Le giovani coppie attendono la casa finita da 10 mesi

Pubblicato in News il 08 gen 2019

I lavori di ristrutturazione sono terminati a marzo ma manca ancora la procedura di accatastamento, sono 11 i nuclei in lista ma il bando va integrato.


Diritto al tetto e non avere un tetto. Prendendo in prestito un verso di una canzone del gruppo milanese ‘’I Ministri’’, si potrebbe raccontare la vicenda che sta andando in scena in viale San Lazzaro da quasi un anno. Capita, infatti, che l’edificio acquistato dal Comune nel 2004 per 720 mila euro e riqualificato con 3,1 milioni (dei quali 2,9 di Fondazione Cariverona) sia stato completato da dieci mesi, ma che ancora non sia ‘’utilizzabile’’ dalle undici giovani coppie che a maggio hanno ottenuto il ‘’diritto’’ ad avere uno di quei sedici alloggi, partecipando all’avviso pubblicato dal Comune. Nessun abbandono e nessuna dimenticanza, sia chiaro. Semplicemente un lungo iter burocratico che a distanza di un anno si è quasi concluso.


Tempo di effettuare la procedura di accatastamento e le porte di quell’edificio messo sotto i ferri nel lontano 2013 saranno aperte definitivamente.


Non si può dire che la storia dell’immobile sia fortunata. Quattro amministrazioni (due targate Variati) si sono passate il testimone con la patata bollente. Tutto inizia nel 2004, quando il Comune acquista per 720 mila euro gli edifici di viale San Lazzaro 79 dall’Ipab e dall’ambulatorio pediatrico Principe di Piemonte. Solo sei anni più tardi, però, si trovano le risorse per intervenire; nel 2010 Fondazione Cariverona comunica il via libera al contributo da 2,9 milioni (su 3,1 complessivi) per ristrutturare l’immobile e realizzare 16 appartamenti da destinare alle giovani coppie.


Appalti nel 2013, i lavori subiscono una battuta di arresto nell’anno successivo, a causa delle difficoltà economiche che colpiscono la prima ditta aggiudicataria degli interventi. Il cantiere viene sospeso per oltre un anno; solo nel 2015 i lavori vengono poi affidati all’impresa Sice srl di Aragona, seconda classificata, che conclude il tutto a marzo 2018.


Proprio il primo marzo l’allora sindaco Achille Variati, con gli assessori Cristina Balbi e Isabella Sala, si reca in sopralluogo. Pochi giorni dopo viene pubblicato il bando per le giovani coppie, il cui termine viene poi prolungato al 18 maggio per coprire tutti i posti. Ma anche questa volta la gara ha poca fortuna. O meglio, vengono sì presentate in comune 27 domande (per 16 alloggi) ma solo 11 risultano valide ai fini dell’assgnazione. Il risultato è che cinque appartamenti restano senza ‘’inquilini’’ (in attesa di un bando integrativo); ma non va meglio agli altri undici che ancora sono vuoti. Già, perché se da una parte l’assegnazione virtuale risale a quest’estate, dall’altra il contratto per ‘’l’effettivo utilizzo degli immobili’’ deve ancora essere firmato. ‘’Si procederà – spiegano dal Comune – non appena saranno disponibili gli atti di collaudo statico e impiantistico dell’edificio’’. I due certificati sono arrivati nei giorni scorsi; l’ultima operazione in lista di attesa è la procedura di accatastamento, a carico dei servizi sociali. Una volta completata, sarà finalmente possibile aprire quei locali rinnovati che attendono da quasi un anno.


 

Autore – Il Giornale di Vicenza

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ALESSANDRO MAULE

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