Piano casa in scadenza: raffica di richieste!

Pubblicato in News il 28 dic 2018

Il Consiglio regionale ha spostato il termine per presentare progetti. E’ corsa per ottenere il via libera, già depositate quasi 50 istanze.


“La verità è che senza questa legge, qui ci sarebbe stato il deserto”, l’affermazione arriva dal corridoio del terzo piano di palazzo Trissino. Lì, dove si affacciano gli uffici del settore edilizia, è un viavai continuo. Non solo negli ultimi giorni, quando geometri, architetti e ingegneri hanno iniziato la corsa per farsi approvare gli ultimi progetti in vista della scadenza; già dal 2009 i professionisti hanno continuato a varcare quasi quotidianamente la porta a vetri con in mano faldoni, cartelle e quant’altro. Le pratiche (oltre 120 all’anno) sono di vario tipo, e tutte portano nell’intestazione quella dicitura: legge regionale numero 14 dell’8 luglio 2009; in altri termini ‘’Piano casa’’. Uno strumento che secondo gli addetti ai lavori ha tenuto in piedi l’edilizia, portando all’approvazione di oltre un migliaio di progetti. “Il 90 per cento delle gru che si sono viste in città in questi anni – ammette con il sorriso Lucio Zoppello – erano legate a questa normativa. E non è un caso che oggi, a pochi mesi dalla scadenza, i nostri uffici abbiano un bel daffare”.


Di Cosa Si Tratta

L’obiettivo annunciato nove anni fa era chiaro: rilanciare l’edilizia alla luce della crisi economica che rallentò, se non bloccò, il settore. Il piano casa consentiva e consente ai privati di presentare progetti di ampliamento strutturale, di demolizione e ricostruzione, oltre che di efficientamento energetico. Prevede incentivi per i progetti approvati con criteri eco-sostenibili e legati ad una migliore efficienza energetica, ma soprattutto consente di dare il via a interventi in deroga alle previsioni urbanistiche.

Un tassello, questo, che se da una parte ha portato all’approvazione di oltre un migliaio di pratiche dal 2009 ad oggi, dall’altra ha complicato e non poco la situazione. “Purtroppo – commenta l’assessore al territorio – la pianificazione del Comune è stata molte volte scavalcata.”


Numeri e Tempi

Zoppello, però, non dimentica il lato positivo. “il piano casa – conferma – da una parte ha dato opportunità di lavoro ad imprese e professionisti e dall’altra ha permesso ai committenti di avere agevolazioni. Dunque, è indubbio che abbia funzionato”. E lo confermano i numeri. La media delle pratiche lavorate dal settore edilizia è stato di 120 all’anno. Ma i numeri sono aumentati a dismisura nell’ultimo periodo, con l’avvicinarsi della scadenza della legge regionale (inizialmente fissata al 31 dicembre 2018 e ora posticipata dal Consiglio regionale al 31 marzo 2019).

Al momento le pratiche in lavorazione sono 13 permessi per costruire e 31 Scia (Segnalazione certificata di inizio attività). Ma i faldoni sono destinati ad aumentare.


Osservazioni

La data fissata sul calendario è il 31 marzo 2019. Quel giorno, salvo nuove proroghe, scadrà ufficialmente il piano casa entrato in vigore nel 2009. Da quel momento committenti, professionisti e amministrazioni comunali dovranno fare i conti con la nuova normativa “che – annuncia Zoppello – vogliamo studiare per bene”. Si perché al momento esiste solo “il disegno di legge Politiche per la riqualificazione urbana e l’incentivazione alla naturalizzazione del territorio”.

E’ solamente una bozza; per quanto ci concerne faremo sicuramente le nostre considerazioni e vedremo come trasmetterle”. “Anche se – aggiunge l’assessore – prima è necessario vedere il testo finale: spesso i documenti cambiano”.


Lucio Zoppello non si nasconde: “Certo, ci sono alcune cose da sistemare”. L’assessore al territorio si dice convinto della necessità di “approfondire bene la materia, perché indubbiamente ci sono situazioni nuove che vanno ponderate e valutate. Soprattutto è necessario confrontarsi con la legge sul consumo di suolo. Auspico che questa norma, emergenziale, venga strutturata e che venga depurata di quelle anomalie che in questi anni possono aver messo in difficoltà le amministrazioni”.


Zoppello non parla (solo) del recente caso dei supermercati, oggetto di analisi durante un forum a Il Giornale di Vicenza, ma anche ad alcune possibilità che venivano concesse ai privati: “Pensiamo ad esempio alla facoltà di costruire fino a duecento metri di distanza dall’edificio sorgente. Più che un ampliamento, in questo caso parliamo di nuovo edificio. Personalmente non lo ritengo il massimo”.
L’assessore ribadisce la “bontà del provvedimento, ma è necessario che sia in linea con la programmazione urbanistica dei Comuni, non che vada in deroga”.


Autore: Il Giornale di Vicenza 

Invia un commento

Acconsento al trattamento dei dati personali

ALESSANDRO MAULE

Scrivimi

Pagina precedente

La casa non è mai pronta, vivono 9 mesi in roulotte.  

Pagina successiva

Case Vacanza, la stagione parte bene.
Newsletter