventi more uxorio, con uno dei componenti con età inferiore ai trentacinque anni;

·         nucleo monogenitoriale con figli minori – persona singola non coniugata, separata, divorziata o vedova con almeno un figlio convivente minore;

·         giovani di età inferiore ai 35 anni titolari di un rapporto di lavoro atipico di cui all’articolo 1 della legge 28 giugno 2012, n. 92;

·         conduttori di alloggi di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari


Autore: Idealista.it - https://www.idealista.it/news/finanza/mutui/2018/11/13/128832-fondo-prima-casa-consap-abi-risorse-solo-fino-a-dicembre

Marco Dall'Igna
05 dic 2018 | DICONO DI NOI
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Marco Dall'Igna

La ricerca della casa perfetta per noi inizia diversi anni fa, quando successivamente ci siamo rivolti a Marco (anche nostro conoscente) lui ci ha saputo ascoltare ed a seguito di questo ci ha consigliato ‘’inaspettatamente’’ di fermarci con la ricerca.

Un po’ per amicizia e un po’ per la sua trasparenza ci aveva svelato dei motivi per i quali, in quel momento ed in base alla nostra situazione, la ricerca non ci avrebbe portato verso la casa dei nostri sogni. Ho ascoltato il suo consiglio e quando si sono presentate tutte le condizioni favorevoli, ci siamo rivolti di nuovo a lui, che si è subito attivato nella ricerca. Noi eravamo tranquilli perché lui sapeva esattamente cosa stessimo cercando per noi e per la nostra famiglia, Marco mi aggiornava di settimana in settimana. L’attesa ha dato i suoi frutti perché ha trovato la soluzione immobiliare che non pensavamo potesse nemmeno esistere nei nostri sogni.

 

“Grazie a Marco, che con la sua lungimiranza sul farci attendere ci ha permesso di fare la scelta più giusta per noi, un grazie anche a tutto lo staff di Centro Casa”.

- Marchetto Jessica e Carlassara Marco

Marco Dall'Igna
04 dic 2018 | NEWS
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Marco Dall'Igna

Hai sei mesi di tempo per scegliere la tariffa di luce e gas che fa al caso tuo: dal primo luglio 2019, infatti, dovremo dire addio al mercato tutelato. Il consiglio è sempre lo stesso: per risparmiare l'unico modo è confrontare le offerte.

Fino a oggi i clienti domestici potevano scegliere tra mercato tutelato, con tariffe interamente definite dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), e mercato libero, in cui il prezzo di luce e gas è definito dal Regolatore solo per quel che riguarda i costi di trasporto, distribuzione e oneri di sistema, mentre è scelto dal fornitore per quel che riguarda la componente energia. Chi è ancora nel mercato tutelato ha un anno di tempo per scegliere un fornitore di energia nel mercato libero. Dal primo luglio 2019 il mercato dell’energia non sarà più lo stesso.

 

È il momento di decidere

Fai parte anche tu di quella maggioranza di utenti che non ha ancora scelto un fornitore sul mercato libero? Devi iniziare a guardarti intorno. Confronta le offerte: ti consentirà di trovare la più adatta alle tue esigenze senza la fretta e le pressioni a cui si è sottoposti man mano che il termine si avvicina. Forse adesso è il momento di iniziare e farsi un'idea di cosa offre il mercato libero in Italia.

Ma cosa succederà a luglio 2019 a chi non avrà ancora scelto un'offerta del mercato libero? L’unica cosa certa è che a questi utenti non verrà sospesa la fornitura di gas e luce, ma si passerà a tariffe "di ultima istanza", più care di quelle a maggior tutela. Quanto pagheranno per il servizio e a chi resta è però ancora tutto da vedere

 

Un passaggio intermedio 

L’Autorità per l’Energia ha pensato di aiutare il passaggio dalla tutela al mercato libero con strumenti tariffari ad hoc. Prima è stata la volta della Tutela simile, che però ha avuto scarso successo. Dallo scorso marzo ci sono le offerte PLACET, “a Prezzo Libero e a Condizioni Equiparate di Tutela”, destinate a rimanere nel mercato libero del futuro, dato che ogni fornitore dovrà predisporne almeno due: una a prezzo variabile e una a prezzo fisso. 
Le condizioni contrattuali sono stabilite dal Regolatore, il prezzo invece è deciso dal fornitore. L’omogeneità del contratto è la vera differenza rispetto alle offerte del mercato libero vere e proprie, nelle quali i fornitori possono introdurre clausole contrattuali diverse (bolletta elettronica, addebito automatico, fatturazione diversa dal bimestre ecc.). Vale la pena approfittarne? In assenza di condizioni particolarmente stringenti dal punto di vista contrattuale, la differenza tra offerte del mercato libero e offerte PLACET si assottiglia e il passaggio diretto al mercato libero diventa meno problematico.

 

Scaglioni addio

Attualmente sulla bolletta elettrica la tariffa è divisa in tre pezzi. Vi è il costo della materia prima, stabilito dal fornitore, accise e IVA, decise dallo Stato, e i costi di trasporto, distribuzione e oneri di sistema, definiti dall’Autorità per l’Energia e uguali per tutti. 

In particolare distribuzione e oneri di sistema fino a quest’anno sono articolati a scaglioni. Dal primo gennaio 2019 gli scaglioni saranno aboliti
Questa tariffazione progressiva era nata per disincentivare gli sprechi, ma non è più coerente con la tecnologia attuale.

 

Scenari futuri

Nel frattempo stanno arrivando i nuovi contatori elettrici, che forniranno informazioni molto più dettagliate sui consumi. Nel frattempo conviene fare e inviare regolarmente l’autolettura, per evitare brutte sorprese in bolletta.

 

I consigli per cambiare 

Hai timore di cambiare operatore? Forse con i giusti consigli passare al mercato libero potrebbe essere più semplice di quello che pensi. Ecco cosa guardare con attenzione.

·         Prezzo e qualità. La tariffa non è tutto. Informati bene per scegliere il fornitore che offre anche la migliore qualità del servizio.

·         Spesa annuale. Valutare solo il prezzo dell’energia così come pubblicizzato dalle aziende non basta. Bisogna affidarsi a preventivi su base annua, a maggior ragione dal momento che esistono offerte a prezzo variabile (per esempio con il prezzo della componente energia indicizzato al mercato all’ingrosso), che potrebbe cambiare rispetto al momento in cui si sceglie.

·         Bolletta alla mano. Per capire cosa conviene bisogna conoscere i propri consumi e i prezzi che ci vengono applicati: percentuale di consumi nelle diverse fasce orarie, l’andamento negli ultimi 12 mesi e altro ancora. È tutto nei vari fogli della bolletta, tienili a portata di mano. 

·         Al telefono no. Con l’avvicinarsi della fine del mercato tutelato, i fornitori si faranno man mano più aggressivi nel proporre le loro offerte. Non scegliere d’impulso, magari approfittando di offerte fatte al telefono: meglio farsi mandare la documentazione e consultarla con calma. 

·         Check up periodico. Ogni tanto verifica cosa stai pagando e, se c’è di meglio sul mercato, esercita il diritto di recesso dal contratto, che è senza spese né penali.


Autore: Altroconsumo.it - https://www.altroconsumo.it/casa-energia/elettricita-e-gas/news/mercato-libero#

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