20 anni a Schio, città fuori dal Comune

Pubblicato in News il 15 mar 2019

Che la nostra città sia Comune con altre virtuose dell'Alto Vicentino, con l'umiltà di imparare qualcosa. come le modalità di accoglienza di Valli del Pasubio e l'orgoglio di offrire eccellenza, come gli spazi del Faber Box, che non siano solo dei "nostri studenti'’. In questo spazio, noi volontari di FocusSchio desideriamo che scrivano persone note, con esperienza culturali, in risposta alla domanda: “che idea hai di o per Schio?"


Nel 2010 sulle pagine di “ Di Palo in Frasca” (Associazione Scrittori Giornalisti Scledensi - Menin Edizioni), giocai su confronti giallorossi tra Schio e Roma, dove sono cresciuta: meraviglie della modestia scledense e noia della presunzione capitolina. Dal 1999 vivo quanto di buono è stato fatto dalle amministrazioni comunali, senza troppa pubblicità, persino con rischiosa povertà di comunicazione, fino a 5 anni fa.


L'attuale sindaco durante gli auguri di Natale ai giornalisti ha chiesto di nuovo di parlare delle cose buone fatte. Grazie dei bei fiori e per Demio. Di certo il signor Orsi fa, ama la città. ma non s'è mai dichiarato fiero di certi beni ereditati, come la qualità di vita e la fama quale Comune virtuoso. Eppure ha trovato forti tracce di politiche: socialmente all'avanguardia, come Sportello Donna, economicamente coraggiose, come il salvataggio da proprietà privata del simbolo Fabbrica Alta o l'idea del Campus, preziose come la salvaguardia del Tretto, tenuto al di fuori delle speculazioni edilizie, con raro buon senso negli anni '60.


La prima volta che l'ho sentito parlare al Conte, in un propositivo evento sul centro storico, promosso dai Commercianti, il primo cittadino ha esordito così: “qui ho trovato un casino”. È stata una pugnalata al cuore per me, che 20 anni fa trovai artigiani che 'ricamavano’ il pubblico suolo in centro storico, che fui stupefatta dalla festa grandiosa, commovente dedicata al dirigibile di Almerigo da Schio: quanta gente incantata, che emozioni in centro, frutto di semina curata da tempo, da persone di poche parole e provata sapienza. Dopo quell’omaggio dispendioso da parte del Comune, i nobili discendenti partirono col restauro della magnifica residenza Da Schio, con la sirena lassù, che sfida I’indifferenza dei passanti.


Sono una giornalista libera mai avuto contratti con editori, Laureata in Storia dell’arte a Roma con tesi in archeologia medioevale, ho studiato centinaia di piccole e medie città. Girando 68 documentari nell'Italia meno nota per la TV, ho messo a fuoco la CULTURA  “coltiva” anche piccole conoscenze,  va a fondo di dettagli meno vistosi, non si ferma alle arti figurative, la letteratura, i monumenti e le conferenze. Sta anche nella diffusione di storie di vita, pensieri, scelte etiche, commerciali, edilizie, estetiche. Bisognerebbe aiutare a scovare il bello, che come ci ha ricordato il tema culturale di quest’anno è anche buono ma non a parole. C’ è da documentare e fotografare parecchio. Come fanno altrove a tener vivi i negozi in centro, quanto costa l'impegno ambientale certificato con norme e quanto rende (anche in salute), quanto fa bene sentire che ti dicono "sei fortunato a stare a Schio".


Conserviamo tesori per tutti: alberi lungo le vecchie strade di contrada, imprese del Nord Est riunite per condividere metodi di progresso,  la cura di tradizioni nell’arredo urbano, coi ferri battuti (invece di cemento nelle nuove palazzine!), creiamo pochi monumenti ma d’autore, come il Tessitore, al buio anche quest’anno a Natale. Nulla è perduto come i vecchi fontanili restaurati o le tante associazioni culturali.


 Non sono iscritta al PD, che ha contribuito alla vita di questa rivista. Ora, da qualcuno della nascente coalizione di centro sinistra a Schio, sento parlare di ricerca, di miglioramenti, più che di cambiamenti dal passato. Ho speranza di confronto e rispetto di moltissimi, di ogni colore, fede ed età.. in questa Città dei Bambini. Idea vincente attingere alla memoria dei preziosi vecchi, affinché la storia viva di Schio avvinca i giovani, che si eccitino perché possono farcela, con nuova creatività, ma grazie al sapere presente e passato, che a Schio ha reso potenti capaci e fondamentali gli umili.


Autore: Carla Urban per FocusSchio

 

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