Diritto di prelazione per il conduttore di un immobile a uso abitativo, i casi:

Pubblicato in News il 11 mar 2019

Il diritto di prelazione spetta al conduttore nel caso in cui, alla prima scadenza della locazione, il locatore intenda vendere l’immobile destinato a uso abitativo. Ma come funziona e quali sono le eccezioni?

Il diritto di prelazione può scattare al termine dei primi 4 anni per i contratti a canone libero (4+4) o al termine dei primi 3 anni, per i contratti a canone concordato (3+2). E’ compito del proprietario dare tempestiva comunicazione scritta all’inquilino della sua intenzione di vendere. La comunicazione deve contenere l’indicazione del prezzo richiesto; delle condizioni per stipulare l’atto di compravendita; l’invito all’inquilino a esprimere l’intento di avvalersi del diritto o meno. La comunicazione deve avvenire attraverso atto notificato dall’ufficiale giudiziario oppure attraverso raccomandata con avviso di ricevimento.


Se l’inquilino comunica per iscritto di rinunciare all’acquisto, il proprietario può vendere a chi vuole. Se invece l’inquilino è interessato all’acquisto e vuole esercitare il diritto di prelazione, deve darne comunicazione al proprietario entro il termine di 60 giorni attraverso atto notificato dall’ufficiale giudiziario oppure attraverso raccomandata con avviso di ricevimento. Non solo. Entro i successivi 30 giorni dai 60 richiesti per la comunicazione al proprietario, l’inquilino deve versare il prezzo di acquisto al momento della firma del contratto preliminare o della compravendita vera e propria. Sempre che nella comunicazione inviata dal proprietario non ci siano condizioni differenti.


Il diritto di prelazione del conduttore per un immobile a uso abitativo non viene esercitato se la vendita avviene mentre il contratto di locazione è in corso oppure se l’immobile in questione è di proprietà di più soggetti e fa parte di una comunione ereditaria. In questo ultimo caso, il diritto di prelazione di uno o più dei coeredi ha il sopravvento su quello dell’inquilino (articolo 732 del Codice civile).


Il diritto di prelazione non sussiste poi se il proprietario intende vendere al coniuge oppure ai suoi parenti entro il secondo grado. Niente diritto di prelazione, inoltre, quando l’immobile è trasferito con un atto differente dalla compravendita, ad esempio con una donazione; quando la vendita o l’affitto a un altro inquilino avvengono dopo la scadenza finale del contratto; se il venditore intende vendere in blocco l’intero immobile di cui l’appartamento fa parte.


Autore: Idealista.it - https://www.idealista.it/news/finanza/casa/2019/03/06/130285-diritto-di-prelazione-per-il-conduttore-di-un-immobile-a-uso-abitativo-i-casi


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