L’eredità “Castellani” divisa fra Ipab e Comune

Pubblicato in News il 14 feb 2020

Diventa comunale il brolo della villa mentre passano alla “Muzan” i terreni davanti “ai Pini”, tutti agricoli.


Si chiude con un'equa spartizione fra Comune e Ipab "Muzan" la questione dell'eredità “Castellani” che vedeva in ballo fra i due enti ben 32 mila metri quadrati di terreno nel territorio comunale. Si tratta di beni appartenenti alle Opere pie riunite maladensi e che risalgono all'eredità lasciata da Maria Teresa Castellani, scomparsa senza eredi diretti il 6 maggio 1976. Un lascito, il suo, che era diventato addirittura un caso nazionale dopo che il nostro giornale diede la notizia, nel 2016, che la sua monumentale tomba, allo scadere dei 40 anni dal decesso dell'ultima erede della famiglia, era diventata di proprietà della parrocchia e venduta ad un privato con l'incasso destinato all'acquisto di un proiettore digitale per il cinema Aurora, altrimenti destinato a chiudere.


In ballo ora c'erano soprattutto terreni. Nel 2012 fu affidato al notaio Giuseppe Fietta l'incarico di dividere i beni fra Ipab e Comune. Si parla, fra brolo, prato e persino bosco, di 32 mila e 470 metri quadrati catastali. La delibera che il consiglio comunale adottò lo scorso anno stabilì che al Comune spettano 18 mila metri quadrati e alla "Muzan" gli altri 14 mila.


L'atto ricognitivo divisionale si è concluso nei giorni scorsi, con la presa d'atto dell'equa suddivisione in base al valore. Di fatto al Comune resta il brolo che dalla villa ex Castellani scende sino alla fine di via Porto, mentre alla casa di ricovero vanno i terreni davanti ai Pini. Un'operazione, questa, seguita fino all'ultimo dalla compianta presidente dell'Ipab, Paola Carraro, scomparsa qualche settimana fa. «Fino all'ultimo mi chiedeva se c'erano notizie dal notaio -conferma la direttrice Annalisa Bergozza. - Era una questione che le stava particolarmente a cuore. Un peccato non abbia visto la fine della vicenda. Era una grande combattente che si spendeva sino alla fine per le sue cause sociali».


Vicenda che si è chiusa ora, con un passaggio indolore condiviso e privo di compensazioni economiche. I terreni sono agricoli e quindi non edificabili. Carraro non nascose la volontà di costruire, su uno di questi, una nuova casa di riposo. Aveva in mano uno studio di fattibilità da oltre 6 milioni di euro. Se ne riparlerà.

 

Autore: M.Sar per Il Giornale di Vicenza

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